Armi Soniche a Cuba, Usa minacciano chiusura Ambasciata per “strani” incidenti ai loro diplomatici. Saranno i russi?

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Sono nuovamente a rischio i rapporti diplomatici tra Usa e Cuba, che erano ripresi nel 2015 sull’onda del disgelo avviato da Obama. Il segretario di stato americano Rex Tillerson ha infatti annunciato che l’amministrazione Trump “sta considerando” di chiudere l’ambasciata all’Avana dopo una serie di misteriosi “incidenti” che hanno colpito almeno 21 diplomatici a Cuba, con sintomi vari che vanno dalla perdita o dai disturbi dell’udito alla nausea, da traumi cerebrali al mal di testa, sino a problemi di concentrazione e di memoria. Washington ha protestato con l’Avana senza però accusarla, anche perchè non ha ancora scoperto le cause di questa vicenda e quindi non ha alcuna prova da esibire. Cuba ha respinto fermamente ogni responsabilità ed è sorprendentemente cooperativa, invitando anche l’Fbi ad indagare in loco. Il ministero dell’Interno cubano ha assicurato che “Cuba non ha mai permesso ne’ permetterà che il suo territorio venga usato per azioni contro diplomatici accreditati”. Nell’attesa di fare chiarezza, però, due diplomatici cubani sono stati espulsi dagli Stati Uniti all’inizio di agosto. Investigatori ed esperti americani hanno evocato varie teorie, da attacchi acustici ad armi elettromagnetiche o apparecchiature di spionaggio difettose, ma brancolano ancora nel buio. E non escludono un’azione di uno spezzone dei servizi segreti cubani, ostile al disgelo con gli Usa come una parte dell’amministrazione Castro, o meglio di qualche potenza straniera: in primis la Russia, la più avanzata sul fronte delle nuove armi segrete, e la più interessata a sabotare il riavvicinamento dell’ex storico alleato della Guerra Fredda a Washington. Insomma, un vero giallo, degno di un film di James Bond. La chiusura dell’ambasciata Usa a Cuba “è sotto esame”, ha spiegato Tillerson. “Trattasi di una questione molto seria in relazione al danno che alcune persone hanno sofferto. Abbiamo riportato a casa alcuni di loro”, ha aggiunto, dopo che in passato aveva parlato di “attacchi alla salute”. Il dipartimento di stato preferisce più prudentemente definirli come “incidenti”, dato che la causa resta ignota. L’ultimo episodio risale al 21 agosto scorso. Ma gli incidenti sono cominciati nell’autunno del 2016, alla fine dell’amministrazione Obama, e sono continuati fino all’aprile del 2017, quando si sono improvvisamente interrotti per poi riprendere in estate. Tra le persone colpite anche un diplomatico canadese, ma viene considerato una vittima collaterale perchè i funzionari delle ambasciate abitano tutti nella stessa zona. Per risolvere il giallo si sono mobilitati medici, scienziati, intelligence ma per ora si resta nel campo delle ipotesi. Il mistero più grande sembra essere l’estrema varietà dei sintomi tra le persone colpite. Alcuni hanno suggerito l’uso di armi acustiche con ultrasuoni o infrasuoni, altri di armi elettromagnetiche, altri ancora di nuove apparecchiature di spionaggio non ancora testate con effetti non voluti. E tra gli stati terzi che potrebbero averci messo lo zampino non si escludono Iran, Cina, Venezuela e, ovviamente, la Corea del Nord, il cui leader è stato irriso oggi da Trump via Twitter come ‘Rocket Man’.

Approfondimenti

Il Dipartimento di Stato Usa sospetta che a causare queste gravi patologie sia un’arma sonica segreta, che viene usata contro i diplomatici nei pressi delle loro abitazioni.

I misteriosi attacchi contro il personale dell’ambasciata americana sono cominciati nell’autunno del 2016 e sono continuati fino all’aprile del 2017, quando si sono improvvisamente interrotti. Ma l’American Foreign Service Association, il sindacato dei diplomatici, ha denunciato che sono ripresi nel mese di agosto. Molti dei 19 funzionari colpiti hanno perso l’udito e altri hanno subito danni cerebrali traumatici che si pensa dovuti a onde sonore. Quasi tutti sono dovuti rientrare negli Stati Uniti per farsi curare. Heather Nauert, portavoce del Dipartimento di Stato, è per ora prudente: «Le indagini non sono terminate – ha detto – e rivedremo le nostre valutazioni sugli scopi degli attacchi man mano che avremo nuove informazioni. Possiamo confermare che un altro incidente si è verificato lo scorso mese, ed è oggetto di indagine.

Tra le persone colpite c’è anche un diplomatico canadese, ma viene considerato una vittima collaterale perché i funzionari delle ambasciate abitano tutti nella stessa zona. Le case nelle quali vivono appartengono al governo cubano e sono certamente piene di microspie, ma probabilmente non di armi segrete. Molte delle patologie accertate tra il personale sono riconducibili all’emissione ad alta o bassa frequenza di ultrasuoni o infrasuoni non udibili dall’orecchio umano, ma in grado di produrre danni considerevoli all’organismo, fino alla sordità e ai danni cerebrali traumatici. Le armi soniche sono già in dotazione di molte forze dell’ordine e vengono usate per disperdere la folla nelle manifestazioni violente o per respingere l’assalto di pirati in mare.

Costruire un dispositivo ultrasonico di modesta potenza, delle dimensioni di un pacchetto di sigarette, è abbastanza facile e i pezzi si trovano in vendita su Internet. Ma per ridurre alla sordità un uomo a una distanza di 50 metri occorrerebbe un’apparecchiatura grande come un’auto, non facile da maneggiare. Colleen Le Prell, audiologo dell’Università del Texas, ha detto di non ricordare «esempi di improvvisa perdita di udito causata da suoni non udibili» e ha invitato a concentrarsi su droghe e veleno. In passato, i diplomatici americani erano oggetto all’Avana di ripetuti danneggiamenti alle loro proprietà, che erano però cessati con la distensione tra i due Paesi avviata nel 2015 da Barack Obama e Raul Castro. Un funzionario del Dipartimento di Stato ha detto alla Cnn che si sospetta che dietro agli attacchi ci sia un terzo Paese che vuole vendicarsi degli americani per qualche ragione. Il pensiero va subito alla Russia che ha avuto strettissimi legami con Cuba per molti anni, ma i Paesi che ce l’hanno con Washington sono moltissimi.

Armi Soniche

Sono le basse frequenze a fare la vera differenza, la possibilità di produrre elettronicamente una quantità vastissima di frequenze e timbriche, ad un volume infinitamente alto. Di “armi soniche” ne esistono  tantissime, dalle bombe sonore, con cui l’esercito israeliano mantiene alto il livello di tensione sia nella popolazione palestinese che opprime che nella propria, alle sirene utilizzate negli USA per disperdere folle in rivolta. A seconda dei casi, questi strumenti bellici possono martellare la nostra soglia di sopportazione, ma più spesso fare leva sui meccanismi neuronali ancestrali che accendono la miccia della paura, quelli per cui un rumore è una chiamata alle armi, un segnale di pericolo. Specie un grosso boato nei cieli.

Armi Soniche a Cuba, Usa minacciano chiusura Ambasciata per “strani” incidenti ai loro diplomatici. Saranno i russi?

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