Giornata mondiale della carezza cuore-cervello-cuore: “vivi con il cuore”

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“Infarto e malattie cardiovascolari al femminile” Una carezza può fare la differenza.

(di Nicola Simonetti) Il cuore ha una propria vita organica ma, soprattutto, simbolica. Lo stress, la depressione (nella donna due volte più frequente che nell’uomo) od altre offese sono “telefonati” dal cervello al cuore che ne risente e – recente caratterizzazione – si ammala di patologia esclusivamente femminile fino a giungere al “cuorinfranto” od alla cosiddetta “morte da crepacuore”.

Ippocrate, diceva che ”da un sorriso nasce un altro sorriso e ti guarisce se vuoi”.

La società italiana di cardiologia ed Abbott lanciano una campagna di informazione “Vivi con il Cuore” per riconoscere e prevenire l’infarto nella donna. All’interno del rinnovato sito web, le donne potranno trovare informazioni sulle malattie del cuore, riconoscere le differenze di genere, scoprire i sintomi dell’infarto e le specificità nella donna, tanti consigli per attuare efficaci strategie salva-cuore e un semplice test per valutare il proprio stile di vita.

“Sebbene si pensi che le malattie cardiache non siano appannaggio del sesso femminile, queste – dice Ciro Indolfi, presidente della Società italiana di cardiologia sono la prima causa di morte anche nelle donne. Il messaggio importante che i Cardiologi italiani vogliono diffondere riguarda anche la differenza dei sintomi dell’infarto che nelle donne sono frequentemente atipici. Campagne come Vivi con il Cuore hanno l’ambizioso obiettivo di prevenire morti premature e permettere la migliore cura per le donne colpite da infarto.”

Ma quanto ne sanno gli italiani?

Eikon Strategic Consulting ha intervistato un campione rappresentativo della popolazione italiana (40-70 anni), per comprendere la percezione maschile e femminile in relazione al rischio cardiovascolare: nell’immaginario collettivo, il cuore è considerato una vulnerabilità maschile, mentre il tumore un problema femminile.

Il riferimento si collega bene con la Giornata della Donna e richiama a considerare di più il “cuora” (una femminilizzazione del “cuoro” della popolare canzone). Con un decesso ogni 10 minuti, le malattie cardiovascolari e l’infarto sono la prima causa di morte nelle donne, tuttavia la maggior parte di loro non ne è consapevole e spesso sottovaluta il rischio (non supposto neanche dall’uomo). L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che oltre tre quarti (quasi 8 casi su 10) della mortalità cardiovascolare globale può essere prevenuta mediante l’attuazione di adeguate modifiche dello stile di vita.

Nelle donne, le prime tre cause di morte sono rappresentate dalle malattie cerebrovascolari, dalle malattie ischemiche del cuore e da altre patologie cardiache.

In Italia, una donna su tre (31,4%) muore a causa di una malattia cardio e cerebrovascolare. Molto più che per tutte le forme di cancro, compreso il tumore del seno. Secondo l’Istat, ogni anno si verificano 176.437 decessi per malattie del sistema circolatorio (79.353 negli uomini e 97.084 nelle donne).

Dopo la menopausa il rischio cardiovascolare tende ad aumentare.

Per quanto riguarda le malattie cardiovascolari è ormai assodato che vi sono differenze tra donne e uomini: sintomi, presentazione clinica, diagnosi, prognosi e terapia.

La differenza più importante però è che le donne sono meno consapevoli del proprio rischio cardiovascolare e tendono a sottovalutarne i sintomi.

Una donna su tre trascura i segni di malessere nei giorni precedenti l’infarto rivolgendosi ai medici più tardi rispetto agli uomini. Il fattore di rischio principale di mortalità per le donne è il ritardo pre-ospedaliero, cioè il tempo che passa tra primi sintomi ed il ricovero.

La donna si allarma con più ritardo rispetto all’uomo ed i sintomi dell’infarto non la allarmano fino al punto di chiamare i soccorsi. Lo fanno in ritardo: in media 15 minuti dopo rispetto a quanto fa l’uomo. Tra sintomo e chiamata dell’emergenza, l’uomo fa passare un’ora, la donna 45 minuti. Ma la differenza non finisce con i 15 minuti di ritardo poiché più di 7 donne si 10 prima di lasciare casa, puliscono, adeguano l’ambiente per i familiari con cui essa convive, cercano di ritardare sperando che “passi com’è venuto” e questo le fa perdere  un’altra ora (meno del 30% degli uomini ne perdono altrettanto).

Differenze anche nella prevenzione. Le donne fanno meno movimento fisico, indulgono di più nell’alimentazione, hanno qualche chilo di ciccia in più.

In proposito – dice Giorgio Berloffa – presidente unione nazionale chinesologi – sono sufficienti (salvo indicazioni individuali) 30 minuti al giorno di attività moderata (camminata). Ma “muoversi”, specie in soggetti con problemi o rischi, deve essere concordato con professionisti specializzati.

L’alimentazione mediterranea autentica anche per quel che riguarda le giuste porzioni – suggerisce Evelina Flachi, presidente Fondazione italiana per l’educazione alimentare – resta regina. Le donne, in particolare (perché in questo sono le maggiori indiziate), non si lascino sedurre da diete “privative, restrittive”. Le sette ore di sonno divengano regola e, per questo, non va bene una cena ad ora tarda e, tanto meno, molto ricca; sì ai carboidrati, ma non oltre 70/80 grammi, con condimento salute-compatibile.

Il buonumore è il condimento dei piatti che fanno bene.

Dolore al petto. Quando allarmarsi e chiedere il soccorso del 118?

Anche se il dolore toracico rimane un sintomo cruciale nell’infarto maschile e femminile, nella donna – dice Indolfi –  esso può presentare caratteristiche differenti per sede e tipologia con una maggior presenza di sintomi non-specifici e spesso ignorati.

Il dolore si estende oltre il petto alla spalla, braccio, schiena, e anche ai denti e alla mandibola.

Dolore prolungato nella parte superiore dell’addome o bruciore di stomaco, nausea e vomito; mancanza di fiato, sudorazione, cute umida, incombente sensazione di affaticamento, svenimento, stordimento o capogiri.

“EMERGENZA 112”

Un numero telefonico unico cui confluiscono  tutte le emergenze, qualsiasi numero di soccorso sia stato chiamato, compresi carabinieri, polizia di stato, vigili del fuoco, emergenza sanitaria (questi restano in funzione).

Gli operatori del 112 smistano le chiamate all’Ente competente per la gestione, dopo aver localizzato il chiamante ed individuata l’esigenza di soccorso.

Il progetto, partito da Varese, è attivo in Lombardia, Lazio, Liguria, Piemonte, provincia di Trento, Friuli, Venezia Giulia, Sicilia Orientale. Sarebbe auspicabile la sua utilizzazione per tutte le altre Regioni.

 

Questi i risultati dell’indagine condotta dall’Istituto Eikon Strategic Consulting (febbraio 2019):

LA PERCEZIONE DELLE CAUSE DI MORTE

  • Il 78% delle donne non sa che le malattie cardiovascolari sono la loro prima causa di morte.
  • Il 61% delle donne pensa che la prima causa sia il tumore.
  • Solo il 22% pensa che le malattie cardiovascolari siano il killer nr. 1 delle donne.
  • •Solo il 21% degli uomini pensa che le malattie cardiovascolari siano la prima causa di morte nelle donne.

LA PERCEZIONE DEL RISCHIO E LE DIFFERENZE DI GENERE

  • La metà delle donne intervistate ritiene che il rischio infarto sia maggiore negli uomini.
  • Il 77% degli uomini ritiene che il rischio infarto sia maggiore nel sesso maschile.
  • Il 54% degli uomini intervistati attribuisce a stili di vita e scelte alimentari non corrette il maggior rischio infarto nel sesso maschile.

I SEGNALI DI ALLARME

  • •Il sintomo cruciale dell’infarto, il dolore toracico, è correttamente indicato da più del 70% degli intervistati, mentre meno della metà è in grado di riconoscere gli altri sintomi non specifici come ad esempio difficoltà a respirare, malessere, senso di fatica, sudore freddo, nausea e debolezza.

STRATEGIE DI PREVENZIONE

  • Per gli intervistati l’attenzione ai fattori di rischio è molto alta quando si parla di ipertensione, colesterolo, fumo e alimentazione. Le difficoltà a mantenere uno stile di vita sano emergono soprattutto per gli aspetti psicologici, quali lo stress e l’ansia, e per la sedentarietà.

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