Il Decreto sicurezza è Legge, ma cosa cambia davvero?

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(di Emanuela Ricci) Dopo soli sei mesi di governo gialloverde il Decreto Sicurezza, chiesto da ogni angolo della penisola dagli italiani, finalmente da qualche giorno è diventato legge.

Dopo l’approvazione del Consiglio dei Ministri ha ottenuto il sigillo anche da parte del Senato e della Camera, con il voto di fiducia poiché alcuni senatori pentastellati avevano annunciato il loro voto contrario.

Alla fine il decreto Sicurezza è stato approvato al Senato con 163 sì e 59 no. Tre senatori del Movimento non hanno partecipato al voto così come Forza Italia. Si è astenuto invece Fratelli d’Italia mentre PD e LeU hanno votato contro.

Alla Camera invece i voti favorevoli sono stati 336 mentre 249 quelli contrari.  Il decreto Sicurezza, quindi, alla terza lettura è diventato legge.

La legge ha voluto dare una risposta concreta all’esigenza di maggiore sicurezza che si respira ogni giorno tra le strade italiane. Nuove misure saranno adottate per affrontare, con maggiore incisività le problematiche relative al terrorismo, alle mafie e alla pubblica sicurezza.

La nuova legge porta la targa del ministro dell’interno e vice premier Matteo Salvini che in prima persona, durante la campagna elettorale, aveva promesso agli italiani un provvedimento dedicato. Un’esigenza scritta a chiare lettere anche nel contratto di governo stilato con il M5S. Promessa mantenuta e già si vedono i primi effetti: alcuni cittadini hanno riferito che dinanzi ai supermercati, nella provincia romana, non ci sono più i ragazzi che chiedono monete. Potrebbe trattarsi di suggestione ma probabilmente la nuova legge già sta dando i sui frutti visto che l’accattonaggio, ora, è considerato un reato.  

La Lega dopo l’importante obiettivo raggiunto in materia di sicurezza non vuole perdere il contatto con la gente.  Matteo Salvini l’8 dicembre 2018 sarà a Roma in  Piazza del Popolo alle ore 11.00.  Un’altra iniziativa sempre a Roma è la  “Firma per non fermare la Rivoluzione della Sicurezza”: ci saranno  banchetti sul territorio sabato 1 dicembre e domenica 2 dicembre.

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“Disposizioni in materia di sicurezza pubblica, prevenzione e contrasto al terrorismo e alla criminalità mafiosa” (TESTO INTEGRALE IN PDF)

Il testo si  suddivide in 40 articoli

Sicurezza urbana

Piano nazionale sgomberi: vengono stabilite le modalità di ricognizione delle situazioni di occupazione. Entro 60 giorni poi dovranno essere definiti dei piani provinciali per le esecuzioni dei provvedimenti di sgombero, anche mediante l’impiego della Forza Pubblica.

Invasione di edifici: verrà punito chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto. Pene più elevate se il fatto è compiuto da più di cinque persone.

Stanziamenti a Polizia di Stato e Vigili del Fuoco: per il 2018 saranno messi a disposizione 16 milioni, mentre dal 2019 fino al 2025 la cifra sarà di 50 milioni ogni anno (37,5 milioni alla Polizia di Stato, 12,5 ai Vigili del Fuoco).

Taser: sperimentazione del taser estesa anche alla Polizia Locale delle città con più di 100.000 abitanti.

Reato blocco stradale: introdotto il reato di blocco stradale, anche occupazione dei binari ferroviari.

 

Lotta al terrorismo

Stretta sul noleggio di tir e furgoni: per prevenire tragici attentati, chi noleggia dovrà comunicare con anticipo a un Centro Elaborazione i dati identificativi del richiedente. Se dopo un raffronto dovessero emergere situazioni di potenziale pericolo, verrà inviata una segnalazione alla Forze dell’Ordine per un controllo.

Daspo per i sospettati di terrorismo: creato per le manifestazioni sportive, il Daspo verrebbe esteso anche per chi è sospettato di essere in preparazione di un attentato oppure di fiancheggiare un’organizzazione terroristica.

Lotta alla Mafia 

Contrasto alle infiltrazioni mafiose: negli enti locali e negli appalti pubblici, se un Prefetto dovesse segnalare delle situazioni anomale o sintomatiche di condotte illecite, è prevista la nomina di un Commissario Straordinario.

Sequestro e confisca dei beni: prevista la possibilità che un immobile confiscato alle organizzazioni criminali sia dato in affitto “sociale” alle famiglie in condizioni di disagio.

Immigrazione

Richiesta di asilo politico: vengono aumentati quel tipo di reati che annullano la sospensione della richiesta di asilo politico, dopo una condanna in primo grado, portando all’espulsione immediata. I reati in questione sono violenza sessuale, spaccio, furto e lesioni aggravate a pubblico ufficiale.

Abolizione protezione umanitaria: al momento la norma può garantire, in caso di situazioni di emergenza umanitaria, un permesso di soggiorno ai cittadini stranieri che ne fanno richiesta. Inizialmente si pensava a una abolizione e a una sostituzione con un permesso di soggiorno della durata di un anno per motivi civili o di calamità naturali nei paesi di origine. Alla fine invece si è optato per un “procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale

Trattenimento nei centri per il rimpatrio: raddoppiati i tempi da un massimo di 90 giorni a 180 giorni.

Revoca della cittadinanza: se una persona viene ritenuta un possibile pericolo per lo Stato, potrebbe scattare la revoca della cittadinanza in caso di condanna in via definitiva per reati legati al terrorismo. In più, una domanda di cittadinanza potrà essere rigettata anche se presentata da chi ha sposato un cittadino o cittadina italiana.

Patrocinio gratuito: niente patrocinio gratuito per un migrante se il suo ricorso contro il diniego della protezione umanitaria viene dichiarato inammissibile.

Fondi per i rimpatri: stanziati 500.000 euro per il 2018, 1,5 milioni per il 2019 e 500.000 euro per il 2020.

Sprar: i piccoli centri che ospitano i migranti, sotto l’egida dei Comuni, non potranno più accogliere i richiedenti asilo ma soltanto minori non accompagnati e chi ha già ricevuto la protezione internazionale.

 

Il Decreto sicurezza è Legge, ma cosa cambia davvero?

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