Conte a Bruxelles per una missione impossibile. Si può sopravvivere con procedura di infrazione?

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Il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte ieri a Bruxelles ha potuto constatare di persona che il clima nei confronti dell’Italia è tutt’altro che “pacifico”.

Conte non si è dato per vinto e ha incontrato, comunque, Macron, Juncker e Tusk e visto Tsipras e Rutte.

Si è dilungato molto con  la Merkel con cui ha parlato soprattutto di nomine Ue e della possibilità che Roma possa avere un commissario con il portafoglio economico.  In molti pensano proprio al numero due della Lega Giorgetti, che verrebbe sostituito alla presidenza del Consiglio dalla Buongiorno.

La Merkel ha lasciato intravedere qualche apertura per quanto riguarda  il Commissario economico. L’Italia, tuttavia, non parteciperà direttamente alle nomine  ma, in qualità di paese fondatore della Ue, non verrà messa nell’angolo ed informata per tempo.

Sul tema della procedura di infrazione per disavanzo eccessivo l’ottimismo è stato cancellato in poco tempo, non sono stati pochi i Capi di Stato e di governo che hanno avvertito il premier sul rischio che corre il nostro Paese.

Il premier italiano ha scosso la testa a chi gli ha chiesto se la Commissione Ue possa ammorbidire la sua posizione. Anzi il convincimento è che andrà avanti, che non si fermerà, che la Commissione uscente possa imporre all’Italia la linea del rigore. “Non hanno nulla da perdere, diverso se a trattare fossero i nuovi vertici Ue”.

Il timore è che la procedura di  infrazione non è affatto scongiurata. Non basta quindi l’aggiornamento di bilancio che verrà completato con il Cdm di mercoledì. Non basta il ‘tesoretto’ dei cinque miliardi: due già congelati nella legge di bilancio, tre derivanti dai risparmi di reddito di cittadinanza e Quota 100. Dovranno essere il ministro Tria e i tecnici del Mef a cercare una soluzione ma il problema è che i margini politici non ci sono. Ciò, perchè sia Salvini che Di Maio non intendono abbassare la guardia.

Conte ritiene che non bisogna sottovalutare i rischi della procedura di infrazione e ciò sarebbe un danno vero per l’Italia. Ma non è tanto un messaggio rivolto ai vicepremier. E’ invece – viene fatto osservare – la reale fotografia di come la lettera inviata da Roma sia stata accolta con freddezza. Al momento non c’è un ‘piano B’, l’ipotesi della manovra correttiva non viene presa in considerazione. Ma nella sede del governo c’è la consapevolezza che occorra “un vero e proprio miracolo”.

Il presidente del Consiglio vuole quindi tessere una tela con Macron, Merkel e gli altri partner europei tentando di legare la procedura di infrazione alle nomine Ue.

Altro problema per l’Italia è il sostituto di Draghi alla Bce. Non ci sarà più la clemenza del Mario nazionale, ultimo regalo fatto all’Italia  l’annuncio di abbassare i tassi Ue e rilanciare il Quantitative Easing. Annuncio che ha sollevato l’ira via “twitter” del Presidente Usa Donald Trump, per via del deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro.

Al netto di tutta la trattativa in corso, con una procedura di infrazione si può sopravvivere. La Spagna proprio  quest’anno, ne è uscita dopo 7 anni di controllo Troika, per via della procedurali infrazione posta a suo carico dalla intransigente Commissione comunitaria.

 

Conte a Bruxelles per una missione impossibile. Si può sopravvivere con procedura di infrazione?