Copasir, Golden Power: “obbligo notifica insufficiente per controllo su acquisizioni straniere”

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Tra le misure messe in campo dal Governo per contrastare gli effetti negativi del COVID-19 si annovera il rafforzo del Golden Power, ossia il sistema di speciali poteri di intervento dello Stato, introdotti, con il D.L. n. 21 del 15 marzo 2012(legge di conversione n. 56 del 11 maggio 2012), con lo scopo di salvaguardare i settori strategici e di interesse nazionale.

Con l’intento di arginare questo rischio ed accogliendo l’invito rivolto dalla Commissione Europea con le FDI Guidelines del 25 marzo scorso, il D.L. n. 23 del 28 aprile 2020 (c.d. “Decreto Liquidità”) ha notevolmente ampliato lo spettro dei controlli in precedenza vigenti nel nostro ordinamento, estendendo i settori ed i soggetti sottoposti a verifica, i poteri ispettivi e le sanzioni.

Le nuove norme sono dirette non solo a proteggere gli assets strategici in un periodo di vulnerabilità finanziaria, ma anche a salvaguardare la fornitura di beni essenziali come presidi medici, prodotti farmaceutici, generi alimentari e le relative filiere.

Così il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, in una nota, a seguito delle audizioni di approfondimento svolte sul tema: “si prende atto con soddisfazione della significativa estensione del “Golden power” prevista dagli articoli 15 e 16 del decreto legge n. 23 del 2020, Dl Liquidità.
Circa il meccanismo con il quale vengono attivati i poteri speciali del governo, il Comitato ritiene che l’ampliamento degli obblighi di notifica previsto dal decreto possa risultare insufficiente ai fini di un efficace controllo sulle acquisizioni straniere nei confronti delle imprese operanti in settori strategici nazionali.
Il Comitato suggerisce di valutare, sia pure per un periodo transitorio, legato al contrasto degli effetti negativi del COVID-19, l’introduzione di un regime ‘autorizzatorio’, che comporti una più cogente vigilanza su tali operazioni ed eviti quindi forme di pressione o interesse indebito su quella che è, e dovrebbe rimanere, la “filiera italiana”.
Tale regime non deve significare, tuttavia, una ingerenza nella gestione imprenditoriale, e comunque la presenza dello Stato non dovrebbe condizionare l’attività d’impresa, che è opportuno continui ad essere ispirata ad un criterio di libero mercato, senza limitazioni o impedimenti di altra natura”

Copasir, Golden Power: “obbligo notifica insufficiente per controllo su acquisizioni straniere”