Charlie, il mondo si mobilita, il Papa e Donald Trump in testa

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Un ospedale di New York si è offerto di spedire un farmaco sperimentale a Londra per aiutare il piccolo Charlie. Lo stesso ospedale si è offerto di ospitare il bambino, nel caso si potessero superare gli ostacoli legali per il suo trasferimento. Lo riferisce il Guardian. Il farmaco in questione è in attesa dell’approvazione della Food and Drug Administration (Fda). “Siamo disposti ad accogliere Charlie e a valutarne lo stato, a condizione che vengano attivate misure per trasferirlo in modo sicuro nella nostra struttura, in assenza di ostacoli legali e dopo aver ricevuto l’approvazione d’emergenza dalla Fda per un trattamento sperimentale”, hanno spiegato in un comunicato congiunto il New York Presbyterian Hospital e la divisione medica della Columbia University . “In alternativa – prosegue il comunicato – se sarà approvato dalla Fda, possiamo organizzare la spedizione del farmaco all’ospedale Great Ormond Street e offrire una consulenza al personale medico, se sono disposti a somministrarlo.
La madre di Charlie, urla a gran voce:”ci sono cinque medici, inclusi due inglesi, che credono nei benefici della terapia sperimentale per Charlie. “Ho fatto ricerche senza mai fermarmi sulla malattia di Charlie”, ha aggiunto la madre che si oppone al parere dei dottori del Great Ormond Street Hospital nella capitale britannica secondo cui invece la cura non funzionerebbe e finirebbe col far soffrire ancora di più il bimbo. “Io invece ho sentito da alcuni medici che la probabilità di successo sarebbe di circa il 10 % e per la medicina è già una grande chance”. “Non capisco tutto questo, l’eutanasia è illegale, il suicidio è illegale, come può essere legale questo”, ha aggiunto riferendosi alla decisione dei medici di staccare la spina. Per oggi e’ previsto un incontro tra i dottori e i genitori dopo che questi ultimi hanno protestato per essere stati tenuti allo scuro sulle decisioni riguardanti la sorte del figlio.
La madre di Charlie fa anche sapere di aver scritto una lettera al Papa e non a Trump . Ho chiesto l’intervento del Papa e non al presidente americano Donald Trump che si e’ mosso quindi in modo autonomo offrendo il proprio aiuto per risolvere il caso. La madre ha ricordato come il loro intervento abbia ridato ai genitori la speranza in un momento tragico: venerdì scorso infatti i medici erano pronti a staccare la spina al piccolo. Dopo una proroga nel weekend il nuovo giorno fissato dai dottori di Londra era lunedì scorso, ma l’intervento della Casa Bianca avrebbe cambiato tutta la vicenda.
Foto Il Giornale

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