Arrestata in Canada la figlia del fondatore di Huawei, su ordine giustizia Usa

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La figlia del fondatore di Huawei Technologies, uno dei principali produttori mondiali di hardware per le telecomunicazioni, è stata arrestata in Canada, su richiesta degli Stati Uniti. Meng Wanzhou,  nota anche come Sabrina Meng è vice presidente e chief financial officer di Huawei. È figlia di Ren Zhengfei, ex ufficiale dell’Esercito popolare cinese  che ha fondato la compagnia nel 1988 e da allora ha accumulato una fortuna personale stimata in 3,5 miliardi di dollari. In virtù del suo background familiare e della sua posizione in Huawei, Meng viene spesso definita “un membro della famiglia reale cinese”.
Pochi dettagli dell’arresto di Meng sono stati resi pubblici. Mercoledì, il Dipartimento di Giustizia del Canada ha confermato che il CFO  di Huawei è stato arrestato.  Il Dipartimento di Giustizia ha anche confermato che l’arresto è avvenuto su richiesta dei funzionari delle forze dell’ordine americane. In una dichiarazione formulata con cura, il governo canadese ha detto che Meng è “ricercata negli Stati Uniti” e che la sua udienza per la cauzione avverrà  venerdì prossimo. Mercoledì, il quotidiano canadese The Globe and Mail ha citato un anonimo “fonte di forze dell’ordine canadese con conoscenza dell’arresto”, il quale ha affermato che le autorità statunitensi avevano prove che Meng “abbia tentato di eludere l’embargo americano contro l’Iran”. Questa affermazione sembra riferirsi a notizie riportate sui media occidentali nell’aprile di quest’anno, secondo le quali i dipartimenti del commercio e del tesoro degli Stati Uniti stavano sondando su sospette violazioni delle sanzioni di Washington contro l’Iran e la Corea del Nord da parte di Huawei.
L’ambasciata cinese in Canada ha immediatamente protestato affermando che il CFO di Huawei era stato detenuto nonostante “non violasse  alcuna legge americana o canadese”. In una dichiarazione rilasciata mercoledì, l’ambasciata ha aggiunto che aveva “presentato dichiarazioni severe” al governo canadese e “li ha esortati a ridare  immediatamente la libertà personale della signora Meng Wanzhou”. Nel frattempo, un rappresentante della sede centrale di Huawei nella città di Shenzhen, nel sud della Cina, ha dichiarato alla BBC che la società è certa che “i sistemi giudiziari  canadesi e statunitensi alla fine giungeranno ad una conclusione giusta” del caso.
Diversi funzionari negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in altri paesi occidentali, hanno ripetutamente contrassegnato Huawei come una società vicina al governo cinese e alle sue agenzie di intelligence. Nel 2011, l’US Open Source Center, che è  la branca  di intelligence open source dell’ufficio del direttore dell’intelligence nazionale, è diventata la prima agenzia governativa degli Stati Uniti a collegare apertamente Huawei con l’establishment dei servizi segreti cinesi. Nel 2013 anche  governo britannico ha pubblicato un rapporto ufficiale sul  coinvolgimento di Huawei nel Centro di valutazione della sicurezza informatica del Regno Unito nell’Oxfordshire, in Inghilterra, in seguito a un documento  del Parlamento britannico che sollevava forti preoccupazioni sui legami della compagnia cinese con il governo di Pechino. Nel 2017 il governo australiano ha espresso preoccupazione per il piano di Huawei di fornire Internet ad alta velocità alle Isole Salomone, una piccola nazione insulare del Pacifico con cui l’Australia condivide importanti risorse Internet.

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