Coronavirus, la Difesa Usa si prepara ad affrontare l’epidemia

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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato di essere in grado di funzionare ininterrottamente, nonostante alcuni media  sostengono che la prontezza militare americana possa presto iniziare a perdere efficacia a seguito dell’epidemia del coronavirus (COVID-19).
Ieri, durante una conferenza stampa, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark Esper ha dichiarato di essere “completamente fiducioso” che il Pentagono possa  svolgere le sue funzioni ininterrottamente, anche dopo la diffusione del coronavirus. Ha aggiunto che, comunque, attende  un rapporto all’inizio della prossima settimana sulle misure del  Pentagono, l’edificio militare più grande del mondo con 20.000 dipendenti,  per prevenire o mitigare la diffusione del virus. Ha poi aggiunto che  il Centro di comando e controllo  nazionale del Pentagono, progettato per un attacco nucleare, è  in grado di sostenere gli impiegati del Dipartimento della Difesa anche per settimane, se dovessero rimanere  chiusi all’interno dell’edificio”.
Esper non ha ancora commentato i rapporti della scorsa settimana, secondo i quali alti comandanti militari americani hanno espresso preoccupazione per lo stato di prontezza militare del paese entro la fine di marzo. Ieri in tarda serata, il comando europeo degli Stati Uniti ha annunciato l’interruzione  anticipata di una esercitazione militare congiunta in corso in Israele, come misura precauzionale contro COVID-19. Alcuni giorni prima, i funzionari del Pentagono avevano annullato una esercitazione militare congiunta in Corea del Sud.

Nel frattempo, il principale appaltatore della difesa statunitense Lockheed Martin ha annunciato di aver interrotto la produzione  del velivolo di quinta generazione F-35 nei suoi stabilimenti in Italia e Giappone (è stato favorito il lavoro da casa). La società ha precisato  che la produzione nelle sue fabbriche in Texas continua senza interruzioni.
Il segretario alla Difesa Esper ha anche dichiarato che gli sforzi a livello mondiale delle forze armate statunitensi sul COVID-19 sono coordinati dal comando statunitense Norther. Il Comando militare Norther si starebbe già preparando a  “scenari a breve e lungo termine, in situazioni nazionali e internazionali“. Esper non ha voluto aggiungere altro a questa affermazione, durante la conferenza stampa, mantenendo l’assoluto riserbo.

Sempre ieri, il Pentagono ha annunciato di aver iniziato a distribuire le proiezioni sanitarie a tutte le nuove e potenziali reclute che si avvicineranno a tutte le branche delle  forze armate.

Situazione epidemia negli Usa 

Secondo quanto riportato dal The Post negli Stati Uniti il numero di persone contagiate dal coronavirus è arrivato a 233 – ma potrebbe crescere molto nei prossimi giorni quando aumenterà il numero dei test effettuati – e i morti sono 14: i contagi sono avvenuti in 17 stati del paese, ma la grande maggioranza si trova nello stato di Washington, sulla costa occidentale, dove sono morte in tutto 13 persone. Nove di queste si trovavano in una casa di cura per anziani della periferia di Seattle, dove è stata registrata anche un’altra decina di contagi.

In tutto nello stato di Washington giovedì sono stati registrati 75 casi di contagio, più di 40 rispetto al giorno precedente. In un distretto scolastico della periferia nord di Seattle è stata imposta per precauzione la chiusura di tutte le scuole, obbligando circa 23mila studenti a rimanere a casa per due settimane mentre si cercherà di contenere l’epidemia di coronavirus nella zona. La diffusione del virus ha costretto inoltre molte grandi aziende tecnologiche che hanno sede nello stato di Washington ad attuare alcuni cambiamenti: Amazon, Microsoft e Facebook, per esempio, hanno invitato i propri dipendenti a lavorare da casa fino alla fine di marzo, per evitare il rischio di contagi.

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