Shabaab rivendica l’attacco sferrato a Mogadiscio che ha provocato almeno 18 morti e più di 30 feriti

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Un kamikaze alla guida di un’autobomba si è fatto esplodere contro l’edificio dell’Hotel Nasa-Hablod, un hotel frequentato da politici e funzionari di governo, e successivamente uomini armati sono penetrati all’interno e hanno iniziato a sparare. Dopo circa mezz’ora una seconda autobomba è deflagrata davanti alla vecchia sede del Parlamento dove erano presenti forze militari. Una terza esplosione è stata poi avvertita da alcuni testimoni  causata dalla cintura esplosiva di uno dei complici del kamikaze alla guida dell’autobomba, entrato nell’edificio.

Il primo bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 18 persone morte e di circa 30 feriti. Tra le vittime il capo del distretto della polizia e un deputato.

L’attentato è stato rivendicato dall’organizzazione integralista islamica somala al-Shabaab, che in un comunicato ha sostenuto che suoi terroristi sono entrati nell’hotel, dove si sono sentiti colpi di arma da fuoco, e che 30 persone sono state uccise tra funzionari del governo, agenti dei servizi segreti e soldati.

Lo stesso hotel nel 2016 era stato teatro di un altro attentato. In quell’occasione era stata fatta esplodere un’autobomba contro il suo cancello e almeno quattro terroristi avevano fatto irruzione nell’edificio, rimanendo asserragliati per ore. In quell’attacco furono 15 i morti e 20 feriti.

Foto: corriere.it