Libia, Conte preoccupato dei terroristi verso l’Italia, mentre una nave iraniana attracca a Misurata

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II Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è preoccupato sul “rischio che nella prospettiva di combattere i radicali islamici si possa favorire una loro trasmigrazione in Tunisia e poi anche in Italia. Un rischio che dobbiamo tutti scongiurare, sto cercando di sensibilizzare tutti”.

Il problema è la Libia dove lo Stato Islamico, approfittando dell’instabilità del paese si sta riorganizzando soprattutto a sud.

Il Messaggero scrive che il  generale Khalifa Haftar sta utilizzando milizie salante madkhaliste (leali verso l’autorità) per colpire i salanti riuniti intorno al Gran Muftì della Libia Sadiq al-Ghariani, alleato del primo ministro Fayez al-Serraj. Altri gruppi salanti, come le Forze di Deterrenza di Rada, guidate dall’islamista Abdui Raouf Kara, sono al momento neutrali.

Anche il presidente egiziano Al-Sisi condivide le preoccupazioni di Conte sull’emorragia di  terroristi, sia dalla Libia sia dalla Siria.

Il Ramadan, il mese del digiuno, entrerà in vigore tra il 5 maggio e finirà il 4 giugno, momento in cui, probabilmente ci sarà un affievolimento dei conflitti.

In quest’ottica le forze del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli starebbero preparando un’offensiva su larga scala contro l’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale Haftar. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno di Tripoli, Fathi Bashaga, citato dall’emittente al-Jazeera. «Siamo in preparazione ed entro tre giorni circa ci sarà un attacco su larga scala. Passeremo da una posizione di difesa a una di attacco», ha dichiarato Bashaga.

«Le forze di Haftar saranno espulse dall’intera regione occidentale della Libia e ci saranno altre sorprese nelle altre aree dove le forze di Haftar sono basate».

Haftar deve combattere un altro problema: fare la guerra costa e il generale, secondo l’agenzia di stampa Reuters, ha grossi problemi finanziari con un debito di 25 miliardi di dollari accumulato attraverso un mix di obbligazioni non ufficiali, denaro stampato in Russia e depositi in banche dell’est del Paese.

La situazione sul campo

Gli aerei militari del Governo di accordo nazionale (Gna), come preannunciato, hanno preso di mira le posizioni dell’Esercito nazionale libico comandato dal generale Khalifa Haftar a nord della città di Tarhuna. Lo riferisce ad “Agenzia Nova”, il portavoce dell’operazione “Vulcano di rabbia” del Gna, Mustafa al Mujahie.

Gli aerei militari sono decollati dall’Air College di Misurata e hanno compiuto incursioni su posizione controllate dall’Lna a nord della città di Tarhuna, a circa 30 chilometri a sud est di Tripoli. “I nostri aerei hanno bombardato posizioni e veicoli militari delle forze di Haftar a Souq el Khamis, a nord della città di Tarhuna”, ha dichiarato Al Mujahie. Intanto secondo le Nazioni Unite è salito a 39 mila persone il numero di sfollati a circa tre settimane dallo scoppio degli scontri intorno alla capitale libica Tripoli iniziati fra il 3 e il 4 aprile.

Condizione umanitarie critiche

In una nota Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, ha sottolineato il deterioramento delle condizioni umanitarie nelle aree in cui sono in corso da inizio aprile gli scontri armati tra le forze del Governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto dalle Nazioni Unite e l’Esercito nazionale libico (Gna), comandato dal generale Khalifa Haftar. Il portavoce Onu ha espresso la preoccupazione delle Nazioni Unite in merito agli sviluppi militari nella periferia di Tripoli e al suo impatto sulla vita dei civili che vivono in quelle zone. Dujarric ha anche avvertito del pericolo del lancio di missili lanciati in modo indiscriminato dalle parti in conflitto sulle aree popolate. Il portavoce delle Nazioni Unite ha sottolineato la necessità di proteggere i civili intrappolati in aree di conflitto e di fornire corridoi sicuri per consentire al personale umanitario di accedere alle zone in cui i civili hanno bisogno di aiuto e assistenza.

Il mistero della nave iraniana nel porto di Misurata

L’inviato delle Nazioni Unite Ghassan Salamé e il Consiglio di sicurezza dell’Onu devono informare i libici sul carico della nave iraniana ancorata da diversi giorni nel porto di Misurata e attualmente sotto sequestro da parte delle autorità del Governo di accordo nazionale (Gna) di Tripoli.

Lo ha dichiarato Ahmed al Mismari, il portavoce dell’Esercito nazionale libico (Lna) comandato dal generale Khalifa Haftar, le cui forze hanno lanciato lo scorso 4 aprile un’offensiva contro la capitale Tripoli controllata dal Governo di accordo nazionale (Gna) riconosciuto dall’Onu. In base alle informazioni del sito specializzato “Marine Traffic”, la nave sarebbe la Shahr e Kord, una portacontainer, giunta a Misurata dal porto di Burgas in Bulgaria. Secondo Al Mismari, la nave iraniana è di proprietà di una società affiliata ai Guardiani della rivoluzione iraniana ed è sottoposta a sanzioni internazionali. “Chiediamo a Ghassan Salame e al Consiglio di sicurezza di informare i libici del contenuto della nave iraniana ancorata nel porto di Misurata”, ha affermato il portavoce dell’Lna in una conferenza stampa. “I libici, l’intera regione regionale e la comunità internazionale hanno il diritto di conoscere il contenuto della nave iraniana”, ha aggiunto. Oggi il ministero dell’Interno del Governo di accordo nazionale (Gna) guidato dal premier Fayez al Sarraj ha annunciato di aver agito contro una nave iraniana nell’area di Al Mottak al largo del porto di Misurata. Il ministero di Tripoli ha aggiunto che il procuratore generale ha ordinato il sequestro della nave fino al “completamento delle indagini”.

 

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