Video – Trump, ora basta “stop lotteria visti” e attentatore diritto a Guantanamo

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Tutti attaccano Trump per aver strumentalizzato politicamente con tantissimi tweet, il vile attacco di ieri a New York. Il Presidente Trump difatti ha preso la palla al balzo e si è scagliato contro la precedente amministrazione, considerata, “troppo” politicamente corretta. Trump promette di metter fine alla lotteria per la Carta verde, dopo che è emerso che grazie a quel programma nel 2010 era entrato negli Stati Uniti il presunto attentatore che “in nome dell’Isis” a New York ha ucciso otto persone. Mentre proseguono le indagini sull’attacco lungo il fiume Hudson, Trump si è scagliato prima con i democratici che ha accusato di aver promosso quel programma sull’immigrazione, poi ha promesso di sostituirlo con un criterio “basato sul merito” e ipotizzato di mandare il killer al carcere di Guantanamo. Il dipartimento di Stato, così come lo stesso Trump, hanno confermato che il sospetto attentatore è entrato nel 2010 negli Stati Uniti grazie al Diversity Visa Lottery Program, la lotteria annuale che mette a disposizione 55000 carte verdi per persone provenienti da ‘Paesi scarsamente rappresentati’. Il programma fu istituito con una legge approvata nel 1990. Tra i promotori ci fu l’allora deputato e oggi leader della minoranza al Senato Chuck Schumer, ora diventato per questo bersaglio di Trump. Ha scritto su Twitter: “Il terrorista è arrivato nel nostro Paese con il cosiddetto ‘Diversity Visa Lottery Program’, una bellezza di Chuck Schumer. Voglio ci si basi sul merito”. Schumer gli ha risposto: “Ho sempre creduto e continuo a credere che l’immigrazione sia un bene per l’America. Il presidente Trump, invece di politicizzare e dividere l’America, come sempre sembra fare a ogni tragedia nazionale, dovrebbe concentrarsi sulla soluzione reale, finanziare l’antiterrorismo, che ha proposto di tagliare nel suo recente bilancio. Lo ha criticato anche il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, nella conferenza stampa sugli aggiornamenti nelle indagini sull’attentato. “I tweet del presidente Trump non sono stati d’aiuto, non sono stati basati sui fatti”, “credo abbiano voluto puntare il dito e politicizzare la situazione”, ha detto il democratico. Il presidente è poi comparso alla Casa Bianca, dove si è scagliato contro le regole dell’immigrazione e la giustizia. Definendo l’attentatore “un animale”, ha promesso: “Ci libereremo del Diversity Visa Lottery Program”, chiederò al Congresso di “lavorarci subito”. Ha anche invocato una “giustizia più severa e più forte”, definendo quella attuale “uno scherzo” che “fa ridere”. “Dobbiamo essere più rigidi, più intelligenti e meno politicamente corretti”, ha affermato, “siamo così politicamente corretti che abbiamo paura di fare qualsiasi cosa”. In nome di questo, quando un giornalista gli ha domandato se intenda valutare di mandare il sospettato dell’attacco di Manhattan a Guantanamo, Trump ha risposto: “Certamente”. Il suo predecessore, Barack Obama, tentò invano di chiudere il carcere sull’isola di Cuba. Nel corso della giornata, sono emersi nuovi dettagli sul presunto terrorista. Il suo nome, ha confermato il New York Police Department, è quello anticipato dai media: Sayfullo Saipov, 29 anni, di origine uzbeka. Avrebbe vissuto in Ohio e Florida, per poi stabilirsi a Paterson, in New Jersey, città nota per avere una vasta popolazione di immigrati. È stato descritto dalle autorità come un presunto lupo solitario che si è radicalizzato negli Stati Uniti dove ha faticato a integrarsi, che ha agito “in nome dell’Isis” studiando l’attacco per settimane e seguendo le istruzioni diffuse dal gruppo jihadista sui social network. La sua casa è stata perquisita e la moglie ascoltata dagli investigatori. Biglietti scritti in arabo e coltelli sono stati trovati nel pick-up che ha usato per travolgere pedoni e ciclisti. Se non era soggetto di indagini di FBI o NYPD, aveva però “qualche connessione” con un’altra persona sotto indagine dell’Fbi.