Francia e Germania alzano il tiro sulle fusioni industriali, cambiando la normativa europea sulla concorrenza

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Gli Stati comunitari dovrebbero esercitare il diritto di veto sulle decisioni della Commissione europea in materia di fusioni industriali. È quanto affermato dal ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire, e dal ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, in una conferenza stampa congiunta a margine della riunione dell’Ecofin. Le dichiarazioni di Le Maire e Scholz, nota il quotidiano tedesco “Handelsblatt”, seguono la recente bocciatura della fusione tra Siemens e Alstom disposta dalla Commissione europea per garantire la concorrenza nell’Ue. Per “Handelsblatt”, dunque, Francia e Germania hanno “trovato un nuovo tema comune: la politica industriale”. Lo riporta l’agenzia di stampa italiana Nova.

Durante la conferenza stampa con Scholz a Bruxelles, Le Maire ha affermato che i membri dell’Ue devono avere “il diritto di mettere in discussione una decisione” della Commissione europea come garante della concorrenza. In particolare, per il ministro dell’Economia francese, questo “diritto di recesso” è “necessario al fine di adeguare il diritto della concorrenza europeo alle esigenze del XXI secolo”. A tal proposito, Scholz ha evidenziato che “l’Europa ha bisogno di campioni industriali, in grado di resistere” ai grandi gruppi industriali di Cina e Stati Uniti. “Sono convinto che abbiamo bisogno di una politica industriale” e che l’economia dell’Ue debba essere resa “adatta a un sistema economico globale”, ha aggiunto il ministro delle Finanze tedesco.

Francia e Germania intendono, dunque, presentare “molto presto” un’iniziativa comune in materia di politica industriale, si legge su “Handelsblatt”. Il piano di Parigi e Berlino non si limita all’introduzione del diritto di veto per gli Stati membri sulle decisioni della Commissione europea nel settore delle fusioni industriali. L’iniziativa franco-tedesca mira, infatti, a rendere le stesse decisioni di Bruxelles sulla concorrenza “più dinamiche”, ha osservato Le Maire. Nelle intenzioni di Francia e Germania, la società sorta da una fusione dovrebbe essere regolarmente sottoposta a verifiche per garantire che non ostacoli la concorrenza. In caso contrario, la Commissione europea dovrebbe disporre del diritto di “imporre nuovi requisiti”.

Come sottolineato da Le Maire e Scholz, l’iniziativa di politica industriale di Francia e Germania è aperta alla partecipazione degli altri Stati dell’Ue. Tuttavia, avverte “Handelsblatt”, è “molto dubbio” che gli altri membri dell’Unione europea sostengano l’introduzione del diritto di veto sulle decisioni della Commissione in materia di concorrenza. Soprattutto gli Stati membri di minori dimensioni potrebbero temere che “le società franco-tedesche finiranno per “dominare” l’Ue. Pertanto, il piano di Francia e Germania per la modifica della normativa europea sulla concorrenza verrà difficilmente approvato, poiché avrebbe bisogno del voto unanime di tutti gli Stati membri dell’Ue.

 

Francia e Germania alzano il tiro sulle fusioni industriali, cambiando la normativa europea sulla concorrenza