Cina: secondo Pechino l’economia digitale genera un terzo del PIl

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La digital economy genera da sola quasi un terzo del prodotto interno lordo cinese. A sostenerlo e’ un rapporto presentato da Pechino in occasione dell’annuale conferenza cinese sul ciberspazio. Il rapporto presentato ieri a Wuzhen dall’Accademia di Stato cinese per gli studi sul ciberspazio sostiene che lo scorso anno l’economia digitale cinese abbia generato un fatturato di 22.580 miliardi di yuan, pari a circa 3.400 miliardi di dollari. Si tratta di un dato secondo soltanto agli Stati Uniti, e che rappresenta il 30,3 per cento dell’economia nazionale, sostiene il rapporto. L’annuale evento in corso a Wuzhen, ha la funzione di sostenere le politiche di censura del web adottate dallo Stato cinese, ed e’ stato sfruttato quest’anno per promuovere l’immagine di un ciberspazio cinese “aperto”, nonostante i controlli necessari a garantire la stabilita’ dell’ordine sociale. Il rapporto dell’Accademia cinese valuta lo sviluppo della digital economy cinese sulla base di una serie di fattori, inclusa la capacita’ industriale e la “governance”, che include anche le misure restrittive adottate da Pechino. “L’esperienza cinese suggerisce che entrambi i fattori sono cruciali per lo sviluppo di un ambiente Internet che serva gli interessi fondamentali del popolo”, ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa un funzionario dell’Accademia per gli studi sul ciberspazio, Xu Yunhong. La conferenza di tre giorni, che si chiudera’ nella serata di oggi, e’ stata istituita per contrastare le critiche dei paesi occidentali alle restrizioni imposte da Pechino al web, che includono il blocco di social network come Facebook e Twitter e il bando di una serie di contenuti giudicati pericolosi o destabilizzanti: misure che l’Occidente ha pero’ iniziato a contemplare a sua volta in risposta a minacce come il terrorismo o le intromissioni esterne nei processi democratici.

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