Libia, vince la linea italiana, l’Onu conferma la missione e rimanda le elezioni

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha prolungato la missione in Libia per un altro anno e non ha approvato la data del 10 di cembre per le elezioni. Il Consiglio ha, invece, approvato una bozza di risoluzione presentata dal Regno Unito per tenere le elezioni presidenziali il più presto possibile a patto che siano tese a garantite le necessarie condizioni di sicurezza, tecniche, legislative e politiche.
La Francia, favorevole a  mantenere la data del 10 dicembre, si è dovuta scontrare con l’opposizione degli Stati Uniti.  In  discussione, quindi,  anche il ruolo  del generale Khalifa Hartar che guida i  gruppi che si riconoscono nel parlamento di Tobruk. L’uomo forte della Cirenaica ha da tempo stretto rapporti  con la Francia per rispettare la scadenza di dicembre. Proprio dalla discussione sulla data delle elezioni e dalla prudenza dell’ambasciatore italiano Giuseppe Perrone, che in una recente intervista aveva dichiarato che sulla data delle elezioni andrà cercata una intesa comune, era nata l’ostilità nei suoi confronti proprio di Haftar che lo ha definito «persona non gradita». Scrive Il Messaggero che proprio dopo quei fatti, da parte del governo italiano è partito un lento avvicinamento ad Haftar che ora, anche per il voto Onu, potrebbe stopparsi. Due giorni fa, il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi ha spiegato in parlamento che Perrone, per il momento, non sarebbe tornato a Tripoli «per motivi di sicurezza, dovuti alle sue recenti dichiarazioni». Una mossa, immediatamente successiva all’incontro tra il titolare della Farnesina e Haftar, che in molti avevano letto come un segnale di avvicinamento al generale libico. Ieri, dopo il voto Onu, il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha frenato sulla data delle elezioni  riallineando l’Italia alla posizione del Palazzo di Vetro: “Io credo che a decidere la data delle elezioni debbano essere i libici. Ne la Francia, ne l’Italia. Il popolo libico deve poter decidere il suo futuro in libertà e in questo senso il nostro governo vuole dare loro il massimo supporto. L’obiettivo è la stabilità dell’area e le pressioni non fanno bene”
La posizione del governo Macron al momento resta la stessa, anche se Parigi non può opporsi formalmente alla decisione del consiglio di sicurezza. Un portavoce del ministero degli Esteri francese, “la Francia continuerà, insieme ai suoi partner, a sostenere gli sforzi delle autorità libiche e dell’Onu per garantire la continuazione del processo politico ed in particolare assicurare le condizioni per lo svolgimento delle elezioni entro la fine dell’anno,   convinti  che l’unico modo per assicurare la stabilizzazione a lungo termine della Libia sia attraverso una soluzione politica, sotto l’autorità dell’Onu”.
Haftar continua a muovere i suoi passi. Il parlamento di Tobruk ha approvato la  legge che dovrebbe portare a svolgere l’atteso referendum costituzionale, preparatorio  alle elezioni.

Libia, vince la linea italiana, l’Onu conferma la missione e rimanda le elezioni

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