Preziosa, industria europea della difesa e moneta europea “legame di fondamentale importanza”

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Non vi può essere una difesa europea senza una industria europea, sono due concetti legati l’uno all’altro, ma tutto questo può essere frutto solo di un progetto, di un grande progetto, di una idea sul nostro futuro, dove è chiara la meta da raggiungere. Sono stati questi i concetti venuti fuori nel recente convegno sul “Ruolo dell’impresa federale dall’unione monetaria europea all’unione economica europea”, svoltosi presso l’Almo Collegio Borromeo di Pavia.

L’Europa integrata, federata è il grande progetto indicato dai padri fondatori, la negoziazione tra gli stati da federare è il processo da seguire basato sulle convenienze e sulle convinzioni di ognuno (è la convenienza che crea la convinzione). L’industria per la difesa europea, che deve essere ancora realizzata, in quest’ambiente, è un mezzo per raggiungere dei risultati industriali più vantaggiosi per tutti i singoli paesi e quindi per l’Europa, ma non può essere considerato un fine per se stesso. L’industria per la difesa, sviluppata secondo i paradigmi occidentali, rappresenta un propulsore delle innovazioni tecnologiche propedeutiche per la crescita economica civile dei paesi, e in una scala più grande qualora federata dell’Europa. L’industria essendo un mezzo per realizzare un progetto, senza la presenza del progetto non può operare: ecco perché si afferma che la difesa europea è legata all’industria per la difesa.

L’industria della difesa ha bisogno di conoscere tre elementi cardini discendenti dalla strategia di difesa europea:

  • che cosa serve, ovvero il “capability package”, il “defence planning” europeo, sincronizzato con quello NATO e Nazionale;
  • quali sono le risorse finanziarie europee e nazionali assegnabili e per quali progetti e quali sono le tempistiche attese.

Se questi sono gli elementi industriali è necessario vedere com’è considerata dagli studiosi di geopolitica: l’Europa. Molti studiosi hanno statuito che l’Europa, qualora fosse aggregata in tutti i suoi aspetti, sarebbe da considerarsi una super potenza. Qualche volta questo concetto sfugge alla comprensione della nostra mente, il problema è  quindi l’aggregazione, il collante per l’Europa.

Due sono i dati significativi per fissare meglio questa espressione geopolitica:

  • le monete utilizzate per gli scambi globali commerciali (currency) sono determinanti per le economie dei paesi;
  • gli investimenti nella ricerca e sviluppo, nel campo della difesa, sotto certe condizioni, possono essere propulsivi per il mantenimento della traiettoria tecnologica di un paese.

Durante il 19° secolo l’impero britannico era una potenza globale e la sterlina ha governato i mercati per i secoli successivi. Nella conferenza di Bretton Woods del 1944, il dollaro statunitense rimpiazzò la sterlina come moneta per le transazioni del mercato globale.

La durata del dollaro nel futuro, quale moneta di riferimento, dipenderà da due fattori:

  • dal livello di potere globale degli USA,
  • dal livello di potere dei paesi concorrenti.

Essere la moneta di riferimento per gli scambi globali conferisce il privilegio di stampare in modo più libero la carta moneta che comunque verrà assorbita dal mercato internazionale, “exsorbitant privilege” lo chiamava il presidente francese Valery Giscard d’Estaing. Chi stampa la moneta di riferimento può considerare con meno apprensione il problema del deficit. La moneta può essere utilizzata come spada o come scudo in funzione degli interessi specifici nazionali.

Le riserve monetarie degli stati si reggono su due pilastri:

  • l’affidabilità del paese;
  • l’inerzia legata al cambiamento.

Se gli investitori globali iniziassero a perdere certezza nella moneta di riferimento, questa si presenterà più debole nella percezione del mercato. Disinvestire nella moneta di riferimento, comunque richiede o una potente forza di cambiamento globale, oppure molto tempo per raggiungere gli effetti desiderati; avendo già investito nella moneta di riferimento, ogni grande variazione delle riserve si rifletterà negativamente sul valore della stessa. Dobbiamo comunque tener presente che le strutture dedicate al commercio sono  state concepite per il mantenimento dello status quo, dal paese che esercita la “dominance” sulla moneta.Qualsiasi intervento per ridurre il debito pubblico USA che ora è 105/107,18% (Eurostat/FMI) del PIL potrebbe innescare un problema di credibilità del paese stesso. Il secondo modo per ridurre il debito può essere perseguito attraverso l’inflazione. Gli investitori comunque stanno prendendo seriamente in considerazione lo scenario in cui il dollaro potrebbe essere un assetto d’investimento meno sicuro rispetto al passato.

Le monete che possono competere col dollaro sono:

-Euro;

-Sterlina inglese;

-Yen;

-Yuan.

L’Euro è la seconda moneta di riferimento: detiene il 32,87% del mercato delle monete, vicina al dollaro che invece detiene il 40,72%. Nel 1999 alcuni esperti riportavano che nel 2015 il dollaro sarebbe stato sostituito dall’euro All’epoca si riteneva che il marco tedesco e il franco francese e le altre monete poi confluite nell’euro fossero, singolarmente molto piccole per sfidare il dollaro come moneta di riserva.Già nel 2006, secondo Greespan, l’euro rappresentava il 25% delle riserve delle banche centrali e il 39% del credito liquido (66% e 43% rispettivamente per il dollaro). Il dollaro non è molto più avanti all’euro tenendo conto che “il credito privato è otto volte maggiori di quello delle banche centrali”. È da ritenersi sorprendente, diceva Greespan, come con discrezione, la BCE e l’Euro siano divenuti delle forze di carattere internazionale. La BCE è diventata una forza di rilievo internazionale, indipendente, con il compito di mantenere la stabilità dei prezzi in un’area che produce un quinto del PIL mondiale. I problemi verificatisi nell’area euro, in esito alla crisi finanziaria hanno rallentato tale processo. La fiducia tra i paesi dell’area euro gioca un ruolo importante sulla credibilità dell’Euro e tutte le tendenze centrifughe apportano negatività al mercato. Recuperare l’8% rispetto al dollaro è possibile in una stabilità di sistema per l’Europa e con ulteriori passi in avanti nel campo industriale e della difesa. L’Euro deve tornare a crescere come nel passato ma ha bisogno di una nuova politica in Europa. Vi sono molti margini di crescita alcuni di questi legati all’industria per la difesa e alla difesa Europea. La Sterlina inglese è la terza moneta di riserva dopo l’Euro ma il valore percentuale è al di sotto del 10% (7,49%) e con la Brexit non è prevedibile, al momento, alcun miglioramento. Lo Yen ha seguito una politica di non internazionalizzare la moneta, e con un debito pubblico molto elevato (circa il 208,2 Eurostat, 236,56 FMI del PIL) non ha, al momento, margini per la competizione, infatti la percentuale dei pagamenti globali si attesta all’inizio del 2017 a valori del 3,06%.

Lo Yuan cinese ha fatto dei passi in avanti negli ultimi 10 anni. L’ingresso della moneta cinese nell’International Monetary Fund’s Special Drawing Right (SDR), dimostra che la Cina sta creando le infrastrutture per considerare lo yuan una moneta per la riserva monetaria dei paesi. In attesa della crescita delle infrastrutture monetarie, nel 2017 solo 1,7% dei pagamenti internazionali è stato fatto in yuan. La Cina incontra problemi connessi al suo sistema politico, essendo ancora un’autocrazia, sarà difficile per il mercato accettare le interferenze politiche nel sistema monetario. Recentemente, il sistema americano ha variato la sua posizione sul multilateralismo e cercherà di rinforzare il dominio del dollaro sui mercati. Per altro, l’IMF e le collegate organizzazioni internazionali sono un prodotto degli accordi di Bretton Woods volute e supportate dagli USA. Al momento non vi è alcuna moneta che possa sostituire il dollaro nel mercato internazionale, ma l’euro non è molto distante dal dollaro. L’industria per la difesa europea aggregata e federata è nelle condizioni oggi di essere importante per il futuro economico e di sicurezza e difesa non solo per il nostro paese ma anche per gli altri paesi europei. La Commissione Europea stabilendo i due fondi per i progetti di difesa sta iniziando a dare impulso e quindi coraggio per una più forte aggregazione tra i paesi europei, rinforzando quel collante che si era indebolito negli ultimi periodi per una minore attenzione al sociale , ai cittadini europei e quindi all’Europa.

La strada intrapresa è quella giusta per una Unione Europea davvero credibile da poter essere elevata a rango di “super potenza”.

di Pasquale Preziosa

foto Aerostoria

 

 

Preziosa, industria europea della difesa e moneta europea “legame di fondamentale importanza”

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