New York, attentato di Halloween: i media come moltiplicatori di forze

Views
   

Con rammarico si nota che negli USA e nel resto d’Europa i protocolli per attenuare l’esposizione sui media non sono stati applicati (dove esistono). Dopo anni e anni concediamo ai gruppi terroristici una risonanza mediatica senza controllo. Invece di effettuare una damnatio memoriae (l’autore della strage è vivo) e concentrarsi SOLO sulle vittime o sul suo arresto, sbattiamo la sua foto da jihadista modello in prima pagina. C’è quasi una sorta di frenesia nel pubblicare la sua foto migliore. Poi i soliti errori. Invece di titolare “LO ABBIAMO PRESO VIVO”, i media scrivono “IL MOSTRO DI HALLOWEEN”. Anche in questo caso sarebbe opportuno studiare come stanno trattando la notizia in Israele. Tra 48 ore massimo non esisterà più: alcuni siti non la mettono nemmeno come prima notizia. Poi invito a studiare l’unica foto non modificata pubblicata in Israele. Quella scelta ritrae l’uomo come se fosse un malato di mente, con particolare attenzione rivolta allo sguardo. Adesso guardate le foto pubblicate in Occidente: in alcune sorride in altre sembra essere pervaso da uno spirito omicida irrefrenabile (posizione degli occhi differente).

Come difendersi?

E’ possibile fortificare un perimetro contro ogni tipo di minaccia, ma non sarebbe realistico per una città. Si possono collocare dissuasori in un’area specifica, ma è impossibile posizionare blocchi di calcestruzzo ad ogni centimetro della strada di ogni città. E questo è un dato di fatto. In una democrazia libera, quello definito come jihadismo di quartiere, non può essere eliminato totalmente. Si potrà fortificare il perimetro di una piazza, ma i terroristi troveranno sempre una strada, un’area da colpire. I bersagli potenziali sono praticamente infiniti per un profilo di minaccia totalmente imprevedibile. Tuttavia il rischio si può attenuare, rivalutando la sicurezza degli spazi aperti senza trasformare le città in fortezze. L’obiettivo è proteggere il pubblico non trasmettendo una mentalità bunker e senza alcuna consapevolezza (mentalità occidentale, non israeliana) che esista un rischio. In ogni caso, le aree affollate vulnerabili dovrebbero essere rese impenetrabili con barriere antisfondamento poiché la sicurezza non può essere ostaggio del politicamente corretto. Tuttavia il playbook delle minaccia terrorista è sterminato.

di Franco Iacch