NordCorea: scudo anti-missile Usa nel Sud tra proteste residenti

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Gli Stati Uniti hanno dato il via, tra le proteste dei residenti, alle operazioni per l’installazione dello scudo anti-missile Thaad, in Corea del Sud. Le operazioni sono cominciate nella notte, ora locale, in una fase di crescente tensione nella penisola coreana per i programmi balistici e nucleari del regime di Pyongyang.
L’accordo per l’installazione del Terminal High-Altitude Area Defense system (Thaad) era stato raggiunto lo scorso anno anno tra Corea del Sud e Stati Uniti, proprio per contenere la minaccia missilistica nord-coreana e da tempo solleva le proteste delle popolazioni locali, oltrechè dei governi di Russia e Cina.
Il Ministero della Difesa di Seul ha confermato l’inizio dello spiegamento dello scudo anti-missile, che entrerà pienamente in funzione entro la fine del 2017. Molte le proteste dei residenti di Seongju, nell’area sud-orientale della Corea del Sud dove sorgerà il sistema di Difesa. In molti, riporta l’agenzia sud-coreana Yonhap, hanno definito “illegale” l’installazione dello scudo antimissile e hanno scandito lo slogan “No Thaad, no war”, durante le manifestazioni notturne.
Lo spiegamento del Thaad divide anche i candidati alle prossime elezioni presidenziali in Corea del Sud, che si terranno il 9 maggio prossimo. Il portavoce del candidato progressista, Moon Jae-In, ha manifestato l’opposizione del Partito Democratico per la decisione di procedere con l’installazione, “senza rispetto per la volontà popolare e le procedure” legislative. La posizione di Moon è che debba essere il nuovo presidente a prendere la decisione finale sullo spiegamento del sistema di Difesa. Su posizioni contrarie al Thaad, anche i centristi del Partito Popolare, che sottolineano come l’inizio dell’installazione sia avvenuto prima che potessero essere compiuti i rilevamenti ambientali necessari.
Favorevoli, invece, i conservatori del Liberty Korea Party e del partito Bareun, con questi ultimi che hanno accolto la mossa come una “grande decisione”.
La decisione dell’8 luglio scorso di installare il Thaad in Corea del Sud aveva incontrato forti opposizioni anche all’estero: in Russia e in Cina. Pechino ha lamentato dure obiezioni nei confronti di Seul per la possibilità di intromissione del sistema di Difesa made in Usa nei propri apparati di sicurezza militari. La disputa con la Corea del Sud sul Thaad ha portato anche a forti ritorsioni sul piano commerciale, con sabotaggi e ispezioni a sorpresa ai danni dei gruppi sud-coreani che operano in territorio cinese.
di Redazione
foto Sputnik Italia

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