Forza Italia corteggia Salvini e  lui: “Io col vecchio centrodestra, mai”

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(di Massimiliano D’Elia) Forza Italia sta corteggiando la Lega con l’intento di creare una crisi di  Governo e ritornare alla vecchia alleanza, FI, Lega e FdI. Questa volta Salvini è più esplicito del solito e mette una pietra “tombale” sulle velleità dei forzisti:

Io col vecchio centrodestra non tornerò mai, questo deve essere chiaro governiamo insieme nelle Regioni e nei Comuni. Ma finisce lì. In Sardegna è stato un voto locale che non incide affatto sulle scelte nazionali. Io non mi sento più forte e Luigi e lui  non deve sentirsi più debole. Va tutto bene, andremo avanti. Ho dato la mia parola e la mia parola vale cinque anni e non cinque mesi».

La replica del vicepresidente della Camera Mara Carfagna non è stata affatto dolce: “Quanto astio Salvini, ma cosa ti avrà mai fatto Forza Italia? Qualcuno di noi, senza volere, ti ha rubato la Nutella?”.

Mariastella Gelmini ha detto: “Non siamo noi a recapitare un messaggio a Salvini ma sono stati direttamente gli elettori: questo governo prima va a casa e meglio è”.

Il governatore della Liguria, Giovanni Toti è stato più morbido: ”Occorre avere il coraggio di cambiare, mettersi in gioco. Penso che il centrodestra possa tornare a dire qualcosa al Paese ma lo deve fare cambiando se stesso”.

Il viceministro delle Infrastrutture, il leghista Edoardo Rixi è d’accordo con il leader Matteo Salvini: “I risultati danno ragione a Salvini, credo che oggi a livello governativo riusciamo a dare risposte che non sempre col centrodestra siamo riusciti a dare. A livello territoriale abbiamo la possibilità di fare un’alleanza differenziata”.

Il rischio è ora che a fronte della linea netta tracciata dal leader della Lega ci possano essere ripercussioni a livello territoriale. Non a caso ieri in Lombardia la maggioranza è andata sotto in Consiglio regionale. Il centrodestra è stato battuto con voto segreto su una risoluzione che riguardava il cambiamento climatico. In totale ci sarebbero stati 12 franchi tiratori e le opposizioni sono andate all’attacco sulla tenuta della maggioranza.

Matteo Salvini non può tirare a lungo la corda ed attingere dai due forni. Se da un lato la fermezza e il rispetto del contratto di governo senza se e senza ma gli consente di mostrare una virtù, “ho dato la mia parola e rispetto il contratto”, dall’altro occorre fare i conti con la realtà. Gli italiani hanno dimostrato che il voto è “liquido”, molto “liquido” e al momento il M5S ne è la dimostrazione. Aver perso oltre 10 punti percentuali in Sardegna è emblematico e deve portare a più approfondite riflessioni. Governare, dalle volte, richiede decisioni importanti, perchè alla base c’è il bene del Paese. Gli indicatori stranieri non prevedono per il futuro dell’Italia una crescita entusiasmante, anzi. L’immagine che stiamo dando è quella di una eterna litigiosità interna. Stiamo trascurando da anni politiche credibili in politica estera, luogo dove si giocano le vere partite e dove spesso risultiamo “non pervenuti”.

I tormenti e le riorganizzazioni interne dei pentastellati rischiano di tirare giù tutto e tutti.  Dopo le elezioni in Sardegna già si vede un PD ringalluzzito e pronto a dare “battaglia” per le prossime europee, una forza politica da non sottovalutare perché è sempre stata in grado di catalizzare gli umori degli italiani nei momenti peggiori della politica nazionale.

 

Forza Italia corteggia Salvini e lui: “Io col vecchio centrodestra, mai”