Muore Didier Motchane, creatore della Rosa nel Pugno

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Durante il periodo di Francois Mitterrand conobbe le sue vittorie, il socialismo europeo scrisse le sue pagine più belle ed in Italia Marco Pannella combatté le sue battaglie. Didier Motchane, esponente storico del Psf e soprattutto creatore del simbolo della Rosa nel Pugno è scomparso oggi a Parigi all’età di 86 anni. Causa del decesso un male incurabile. L’episodio più conosciuto della sua carriera politica risale al 1971: in Francia governa Pompidou, la sinistra è divisa tra un fortissimo partito comunista ed un partito socialista ancora gregario. Il Psf, alla fine di giugno, tiene un congresso nel sobborgo parigino di Epinay. Mitterrand viene eletto segretario, il partito rinasce sulla base di una piattaforma fortemente keynesiana e dirigistica e della formula “Unità delle sinistre”. Nel 1981 arriverà all’Eliseo, qualcosa che 10 anni prima nessuno aveva avuto il coraggio di prevedere. Il nuovo simbolo del partito rinnovato è un pugno che stringe una rosa, con un pollice che compie una torsione innaturale quasi jacovittiana e dà l’idea non di un atto di violenza quanto di coinvolgimento in un progetto aperto a tutti. Ad abbozzarlo proprio lui, Motchane, che a quel progetto lavorava fin dal 1965 al fianco di Jean-Pierre Chevenement.

Con Chevénement in quell’anno aveva fondato infatti il Centro di studi. Indagini Ricerche ed Istruzione Socialista, che oggi si definirebbe un “think tank” dell’ala sinistra della socialdemocrazia francese. E’ sulle copertine delle due riviste che appare quel logo che farà strada. Molta strada, perché ad esempio in Italia viene adottato dal Pannella dei tempi d’oro, me anche da un gruppo politico che ancora nel 2005 radunava “i Laici, Socialisti Liberali Radicali”. E che si chiamava, per l’appunto, “La Rosa nel Pugno”. La svolta centrista di Mitterrand, nella parte finale del suo primo mandato, lo colpì duramente: nel 1989 abbandonò il suo scranno all’Assemblea Nazionale. Quattro anni dopo lasciò lo stesso Psf in dissenso con la Guerra del Golfo di Bush e Schwarzkopf. Sempre con Chevenement dette vita al “Movimento dei Cittadini”, alla sinistra di un Psf sempre più volto al liberismo imperante anche a livello europeo, dal Labour britannico alla Spd della Neue Mitte di Gerhard Schroeder. Una parabola che lo ha portato, già nel 2012, ad appoggiare la corsa all’Eliseo di Jean-Luc Melenchon, che quest’anno ha raggiunto un buon risultato al primo turno delle presidenziali con “Francia Insieme”. Denominazione che, a guardar bene, altro non è se non la sintesi di “Unità delle sinistre” e “Movimento dei Cittadini”.

Muore Didier Motchane, creatore della Rosa nel Pugno

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