Corea del Nord: vicepresidente Morozov, Pyongyang testa missile a lungo raggio 

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Corea del Nord: vicepresidente Morozov, Pyongyang testa missile a lungo raggio

 

La Corea del Nord si starebbe preparando a testare un missile a lungo raggio che ritiene possa raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti: lo ha reso noto il vicepresidente russo Anton Morozov, appena tornato da una visita a Pyongyang. Secondo l’agenzia d’informazione russa “Ria Novosti” Morozov, membro della commissione per gli affari internazionali del parlamento russo e due altri parlamentari russi hanno visitato Pyongyang il 2 ottobre. “Si stanno preparando per nuovi test di un missile a lungo raggio. Ci hanno addirittura mostrato i calcoli matematici, secondo i quali il loro missile potrà colpire la costa occidentale degli Stati Uniti”, ha detto Morozov, secondo cui i nordcoreani potrebbero lanciare un nuovo missile a lungo raggio nel prossimo futuro. Le tensioni sono aumentate nelle ultime settimane sulle armi nucleari e sui programmi missilistici della Corea del Nord, con Pyongyang che ha testato diversi missili e ha condotto un test di bomba all’idrogeno, mentre prosegue verso il suo obiettivo di sviluppare un missile nucleare capace di colpire la terraferma americana. Intanto un numero sempre più numeroso di parlamentari Usa sta facendo pressione sull’amministrazione del presidente Donald Trump perchè allarghi le sanzioni contro la Corea del Nord a decine di altri soggetti d’affari che funzionari degli Usa e dell’Onu considerano come componenti di una rete che fornisce finanziamenti illeciti a Pyongyang. Un comitato di esperti nominati dalle Nazioni Unite ha identificato una quarantina di aziende cinesi, malesi e nordcoreane che hanno aiutato il regime di Kim Jong-un ad evadere le sanzioni, finanziare le forze armate e portare avanti i programmi nucleari. Le aziende non sono incluse nella “lista nera” statunitense attualmente presa in considerazione. Anche diversi parlamentari Usa e funzionari del Tesoro hanno steso un analogo elenco, comprendente oltre dieci nomi di persone organizzazioni e linee di trasporto marittimo che stanno aiutando la Corea del Nord ad accrescere la sua potenza militare. Della lista fanno parte banche, compagnie di navigazione, importatori, mercanti d’armi localizzati soprattutto in Cina, ma anche in Malaysia, Singapore, Hong Kong e Africa occidentale. Finora – scrive il “Wall Street Journal – l’amministrazione Trump ha esitato a colpire entità cinesi, perchè spera di ottenere la collaborazione di Pechino nel troncare le fonti di finanziamento di Pyongyang. Ma le pressioni da parte del Congresso per il varo di misure più risolutive si vanno facendo sempre più insistenti.