Corea del Nord: Pyongyang pronta ad affrontare una guerra contro gli Stati Uniti

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Secondo quanto riportato dall’agenzia Nova, la Corea del Nord ha respinto al mittente le ultime condanne statunitensi dei suoi programmi balistico e nucleare, avvertendo che il paese non si sottrarrà a una guerra con gli Stati Uniti, pur non auspicando un conflitto. L’avvertimento è stato rivolto nella giornata di oggi dai media di Stato nordcoreani, che hanno condannato ancora una volta le vaste esercitazioni aeree congiunte intraprese lunedì da Usa e Corea del Sud nella Penisola coreana. Un portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano ha puntato l’indice contro le recenti dichiarazioni di funzionari della Casa Bianca e del Congresso Usa, che nei giorni scorsi hanno ventilato azioni unilaterali e la possibilità di una operazione militare preventiva contro Pyongyang. Quello di Washington, ha dichiarato il portavoce, è un approccio che mira a provocare “passo dopo passo” una guerra nella Penisola coreana.

“Non auspichiamo una guerra, ma non intendiamo rifuggirle. Se gli Stati Uniti sbaglieranno i loro calcoli e innescheranno una guerra nucleare, ci assicureremo che paghino a caro prezzo le conseguenze grazie al deterrente nucleare che abbiamo costantemente rafforzato”, recita un comunicato in lingua inglese diffuso dall’agenzia di regime “Korean Central News Agency (“Kcna”). Gli avvertimenti di Pyongyang giungono all’indomani del sorvolo di un bombardiere strategico Usa B-1B sui cieli della Corea del Sud, nel terzo giorno delle esercitazioni aeree Vigilant Ace, che proseguiranno sino a domani. La scorsa settimana il direttore della Central Intelligence Agency statunitense (Cia), Mike Pompeo, ha dichiarato che il leader nordcoreano Kim Jong Un “non ha idea di quanto sia precaria la sua posizione nel mondo”. Pyongyang ha replicato affermando che le dichiarazioni di Washington rendono lo stato di guerra tra i due paesi “un fatto acquisito”.

Un bombardiere strategico supersonico B-1B Lancer dell’aviazione statunitense ha preso parte ieri alla più vasta esercitazione aerea congiunta intrapresa da Corea del Sud e Stati Uniti, battezzata “Vigilant Ace”, una settimana dopo il test di un missile balistico intercontinentale da parte della Corea del Nord. Il bombardiere è decollato dal territorio di Guam ed è stato scortato dai velivoli più sofisticati della flotta da guerra Usa, gli intercettori F-22 e i cacciabombardieri F-35. Nel corso delle manovre, intraprese dalle aviazioni dei due paesi nella giornata di lunedì, i velivoli da combattimento hanno colpito bersagli simulati presso un poligono poco distante dalla Zona demilitarizzata, che dall’armistizio del 1953 segna il confine di fatto tra le due Coree. Stando a una nota dello Stato maggiore congiunto di Seul, l’Aviazione sudcoreana ha dato prova “della capacità di rispondere efficacemente a gravi provocazioni missilistiche e nucleari da parte della Corea del Nord”.

Pyongyang ha reagito alle esercitazioni degli ultimi giorni accusando Seul e Washington di “simulare una guerra totale” contro Pyongyang. Stando all’agenzia di stampa del regime nordcoreano, Kcna, le aviazioni statunitense e sudcoreana si sono esercitate a condurre attacchi “contro la leadership dello Stato (nordcoreano) e le sue basi missilistiche nucleari e balistiche, le basi terrestri, aeree e navali e tutti gli altri principali obiettivi”. L’agenzia nordcoreana avverte Seul e Washington che le loro manovre rischiano di condurre alla loro “autodistruzione”, e accusa “l’isteria dei guerrafondai imperialisti degli Stati Uniti” per il possibile scoppio di una guerra nucleare nella Penisola coreana.

L’esercitazione aerea congiunta intrapresa ieri da Stati Uniti e Corea del Sud, la più vasta manovra nel suo genere nella storia dell’alleanza militare tra i due paesi, mette a disagio la Cina, che assiste con crescente preoccupazione alle progressiva mobilitazione militare statunitense nel Mar cinese orientale. Ieri gli Usa hanno intrapreso anche una seconda esercitazione bilaterale annuale nell’area, che coinvolge le Forze terrestri di autodifesa giapponesi e mette alla prova le capacità di comando e coordinamento delle forze congiunte nell’eventualità di un conflitto. La manovra più significativa, però, è proprio l’esercitazione aerea Vigilant Ace, cui prendono parte oltre 230 aerei da combattimento.

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