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Nel mezzo del presunto attacco cyber israeliano contro l’impianto di Natanz vi è la ripresa seppur flebile dei colloqui per riprendere l’accordo sul nucleare tra Usa e Iran. A Vienna vi sono in questi giorni dei colloqui “indiretti” tra Usa e Iran per vagliare un possibile avvicinamento sulla questione. L’Agenzia atomica iraniana ha riferito che l’incidente nel sito dove si arricchisce l’uranio ha subito solo una piccola esplosione, non ci sono state vittime. La Repubblica islamica non ha dubbi, è stato Israele. Immediata la replica del ministro degli esteri Mohammad Javad Zarif: “Se pensavano che ci avrebbe messo in una condizione di svantaggio nei negoziati, dovevano invece capire che questo atto disperato avrebbe reso la nostra posizione ancora piu’ forte”.

Teheran non è rimasta inerme e ha già messo in guardia lo Stato ebraico, “la vendetta” arriverà solo al momento opportuno“. Le indagini interne proseguono e fonti della sicurezza iraniana fanno sapere di aver già individuato una persona quale possibile responsabile. Ora, secondo il paese degli ayatollah spetta all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) indagare su questo atto di terrorismo nucleare.

Un episodio avvenuto poche ore dopo la messa in opera delle nuove centrifughe per l’arricchimento che hanno suscitato allarmi, spingendo il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ad avvertire Teheran che “non sta dando un contributo positivo” alla diplomazia. Dopo gli incidenti sospetti dei mesi scorsi e l’uccisione dello scienziato Mohsen Fakhrizadeh, e’ un nuovo colpo per la Difesa della Repubblica islamica. La responsabilita’ israeliana viene confermata anche da fonti di intelligence Usa, che hanno ipotizzato uno stop di 9 mesi per il complesso nucleare. Teheran esclude invece seri danni e con il portavoce della sua Agenzia atomica Behrouz Kamalvandi assicura che le attivita’ sono gia’ riprese, in attesa delle riparazioni al sistema elettrico della sezione colpita.

Rigettiamo qualsiasi tentativo di minare o indebolire gli sforzi diplomatici in corso”, che hanno come obiettivo “quello di cercare di chiarire tutte le questioni aperte legate all’accordo nucleare iraniano“, fa sapere intanto l’Unione europea, mentre a Bruxelles arriva il segretario di Stato americano Antony Blinken. Timori per un possibile rallentamento delle trattative giungono anche dalla Russia, il cui ministro degli Esteri Serghei Lavrov e’ atteso invece a Teheran per rinnovare l’accordo di cooperazione strategica tra i due Paesi, dopo quello per 25 anni gia’ siglato tra Iran e Cina. Ai colloqui con Blinken a Bruxelles ci sara’ anche il capo del Pentagono Lloyd Austin, in arrivo da Gerusalemme, dove ha incontrato il capo del governo israeliano Benyamin Netanyahu che con toni duri ha detto: Come premier non permettero’ mai che che Teheran ottenga la capacita’ nucleare di portare a termine il suo obiettivo genocida di eliminare Israele”.

Attacco cyber a sito nucleare in Iran, Netanyahu: “Non permetterò mai a Teheran di eliminare Israele”