Coronavirus in Libia

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(di Vanessa Tomassini, corrispondente da Tunisi) L’emergenza Coronavirus, COVID-19, viene vissuta in maniera diversa nelle varie città della Libia. Nell’est del Paese, nonostante i forti scambi e i collegamenti frequenti con l’Egitto, che ha registrato già oltre 166 casi e diversi morti, il problema viene sottovalutato dalla maggior parte della popolazione. Nella regione occidentale, al contrario, il virus viene visto con preoccupazione sebbene in molti abbiano criticato la possibilità di chiudere le moschee e i caffè.

In un Paese devastato da oltre 9 anni di conflitto civile, il coronavirus non viene percepito come un rischio concreto, o comunque, non tanto pericoloso quanto i combattimenti. Nel sud della Libia, le preoccupazioni sono maggiori sebbene non vi è una conoscenza diffusa dei rischi nella maggioranza della comunità locale. La legge libica prevede che siano le autorità locali a stabilire misure contenitive dell’emergenza e va detto che tutte le istituzioni si sono mosse per dimostrare prontezza ed interesse per la salute pubblica, spesso tale comportamento viene recepito dai cittadini come un mezzo di propaganda politico, perché sul terreno ben poco è stato fatto di concreto. È stato possibile leggere una certa competitività tra i due Governi, sebbene il Governo di Accordo Nazionale (GNA) si è mostrato più preparato e sicuro sul da farsi, adottando norme chiare e in linea con le misure intraprese da altri Paesi sulla scia di Italia, Francia e Arabia Saudita. Al momento la Libia è tra i pochi Paesi a non aver accertato alcun caso, dopo la preoccupazione per alcuni casi sospetti tutti risultati negativi. In seguito alla diffusione in Italia, l’ambasciata italiana a Tripoli e la compagnia petrolifera Eni hanno provveduto immediatamente a rimpatriare i lavoratori stranieri impiegati nel complesso di Mellitah e ad impedire il rientro di dipendenti che si erano recati all’estero nelle settimane precedenti la registrazione dei primi casi in Italia.

GNA

Il presidente del Consiglio del Governo di Accordo Nazionale (GNA), Fayez al-Serraj, ha annunciato sabato una serie di misure volte a prevenire l’infiltrazione del nuovo coronavirus, Covid-19, in Libia. In un discorso televisivo al popolo libico, Serraj ha annunciato la chiusura di tutte i valichi di terra di porti ed aeroporti a partire da lunedì 16 marzo per un periodo di tre settimane. Serraj ha affermato che il Ministero degli Esteri si coordinerà con tutte le ambasciate e i consolati libici all’estero affinché forniscano assistenza, protezione e cure adeguate ai cittadini libici prima che questi possano tornare nel loro paese. In Tunisia il consolato ha emesso una nota per i cittadini libici che si trovino in difficoltà per via della cancellazione dei voli in seguito alla decisione del Primo ministro tunisino di chiudere lo spazio aereo a partire da mercoledì. Serraj ha annunciato la sospensione degli studi nelle scuole pubbliche e private, nei college e nelle università per un periodo di due settimane, sottolineando che questo periodo è rinnovabile a seconda dell’evoluzione della situazione. Il Consiglio presidenziale ha indicato che spessa al Ministero della Pubblica Istruzione adottare misure che consentano alle istituzioni educative di compensare il periodo di studio mancante e starebbe valutando la possibilità per gli studenti di seguire le lezioni da casa attraverso l’uso di internet. Serraj ha disposto l’interruzione di tutte le attività culturali e sportive, la chiusura delle sale per matrimoni e di caffè che consentono assemblamenti di persone, nonché il proseguimento delle attività di bar e ristoranti che hanno elevati standard di misure preventive solo fino alle quattro di pomeriggio. Serraj ha anche invitato i fedeli a non recarsi nelle moschee e a pregare da casa fino a quando l’emergenza non sarà passata. Ha chiesto ai media di essere professionali, di trarre notizie da fonti ufficiali, non diffondere voci e informazioni false, e allocare spazi pubblicitari e mediatici per educare i cittadini sui comportamenti da tenere per proteggerli da virus o infezioni.  Un’unità di crisi è stata formata per seguire 24 ore su 24 gli sviluppi relativi alla gestione dell’epidemia, indicando l’emergere di più gruppi di lavoro da questo comitato per facilitare il processo di comunicazione tra cittadini e centri sanitari responsabili. I compiti del comitato comprendono l’uso di tecniche di comunicazione per aumentare la consapevolezza della comunità sulle misure che devono essere prese per prevenire la diffusione del virus. Serraj ha disposto dei numeri di emergenza non a pagamento, la creazione di pacchetti di dimensioni adeguate e prezzi ridotti per il servizio Internet (già dimezzato dalla scorsa settimana), nonché l’invio di messaggi di testo informativi per aumentare la consapevolezza dei cittadini. Ha ordinato al Ministero dell’Interno e ai suoi organi affiliati di adottare le misure necessarie per seguire l’attuazione di tali procedure che verranno riviste ed adattate a seconda dell’evolversi della pandemia. Una fonte del Ministero degli Esteri (GNA) ha confermato che il Consiglio presidenziale ha inoltrato una richiesta di aiuti alla Cina per evitare l’emergenza nel Paese nordafricano.

Ministero dell’Interno, Tripoli, Janzour

Martedì è stato lanciato un corso di formazione per informare le forze di sicurezza nel comune di Janzour, su come prevenire la diffusione del virus e sulle modalità con cui affrontare i casi infetti. Il Centro di formazione e sviluppo dell’Agenzia per le indagini penali di Janzour, sta organizzando il corso, che si rivolge ai membri dell’Autorità per la sicurezza delle strutture e delle istituzioni, la Guardia Costiera, l’Autorità per le indagini penali, l’Amministrazione generale del supporto centrale, la Direzione della sicurezza di Janzour e l’Autorità nazionale di sicurezza, secondo la dichiarazione del Ministero degli Interni (GNA). Il programma mira a preparare i formatori di queste forze di sicurezza affinché possano formare, a loro volta, il personale affiliato. Hanno partecipato al corso il capo dell’Autorità investigativa criminale di Janzour, il generale di brigata Youssef Al-Bondi, il direttore del dipartimento di supporto centrale, il generale di brigata Mohamed Fathallah e il direttore del dipartimento di sicurezza di Janzour, il colonnello Kamal Ouidah. Il Ministero dell’Interno ha anche attivato le squadre dell’Amministrazione generale di ispezione e follow-up al fine di monitorare le prestazioni di tutti i componenti delle forze di sicurezza nell’attuazione delle misure necessarie per combattere il Covid-19. Il direttore dell’Amministrazione generale per l’ispezione e il follow-up ha diretto il brigadiere Al-Mahdi Abu Sunainah di concedere licenze occasionali ad alcuni dipendenti del dipartimento e ridurre la presenza collettiva, sempre garantendo lo svolgimento del lavoro e l’interesse pubblico. Le autorità di sicurezza di confine continuano ad operare ai valichi di Dehiba e Ras Agedir per consentire il ritorno dei cittadini libici bloccati in Tunisia per via della pandemia.

Misurata

Il Comune di Misurata ha annunciato martedì una serie di precauzioni per prevenire il propagarsi del virus Covid-19. Il comune ha dichiarato che queste misure sono in linea con le misure annunciate sabato scorso dal Consiglio presidenziale GNA alla luce della diffusione del coronavirus nei paesi vicini. La municipalità ha invitato tutti i cittadini tornati da viaggi all’estero a seguire un periodo di auto-isolamento a casa di due settimane, evitando il contatto diretto con le loro famiglie, di andare al lavoro e di recarsi in luoghi pubblici ​​per proteggere la comunità. La municipalità ha anche chiesto a tutti i liberi professionisti e ai pubblici esercizi, come fornai, parrucchieri e lavanderie, a rispettare tutte le condizioni e i controlli preventivi disposti dal Ministero della Salute e dal Centro nazionale per il controllo delle malattie. Il comune ha inoltre chiesto a tutti i suoi cittadini di prendere sul serio la questione e di seguire tutte le istruzioni emesse dalle autorità, sottolineando che quest’ultime devono fare tutto il possibile per garantire la sicurezza di tutti. Nell’aeroporto internazionale di Misurata, medici e volontari hanno avviato da sabato controlli e misurazioni della temperatura per i viaggiatori in arrivo.

Cirenaica e Governo parallelo “ad Interim”

Il Governo ad Interim, ha emesso un pacchetto di misure preventive che include il divieto di stringersi la mano tra i dipendenti. Il primo ministro Abdullah Al-Thini ha ordinato la riduzione del numero di persone negli uffici governativi. Domenica scorsa L’Alto Comitato per la crisi del Governo ad interim ed il feldmaresciallo Khalifa Haftar hanno discusso le misure preventive da adottare, tra cui la formazione di una unità speciale dell’esercito incaricata di svolgere attività di igiene, disinfestazione e controllo a partire dall’aeroporto internazionale di Benina. Seguendo la decisione del GNA, il Ministero degli Interni ad interim ha preso ha disposto la chiusura dei valichi di frontiera, di porti ed aeroporti nell’est del Paese, ad eccezione delle ambulanze dei trasportatori di merci. Il Governo ad Interim ha deciso inoltre di chiudere le moschee fino a nuovo ordine. Precedentemente aveva anche imposto la chiusura dei caffè, misura implementata dalle autorità di sicurezza interna. Al-Thini ha chiesto agli imam delle moschee, ai residenti e agli apparati di sicurezza di mettere in pratica immediatamente la decisione, promettendo sanzioni per eventuali violazioni. L’Autorità generale delle dotazioni e degli affari islamici del governo provvisorio aveva precedentemente vietato gli assemblamenti all’interno delle moschee e le preghiere del venerdì, ma aveva permesso ai fedeli di riunirsi nel cortile della moschea da lunedì al 28 marzo di questo mese. Il portavoce del Libyan National Army (LNA) Ahmed al-Mismari e il suo team sono entrati in quarantena per 14 giorni dopo essere ritornati da un viaggio all’estero come misura precauzionale.

Camera dei Rappresentanti

Il presidente della Camera dei Rappresentanti, Aquila Saleh Issa, ha discusso con il ministro degli Affari Esteri del governo ad Interim, Abdul Hadi Al-Hawij, la situazione della comunità libica presente in vari paesi del mondo. Al-Hawaij ha informato il presidente del Parlamento sui meccanismi per comunicare con i membri della comunità libica bloccati nei paesi che stanno affrontando l’emergenza Covid-19, nonché sui contatti avuti con l’Organizzazione mondiale della Sanità e la Cina per beneficiare dell’esperienza di controllo della pandemia e del suo contenimento. Il presidente del parlamento ha ricevuto dal ministro Al-Hawij un progetto di modifica del diritto del lavoro diplomatico e consolare che deve essere aggiornata tenendo conto delle osservazioni degli esperti.

Sud della Libia

Nella Libia meridionale le preoccupazioni sembrano essere maggiori che nel resto del Paese, sia per la mancanza di un reale controllo dei confini con Algeria, Niger e Chad, sia per la consapevolezza di avere un sistema sanitario locale fragile e non bene equipaggiato. In Sabha, Ghat ed Aubari le NGO ed organizzazioni della società civile si stanno mobilitando per condurre campagne di sensibilizzazione tra la popolazione attraverso i media e sul campo.

Ghat

Il Consiglio municipale è rimasto in silenzio dall’inizio della crisi. Il direttore del Dipartimento della Salute ha confermato che la municipalità manca di mezzi e capacità per combattere la diffusione del coronavirus e nessun supporto è stato fornito dai due Governi. La mezzaluna rossa locale ha avviato una campagna di sensibilizzazione sull’importanza di evitare i contatti e le strette di mano, mentre dei volontari stanno procedendo con la sterilizzazione delle moschee e dei locali pubblici che vedono il raduno o il passaggio di molte persone. Tutto questo viene fatto volontariamente. La città si trova al confine con l’Algeria, il cui valico resta chiuso da mesi. Malgrado il Paese vicino abbia stanziato le proprie forze armate al confine, non è da escludere il passaggio illegale di alcuni elementi appartenenti alle tribù nomadi del deserto che conducono business con i Paesi vicini. Fonti locali hanno confermato un considerevole aumento dei prezzi dei beni di prima necessità, di alimenti e prodotti di largo consumo, giustificati con l’aumento del dollaro nel cambio con il dinaro libico, sebbene è chiaro che queste merci erano state acquistate precedentemente.

Aubari

Attivisti del movimento per la non discriminazione hanno annullato una manifestazione in programma per il 21 marzo, mostrando una consapevolezza dei rischi legati alla diffusione del COVID-19. In questa comunità gli attivisti e le organizzazioni della società civile svolgono un ruolo molto più predominante degli attori politici. Anche qui i prezzi sembrano notevolmente aumentati dall’inizio della pandemia a livello mondiale. Secondo gli attivisti non vi è consapevolezza sui rischi della diffusione del virus e mancano strutture ospedaliere adeguate nel caso in cui dovesse verificarsi una rapida diffusione della malattia.

Sabha

La municipalità ha rafforzato le misure di sicurezza preventive il 12 marzo 2020, incrementando le misure di controllo negli aeroporti e ai confini della municipalità, promuovendo la cultura dell’igiene e della salute pubblica attraverso i media locali, nonché cercando di respingere l’ingresso dei migranti e degli immigrati illegali. Osama al-Wifi, portavoce del Sabha Medical Hospital, l’unico centro medico attrezzato nella regione, ha dichiarato che c’è solo una stanza per la terapia intensiva per 8 persone e stanno aspettando le organizzazioni internazionali e il Governo di fornire loro quanto necessario per affrontare la crisi. Non ci sono test o detectors per la rivelazione della temperatura, né attrezzature ed equipaggiamenti per l’infermeria. “Stiamo aspettando che qualcuno ci aiuti come in molti hanno promesso”, ha detto il portavoce.

Ad oggi non ci sono ragioni per credere che la diffusione del coronavirus in Libia possa avere effetti o cambiamenti sulla situazione politica, se non nel richiedere maggiore serietà ai Governi e ai funzionari. È chiaro che alcune persone stanno già sfruttando la crisi a loro favore aumentando i prezzi o, a livello istituzionale, per guadagnare sostegno politico da attori esterni nella gestione dell’emergenza.

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