Campagna “vista in salute”, programma itinerante di prevenzione delle malattie ottico-retiniche

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Una unità mobile in tre regioni per visite ed esami gratuiti: inattesi i primi risultati

(di Nicola Simonetti) La campagna per la prevenzione delle malattie della retina e del nervo ottico che il Ministero della Salute ha affidato alla gestione dell’Agenzia Internazionale per la Prevenzione delle Cecità – IAPB Italia Onlus, sulla base di un finanziamento triennale approvato dal Parlamento nella Legge di Bilancio 2019, ha avuto inizio in tre Regioni: Lombardia, Abruzzo e Campania (seguiranno tutte le altre Regioni nell’arco di 3 anni).

Una struttura mobile dotata di tre ambulatori e di strumentazione diagnostica hi-tech con apparecchiature molto sofisticate ha consentito di effettuare un grande numero di refertazioni delle immagini della tomografia ottica computerizzata (OCT) e delle fotografie del fondo oculare. Il personale specialistico addetto si è interfacciato con le istituzioni locali per superare lo scoglio delle lunghe liste di attesa per gli ulteriori accertamenti ed eventuali interventi necessari per chi ne necessitava. Una iniziativa che si è rivelata preziosa per diagnosi precoci e per la prevenzione oltre che consentire l’acquisizione di dati da utilizzare per ricerca e programmazione di interventi.

I primi dati hanno dimostrato: “nel 40 per cento dei soggetti esaminati (tra i 40 e i 90 anni, età media 63 anni) sono stati rilevati segni di malattia in atto o di sospetta malattia o, ancora, di premonizione di malattia”.

Questo – dice l’avv. Giuseppe Castronovo, Presidente IAPB Italia Onlus – ci fa comprendere quanto diffuse siano le minacce che gravano sulla nostra vista e delle quali purtroppo non abbiamo troppo spesso consapevolezza. La vista è un bene prezioso, un enorme patrimonio che ereditiamo e dobbiamo preservare e questa campagna va nella direzione giusta: quella di elevare la cultura della prevenzione e di stimolare l’assunzione di misure adeguate di contrasto”.

“Primi risultati, inaspettati, che dimostrano l’utilità dell’iniziativa e che – ha detto il moderatore dr. Marcello Portesi – innovando in materia, si rivela esempio virtuoso dell’utilizzazione dei soldi pubblici.

Il prof. Filippo Cruciani – referente scientifico di IAPB Italia – afferma che “il sospetto di glaucoma è stato rilevato nel 12,8 per cento dei soggetti esaminati, la degenerazione maculare senile nel 6 % circa, la sindrome dell’interfaccia vitreo-retinica nel 12,1%, la corioretinosi miopica nel 3,24%, l’idrusen (piccole formazioni proteico-lipidiche che si formano sotto la retina) nel 11,35%, l’atrofia nel 4,14%, solo per citare le patologie più frequentemente emerse”.

Il glaucoma, chiamato per l’assenza di sintomi “ladro silenzioso della vista”, colpisce in Italia 1 milione di persone, di cui ben la metà non sa di essere ammalata. La prevenzione è quindi elemento fondamentale e questa campagna traccia la strada per migliorare, tramite una diagnosi precoce, l’evoluzione di questa patologia, così come anche nel caso della degenerazione maculare senile e della retinopatia diabetica.

“L’insieme dei dati, delle informazioni e degli spunti che saranno raccolti e sistematizzati con questa campagna triennale, ci consentiranno di disporre di una piattaforma solida sulla quale far poggiare nuove e più efficaci scelte di politica sanitaria per la tutela visiva – dice l’On. Paolo Russo, oculista e presidente dell’Intergruppo Parlamentare per la Tutela della Vista – ce lo impone il fatto che l’allungamento della vita media porta inevitabilmente ad un aumento delle patologie della vista per le quali l’argine più efficace è sicuramente la prevenzione, anche per la sostenibilità della spesa sanitaria”.

Mettiamo a fuoco tre malattie oculari

Glaucoma

Il glaucoma è considerata la prima causa di cecità irreversibile al mondo: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) colpisce 55 milioni di persone, mentre 25 milioni hanno già perso le proprie capacità visive per causa sua. Questa malattia oculare nella forma cronica non dà neanche sintomi: in genere una pressione oculare troppo elevata danneggia “silenziosamente” la visione. Prima compaiono piccole “macchie” scure (scotomi) alla periferia del campo visivo il quale poi si può restringere progressivamente fino a una visione a cannocchiale (“tubulare”) e, nei casi peggiori, si arriva all’oscurità completa.

In Italia si stimano circa un milione di glaucomatosi: la patologia riguarderebbe il 3,5% delle persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. Bisognerebbe quindi individuare tempestivamente i casi di glaucoma ancora non diagnosticati, ossia circa mezzo milione di persone solo nel nostro Paese.

Retinopatia diabetica

Secondo l’OMS i diabetici nel mondo sono 422 milioni. L’Istat scrive (2017) che in Italia la prevalenza del diabete è stimata intorno al 5,3% della popolazione (oltre 3,2 milioni di persone); colpisce particolarmente gli anziani, ossia il 16,5% tra le persone dai 65 anni in su. Se il diabete di tipo 1 è diagnosticato dopo i 30 anni, indicativamente la prevalenza di retinopatia diabetica è del 20% dopo 5 anni di malattia, del 40-50% dopo 10 anni e di oltre 90% dopo 20 anni. La retinopatia diabetica è la prima causa di cecità in età lavorativa in Italia e negli altri Paesi economicamente sviluppati.

I danni alla retina sono generalmente evitabili controllando il diabete. Inoltre, è stato dimostrato che un attento controllo della pressione arteriosa in chi ha il diabete di tipo 2 riduce il rischio di malattia micro-vascolare del 37%, il tasso di progressione della retinopatia diabetica del 34% e il rischio di peggioramento dell’acuità visiva del 47%.

In un Rapporto sul diabete l’OMS scrive: “La retinopatia diabetica è un’importante causa di cecità e si verifica come risultato di un danno accumulato nel lungo periodo a carico dei piccoli vasi sanguigni della retina. […] La retinopatia diabetica ha provocato globalmente l’1,9% della disabilità visiva (moderata o grave) e il 2,6% della cecità nel 2010. Ci sono studi che suggeriscono che la prevalenza di ogni tipo di retinopatia in persone con diabete sia del 35%, mentre quella della retinopatia proliferativa (pericolosa per la vista) sia del 7%”.

Maculopatie

Le maculopatie sono una causa importantissima di perdita della visione centrale nei Paesi più avanzati, tra cui l’Italia. Tra le maculopatie acquisitela più diffusa è la degenerazione maculare legata all’età (AMD), che generalmente si presenta dopo i 55 anni ed è la principale causa di cecità legale nel mondo occidentale. Si riconoscono due tipologie di AMD: la forma secca (atrofica), caratterizzata da un’evoluzione lenta e meno aggressiva, e la forma umida (detta essudativa), che può anche essere un’evoluzione della prima. Per questo è molto importante seguire attentamente l’insorgenza e l’evoluzione della patologia retinica. Attualmente non esistono terapie specifiche per l’AMD secca.

La forma umida (essudativa o neovascolare) è meno comune, ma è più aggressiva e ad evoluzione più rapida. È caratterizzata dalla presenza di nuovi vasi sanguigni retinici nella macula (centro della retina). Tutte le maculopatie vanno diagnosticate tempestivamente e, laddove possibile, si può ricorrere a trattamenti specifici (iniezioni intravitreali di anti-VEGF). È importante che venga fatta una diagnosi tempestiva e, dunque, è sempre necessario il ricorso a visite oculistiche periodiche.

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