Consegnati da Norvegia e Inghilterra i missili Harpoon agli ucraini

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L’ultima difesa per non perdere uno sbocco sul Mar Nero è la resistenza che si sta attuando nella città portuale di Odessa. Gli ucraini mostrano le immagini dei primi Harpoon forniti dai Paesi Nato, sistemi anti-nave destinati ad ampliare la difesa costiera. Con un raggio di circa 150 chilometri, rappresentano un’insidia per gli invasori: la Flotta del Mar Nero mantiene infatti le unità di superficie a distanza di sicurezza e si affida soprattutto ai sommergibili classe Kilo, piattaforme di lancio per i cruise Kalibr.

Kiev aveva a disposizione solo pochi esemplari di Neptune, prodotti localmente, in grado di coprire una distanza di 280 chilometri. Grazie al Neptune le forze di Kiev sono riusciti ad affondare la nave ammiraglia della flotta russa dislocata nel Mar Nero, la Moslcva.

La flotta russa ha dovuto indietreggiare di molte miglia nautiche per evitare altre spiacevoli sorprese, presidiando tuttavia l’isola dei serpenti dove ha posizionato postazioni missilistiche in grado di colpire Odessa.

I russi hanno anche rinforzato le loro postazioni anti-aeree riuscendo a controbattere le incursioni degli ucraini, grazie alla superiorità aerea ancora saldamente in mano all’aviazione.

Ora, però, gli ucraini hanno gli Harpoon, ordigni ceduti dalla Norvegia e Gran Bretagna. La contromossa della Marina russa alla minaccia degli Harpoon potrebbe essere il piazzamento della corvetta classe Vasily Bykov con a bordo un lanciatore anti-aereo Tor, di solito usato a terra.

Questione delle mine. Mosca sostiene che il blocco navale sia causato dalle sanzioni occidentali e dalle migliaia di ordigni galleggianti che gli ucrauni hanno disseminato in mare per difendere le proprie coste.

La Russia è pronta a garantire corridoi commerciali nel Mar Nero, ha detto il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, ma solo se Kiev sminerà le sue coste: “La palla è nel loro campo”.

Il viceministro dell’Economia ucraino Taras Kachka, in risposta a Lavrov ha detto che il problema non sono le mine — fondamentali per proteggere Odessa: gli ucraini non si fidano — ma le navi da guerra russe che ostacolano le esportazioni. E se mai si dovesse raggiungere un (improbabile) accordo, dicono a Kiev, ci vorrebbero almeno sei mesi — e attrezzature specializzate — per ripulire le coste.

Consegnati da Norvegia e Inghilterra i missili Harpoon agli ucraini

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