9630 euro annui, per avere diritto al reddito di cittadinanza. Forse lo slittamento a giugno

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L’importo medio mensile di reddito e pensione di cittadinanza dovrebbe attestarsi a 500 euro per nucleo familiare (il doppio del Rei che ha interessato da gennaio a settembre 379mila famiglie), per un totale di 1,7 milioni di famiglie.

Nella manovra saranno destinati al provvedimento circa 9miliardi per il 2019, suddivisi in 7,1 per il reddito di cittadinanza, 900 milioni per le pensioni di cittadinanza e un miliardo per la riforma dei centri per l’impiego.

A quanto pare l’inizio degli effetti la si avrà a partire da marzo con la presentazione delle domande. Ad aprile dovrebbero essere quindi erogate le somme agli aventi diritto.

L’inizio dei provvedimenti più attesi – reddito e pensione di cittadinanza e quota 100 per le pensioni – è vincolato alla trattativa in corso con Bruxelles. Ogni mese di ritardo dei provvedimenti porterebbe ad un risparmio di circa 2,25 miliardi.  Un  risparmio necessario per abbattere il 2,4 per cento di deficit della manovra economica e scendere almeno al 2,2 per cento. La Commissione Ue spinge per scendere almeno al  2,0 per cento. Alcuni ipotizzano lo slittamento dei provvedimenti addirittura a giugno, ipotesi smentita da Palazzo Chigi. I pentastellati vogliono far partire la pensione e il reddito di cittadinanza il prima possibile anche a costo di sacrificare la riforma dei centri per l’impiego.

Massima l’attenzione anche per le imprese dove sarebbe previsto un numero di ore di formazione gratis, destinando tre mensilità del reddito, sotto forma di sgravio, alle aziende che assumono i beneficiari, che raddoppiano a sei se si tratta di donne o disoccupati di lungo periodo.

Chi avrà diritto al reddito di cittadinanza?

La  prima soglia di accesso è fissata in un Isee non superiore a 9.360 euro – tetto di povertà stabilito dall’Istat  – e poi dei criteri per stabilire l’integrazione al reddito, sempre fino a 9.360 euro annui: capitale immobiliare fino a 30 mila euro oltre alla prima casa, patrimonio mobiliare entro 10mila euro per famiglie con più figli, maggiorato di 5000euro per i disabili, quota di 300 euro aggiunta in caso di affitto e sottratta se la casa è di proprietà. Ridotti rispetto alla versione originaria del reddito anche i coefficienti per determinare l’aumento dell’assegno in base al numero dei componenti della famiglia, fissati ora a 0,4 in più per ogni adulto e 0,2 in più per ogni minore. Restano nella proposta tutte le condizioni che i beneficiari dovranno rispettare, dall’immediata disponibilità a lavorare alle otto ore a settimana di impieghi in servizi di pubblica utilità, dalla formazione obbligatoria al limite di tre offerte di lavoro che non si potranno rifiutare. E rimane anche il “tagliando” sulla misura: la verifica dei requisiti, dopo 18 mesi di fruizione, per poterne avere altri 18.

 

9630 euro annui, per avere diritto al reddito di cittadinanza. Forse lo slittamento a giugno