Def, già bocciato da Bruxelles

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La commissione europea con una lettera di due pagine  ha bocciato nella tarda serata di ieri il DEF. Bruxelles non tollera l’aumento del deficit. I commissari Pierre Moscovici e Valdis Dombrovskis, i target di bilancio rivisti puntano ad una deviazione significativa dal percorso raccomandato e ciò è fonte di seria preoccupazione”.

L’Italia  prevede un deficit al 2,4% per il 2019 prevedendo una crescita “vigorosa”, come la definisce il ministro dell’economia Giovanni Tria, fino al 2020, mentre la commissione europea al contrario stima una frenata per il Pil italiano: per il 2019 più 1,1% a fronte del più 1,5 previsto da Roma. Il punto è che senza una crescita importante l’Italia potrebbe sforare il tetto del 3 % di deficit, scrive Euronews.

Con il DEF appena presentato il governo italiano  apre a una manovra di circa 36-40 miliardi, circa il doppio della norma; il minimo delle misure di welfare promesse, tra queste reddito di cittadinanza, Flat tax per partite Iva fino al 65mila euro, revisione della legge Fornero e nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, costa circa 22 miliardi, quasi del tutto ricavati dall’aumento del deficit.

Il resto delle coperture arriverà, stando al DEF, da un taglio di 3,6 miliardi ai ministeri, 10 miliardi in tre anni arriveranno dalle privatizzazioni e altre entrate si prevedono dalla stretta fiscale sulle banche e dall’asta delle frequenze per il 5G. Troppe le incognite e le previsioni di crescita favorevoli. Il percorso ad ostacoli italiano e’ iniziato. Da gennaio terminerà il Quantitative Easing di Draghi e potrebbe abbattersi la scure del downgrade delle agenzie di rating.

Palazzo Chigi

“In merito alla lettera di risposta inviata al ministro Tria, fonti di Palazzo Chigi fanno presente che non c’è stata alcuna bocciatura da parte dell’Ue, anche perché non è stata ancora avviata – né poteva essere – alcuna interlocuzione formale. La valutazione della Commissione Ue, si ricorda, avverrà in base al documento “draft budgetary plan” che sarà inviato dal governo italiano entro il 15 ottobre”. Questa la replica ufficiale da parte del governo italiano che aggiunge: “L’esecutivo rimane fortemente convinto della bontà delle misure che andranno a costituire la manovra economica. Altrettanto forte è la volontà ad avviare un dialogo costruttivo con l’Ue”.

Tria: “Non fondate preoccupazioni sui conti pubblici” – “Le preoccupazioni sui conti pubblici non sono fondate”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, parlando della Manovra. “Ovviamente – ha aggiunto – aumenta il deficit rispetto a quanto previsto in precedenza, ma non sono preoccupato. All’Europa spiegherò perché abbiamo preso questa decisione. La commissione farà dei rilievi e apriremo un dialogo costruttivo. Sono sempre ottimista altrimenti non sarei qui”, aveva detto il ministro prima che fosse resa pubblica la lettera della Commissione.

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