Marina Militare, Palombari Nucleo SDAI di Taranto alle prese con bombe seconda guerra mondiale

Dal 31 agosto al 6 settembre 2017 i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) del Comando Subacquei ed incursori della Marina Militare hanno condotto una delicata operazione subacquea nelle acque del porto di Bari, tesa a neutralizzare numerosi ordigni esplosivi residuati bellici.

La società (STES), incaricata di effettuare la ricerca di eventuali ordigni esplosivi sul fondale del porto di Bari durante le attività propedeutiche al dragaggio, ha segnalato la presenza di numerosi oggetti alla locale Capitaneria di Porto che, per motivi di sicurezza, ha provveduto ad interdire la navigazione in quel tratto di mare e ad informare la Prefettura di Bari che ha richiesto un intervento di bonifica d’urgenza al Gruppo Operativo Subacquei della Marina Militare.

I Palombari della Marina Militare distaccati presso il Nucleo Sminamento Difesa Anti-mezzi Insidiosi (S.D.A.I.) di Taranto, si sono immersi a 50 metri dalle banchine dove ormeggiano le navi da crociera, su un fondale compreso tra i 9 ed i 15 metri, identificando e rimuovendo 1 proiettile da 12 pollici americano, 3 proiettili da 37 mm italiani, 246 colpi calibro 20/70 ed 1 granata d’artiglieria da 105 mm, tutti risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.

Gli ordigni sono stati quindi rimorchiati, tenendoli a distanza di sicurezza, fino a giungere in un’area individuata dall’Autorità Marittima, dove sono state condotte le operazioni subacquee che ne hanno permesso il brillamento.

Questo intervento rappresenta una delle tante attività che i Reparti Subacquei della Marina conducono a salvaguardia della pubblica incolumità in moltissimi porti e coste italiane, svolgendo operazioni subacquee ad alto rischio volte a ripristinare le condizioni di sicurezza della balneabilità e della navigazione.

Lo scorso anno i Palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 12.400 ordigni esplosivi residuati bellici, mentre dal 1 gennaio 2017 ne hanno già neutralizzati 16.011 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare le migliaia di proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm che sono state rimosse.

Agli appassionati del mare, che con l’estate incrementano la loro attività subacquea ricreativa, si consiglia di non toccare assolutamente gli oggetti eventualmente rinvenuti che possano essere ritenuti pericolosi, la cui forma possa ricordare o meno un ordigno esplosivo o parti di esso.

Quello che invece è doveroso fare, per l’incolumità di tutti, è di identificarne il sito di ritrovamento, fotografare l’ipotetico ordigno (qualora si abbia con se una macchina fotografica subacquea) e denunciarne immediatamente il rinvenimento alla locale Capitaneria di Porto o stazione dei Carabinieri, che richiederà l’intervento dei Palombari del Gruppo Operativo Subacquei di COMSUBIN al fine di ristabilire la fruibilità in piena sicurezza di quel tratto di mare

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