No Comment: VIDEO carabiniere picchiato dai manifestanti a Piacenza

Views
   

Cinque carabinieri sono rimasti feriti oggi a Piacenza nel corso dei disordini scoppiati in centro, quando i circa 450 manifestanti del corteo anti Casapound hanno tentato di forzare il cordone delle forze dell’ordine per raggiungere la sede del movimento di destra radicale.

Dei cinque feriti, quattro hanno riportato contusioni, mentre avrebbe una frattura alla spalla il carabiniere colpito dai manifestanti quando era a terra. Fascismo e razzismo diventano terreno di scontro nel cuore della campagna elettorale. La giornata del ricordo delle Foibe si intreccia con i fatti di Macerata e la miscela è esplosiva. Sull’antifascismo il candidato premier di LeU, Pietro Grasso, dichiara che la sinistra non è divisa, però poi al corteo di Macerata il suo schieramento partecipa e il Pd no. Quindi ci ripensa, “Liberi e Uguali oggi era in piazza: noi sappiamo da che parte stare. Il Pd di Renzi ha perso la rotta e dimezzato il consenso: votarlo significa votare le larghe intese”. Lui, Matteo Renzi, parlando da Perugia a una iniziativa elettorale chiede solo di “non lasciare il Paese a chi odia, non lasciarlo agli estremisti”. “Oggi i patrioti combattono i vigliacchi nemici dell’Italia che vorrebbero negare e nascondere questa tragedia” scrive su Facebook la più patriottica dei leader politici, la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, ricordando “i perseguitati dalla ferocia del maresciallo Tito, massacrati nelle foibe, vittime della pulizia etnica anti-italiana e costretti a scappare dalla loro terra”. “Italiani di serie B”, “morti di serie B” sostiene il leader del Carroccio, Matteo Salvini, dal palco del cinema Monviso di Cuneo dove è stato osservato un minuto di silenzio. “Dimenticati dalla scuola, dall’università e dalla televisione, da ministri impegnati a fare marce antirazziste contro pericoli inesistenti. Vorrei onorare gli italiani delle Foibe, che per qualcuno sono morti di serie B, mentre i morti vanno onorati e rispettati”. “Ricordare perchè gli orrori del passato non si ripetano più”, scrive il capo politico M5S Luigi Di Maio su twitter.Per la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, “le foibe e il disperato esodo che spopolò a più riprese l’Istria, Fiume e la Dalmazia, sono atti di una tragedia che deve ancora entrare nella coscienza popolare della Nazione” ed esorta le Istituzioni ad “adoperarsi con più impegno, continuità e coerenza, svolgendo opera di custodia e divulgazione e, ove necessario, condannando tentazioni negazioniste o indebite strumentalizzazioni”.Nel corso della giornata, però, Serracchiani torna a parlare, perché la manifestazione antirazzista e antifascista di Macerata degenera in cori che inneggiano all’orrore di Tito. “Scandalosi” denuncia, “calpestano morti innocenti e tradiscono gli ideali della Resistenza”. “E’ agghiacciante che, proprio nel Giorno del Ricordo, qualcuno abbia il coraggio di esibire approvazione per un massacro. L’antifascismo su cui si fonda la nostra Repubblica è democrazia e tolleranza, non violenza cieca e furore ideologico”. Da presidente di una Regione che “ha sofferto in carne e sangue la tragedia delle foibe e dell’esodo” la condanna di questi atteggiamenti “incompatibili con i principi della Costituzione” non può che essere “ferma”.Anche il giuliano Fedriga, capogruppo alla Camera della Lega, alza la voce e chiede l’intervento “immediato” del ministro Minniti per operare subito una “chiusura con relativo sgombero dei centri sociali facenti capo alle associazioni che hanno deturpato, offeso e infangato migliaia di vittime del comunismo titino”. “Il pericolo sono i cosiddetti ‘antirazzisti’ e ‘antifascisti’ che inneggiano alla foibe, attaccano le sedi della Lega e tirano sassi ai poliziotti”, rincara la dose Salvini. “Da italiano – gli risponde Francesco Laforgia di LeU – mi vergogno che tra i miei connazionali ci sia uno come lui. C’è un pezzo di Italia democratica antifascista che vuole un Paese diverso da quello di Salvini”. E Meloni insiste: “Al corteo antirazzista i centri sociali inneggiano alle foibe e non spendono neanche una parola di solidarietà verso Pamela, massacrata e fatta a pezzi a 18 anni”. Poi dichiara di aver “deciso”: “Sono ufficialmente razzista con questa gente”.