Eni, colpo grosso nel Golfo, svolta per la vicenda Piaggio Aero?

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L’Eni ha fatto un colpo grosso ottenendo una quota del 25% di una grande concessione offshore di tre giacimenti ad Abu Dhabi.

Il 13 novembre scorso l’Eni ha firmato un accordo con la compagnia di Abu Dhabi, l’Adnoc che  prevede una quota del 25 per cento in una mega concessione offshore, la Ghasha, che comprende tre giacimenti per trilioni di metri cubi di gas. A regime, scrive la Stampa, i pozzi potranno produrre fino a 1,5 miliardi di metri cubi di gas al giorno e 120 mila barili di condensati ad alto valore.

Così l’Ad di Eni, Claudio Descalzi: “è la conferma della fiducia nel nostro modello upstream, basato sull’integrazione dell’esplorazione e dello sviluppo. In sotanza Abu Dhabi ha scelto l’azienda italiana perché gli garantiva un passaggio rapido dall’esplorazione alla produzione, come è stato fatto con successo in Egitto con il giacimento di gas del Mediterraneo orientale, lo Zohr”.

Eni ha poi firmato un accordo con la compagnia emiratina, la Mubadala (il  fondo sovrano Mubadala è interessato alla costruzione del drone Piaggio Aero P.2HH), per la cessione del 20 per cento della quota Eni nella concessione Nour, al largo del Delta del Nilo in Egitto.

Egitto e Israele, invece, scrive sempre la Stampa, hanno firmato un accordo per portare il gas israeliano sulla costa egiziana, dove, a Damietta, c’è un grande impianto di liquefazione dell’Eni che potrebbe diventare un hub per il trasporto verso tutta l’Europa.

La Russia, in tutto questo business, non sta a guardare e Vladimir Putin ha intenzione di installare una base militare in Egitto e probabilmente anche a Tobruk.

L’Eni e l’Italia possono, così, controbattere all’espansione francese dal Sud, dove esistono giganteschi giacimenti di gas ancora da esplorare e quindi ristabilire l’equilibrio nel Fezzan libico.

Certo è che con questo accordo si dovrebbe sbloccare anche la trattativa per la costruzione del drone della Piaggio Aero, assicurando la continuazione delle attività dell’azienda italiana e la conservazione dei posti di 1200 lavoratori.

Piaggio ha messo in cantiere un nuovo drone, il P.2HH, con l’obiettivo di venderlo sia agli emiratini, sia all’Aeronautica militare italiana per un costo di 766 milioni di euro che si dovrebbe accollare il governo italiano e pagare in 15 anni, per lo sviluppo e l’acquisto di 20 velivoli e 10 stazioni di terra. La medesima somma verrebbe assicurata da Abu Dhabi.

I  rallentamenti dei finanziamenti al programma avevano infastidito e non poco Abu Dhabi che avrebbe sensibilizzato politici e militari italiani affinchè Leonardo entri il prima possibile in Piaggio.

Eni, colpo grosso nel Golfo, svolta per la vicenda Piaggio Aero?

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