Iraq: liberati 36 yazidi da 3 anni nelle mani dell'Isis

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Un gruppo di trentasei appartenenti alla minoranza yazida, in gran parte donne e bambini, sono stati liberati dopo quasi tre anni nelle mani dei jihadisti dell’Isis, nella provincia di Niniveh, in Iraq. Secondo il sito web Nrt, il gruppo (31 tra donne e ragazze e cinque uomini) è stato liberato dai peshmerga aiutati da forze di sicurezza irachene nella provincia del Sinjar. I jiahdisti dell’Isis nel 2014 presero il controllo, insieme a larghe porzioni dell’Iraq settentrionale, anche della citta’ di Sinjar e catturarono migliaia di yazidi, e, quando, l’anno successivo, i peshmerga curdi riconquistarono la zona, migliaia di yazidi rimasero nelle mani dell’Isis. Il gruppo è riuscito a raggiungere la citta’ di Dohuk due giorni fa, dove i vari componenti sono stati riuniti ai famigliari e sono stati assistiti, anche psicologicamente, con la supervisione dell’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari del’Onu. L’Onu ritiene che siano ancora 1500 gli yazidi rimasti nelle mani dell’Isis. Sotto il cosiddetto ‘califfato’, l’Isis ha perseguitato le minoranza etniche e religiose, uccidendo o cacciando dalle loro case migliaia di cristiani, Shabak e turcomanni che vivevano nella zona da secoli. Proclamando il califfato teocratico, l’Isis ha cercato anche di cancellare l’identita’ degli yazidi, ritenuti eretici: ha costretto gli uomini a scegliere tra la conversione all’Islam e la morte, violentato le bambine, anche di soli 9 anni, venduto le donne ai mercati degli schiavi e costretto i ragazzi a combattere.

di Redazione

Foto: Globalist

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