Attacco cyber ad agenzia stampa del Qatar durante crisi del golfo

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La Missione Permanente dello Stato del Qatar alle Nazioni Unite a New York ha tenuto una riunione di alto livello a margine della 72^  sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La riunione, organizzata sotto il titolo “Dal cyberattack alle misure illegali”: il blocco contro lo Stato del Qatar”, è coincisa proprio con il termine dei tre mesi da quando è iniziata la crisi del Golfo. La riunione molto seguita da un nutrito pubblico di dignitari stranieri ha evidenziato l’impatto che sta avendo la crisi e le sue molteplici ripercussioni sui paesi interessati, sull’intera regione e sul mondo.

La prima sessione, moderata dall’Inviato Speciale del Ministro degli Esteri per la lotta al terrorismo, Dr Mutlaq bin Majid Al Qahtani, ha esaminato gli eventi che hanno colpito lo Stato del Qatar, in particolare il cyber attacco sulla Qatar News Agency il 24 maggio e la successiva pubblicazione di false dichiarazioni attribuite a Emir HH Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani.

Nel discorso, durante la sessione, il procuratore generale Dr Ali bin Fetais Al Marri ha affermato che la violazione informatica e la pirateria sono  pericolosi atti criminali che minacciano la pace e la sicurezza internazionale. Ha anche detto che la politica non deve farsi condizionare dalle notizie false e che queste devono essere lasciate agli esperti tecnici che si occupano di tecnologia dell’informazione.

La questione della cyber security è fonte di grande preoccupazione per la comunità internazionale, e gli Stati dovrebbero occuparsi quanto prima di questo fenomeno con misure concordate e subito operative. Occorrerà punire le organizzazioni e gli individui coinvolti nella pirateria che svolgono crimini solo e soltanto  per un guadagno politico, personale  o  peggio, economico. Questa attività criminale è sicuramente una minaccia concreta per la pace e la sicurezza internazionale.

Ha inoltre invitato la comunità internazionale a vietare l’utilizzo delle informazioni ottenute attraverso la pirateria, per snaturarle dall’inizio di ogni valore giuridico e persuasivo.