Questione Siria, Francia e Germania agli Usa: “No way”

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L’Isis arroccato intorno a Baghuz sta per capitolare e gli Usa, finito il lavoro sporco lasceranno la Siria. Il «Washington Post», che cita fonti Usa e degli altri Paesi coinvolti nell’area, evidenzia la posizione  franco-britannica nei confronti di Donald Trump. Il ministro degli Esteri britannico Jeremy Hunt aveva già sottolineato: “Non c’è alcuna prospettiva per le nostre forze militari di rimpiazzare quelle americane in Siria”. Gli ha fatto eco anche Il suo collega francese JeanYves Le Drian: “Non colmeremo il vuoto lasciato dalle truppe Usa alla conferenza sulla sicurezza di Monaco, aveva parlato di «mistero» riguardo alla decisione di Washington, chiedendosi: “Come si può manifestare una fermezza così grande rispetto all’Iran e al tempo stesso abbandonare il nord-est della Siria, quando una decisione del genere non farà che accrescere l’influenza di Teheran nell’area?”.

Le preoccupazioni degli alleati si concentrano sul fatto  che finora gli Stati Uniti non sono riusciti a concludere un accordo con la Turchia, in difesa dei  miliziani curdi dagli attacchi degli uomini di Erdogan.

L’allarme franco-tedesco è scaturito dalla richiesta esplicita di Trump di formare una forza di monitoraggio per pattugliare l’area critica, una sorta di  “safe zone”, larga una trentina di km sul lato siriano del confine e che separi i turchi dai curdo-siriani.

Intanto sul campo di battaglia un drone inviato dai francesi avrebbe distrutto a Baghuz l’abitazione dove si trovava Fabien Clain, 41 anni, jihadista francese, dirigente di spicco dell’Isis. Una sorta di portavoce del sodalizio terroristico: “proprio Clain aveva rivendicato, a nome dell’Isis,  gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi”.

 

Questione Siria, Francia e Germania agli Usa: “No way”

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