Roma, ecco il Pentagono italiano, ma il Pd va contro il Pd

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Il ‘Pentagono italiano’, un centro unico per le Forze armate a Roma-Centocelle è un progetto ambizioso a cui il ministero della Difesa  ci crede e per il quale sta puntando molto. Le attività e i progetti sono sempre stati condivisi con Roma Capitale e le municipalità per contemperare le esigenze di razionalizzazione della Difesa con quelle di una riqualificazione dell’area. Un progetto funzionale che mira a razionalizzare risorse e soprattutto le funzioni. Però in Italia quando si vuole fare qualcosa di innovativo e che possa far risparmiare denaro pubblico, immediata è la parte politica che solleva problemi, di solito la parte avversa. I deputati del Pd Antonino Moscatt e Roberto Morassut hanno fatto una interrogazione scritta al Ministero della Difesa retto dal Ministro del Pd, Roberta Pinotti.  I rilievi sono incentrati sull’impatto ambientale e sul timore che gli interventi non fossero condivisi con i cittadini. Immediata la risposta del Dicastero: “la realizzazione di ulteriori accessi al comprensorio militare di Centocelle è parte di un progetto – ha risposto il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano – che prevede, in particolare, l’accentramento degli organi di Vertice della Difesa, caratterizzato da funzionalità, economicità e basso impatto ambientale. Il piano in questione prevede altresì il coinvolgimento delle amministrazioni locali nella redazione di un accordo di programma per il contestuale recupero e sviluppo del Parco di Centocelle che, oltre a veder incrementata la sicurezza in virtù dell’accresciuta presenza della Difesa, beneficerebbe anche di interventi in campo archeologico, storico e ambientale. Contatti sono già stati avviati con le amministrazioni, riferisce la Difesa, e il primo settembre scorso si è svolto un incontro in cui il ministero ha chiesto di convocare un tavolo tecnico inter-istituzionale. In corso contatti anche con il ministero dei Beni culturali, attraverso la Soprintendenza. Il ‘Pentagono italiano’ sorgerebbe in un’area che fu sede del primo aeroporto italiano, intitolato all’asso dell’aviazione Francesco Baracca – che già ospita il Comando operativo di vertice interforze (COI), cioè la struttura della Difesa che gestisce tutte le operazioni ‘fuori area’, il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali (COFS), l’Italian Joint Force Headquarters (IT-JFHQ) e l’Operational Headquarters italiano dell’Unione europea.

Ci auguriamo che il progetto ambizioso non incontri ulteriori ostacoli. Risparmiare del denaro pubblico, razionalizzare funzioni della Difesa, deconcentrare il centro storico di Roma di tutti quei militari che oggi lavorano presso i ministeri e soprattutto riqualificare un’area a sud di Roma favorendo anche l’indotto, nel rispetto dell’ambiente, sono obiettivi comuni da non rallentare.

di Emanuela Ricci

 

 

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