Giuseppe Conte “superstar”, Salvini e Di Maio vogliono lui quale unico mediatore con Bruxelles

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Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno tolto lo scettro di mediatore al ministro dell’economia e finanze Giovanni Tria per affidarlo all’abile premier Giuseppe Conte, che a quanto pare, riesce ad essere molto  incisivo oltreconfine. Al riguardo, i due vice premier  hanno diramato una nota congiunta per ufficializzate la nuova linea: “Giuseppe Conte sta illustrando all’Europa le potenzialità dell’ampia agenda di riforme che riporterà il Paese a crescere, evitando il rischio di una terza recessione e aprendo all’Italia una prospettiva futura migliore. Le nostre misure rimettono in moto l’occupazione e la produttività, tendendo la mano a chi è rimasto indietro in questi anni di crisi, dando respiro ai consumi e guardando agli investimenti come trampolino fondamentale per la crescita nel lungo periodo”.  Più tardi, scrive Il Messaggero, fonti di Palazzo Chigi hanno sottolineato che il comunicato redatto a quattro mani serviva, appunto, a ribadire la piena fiducia nel lavoro di mediazione che il premier Conte sta svolgendo a tutti i livelli. Tra oggi e domani Giuseppe Conte dovrà incontrare presidente della Commissione europea Juncker e il Commissario Moscovici.

Il punto cruciale è portare il deficit al 2 per cento senza dover toccare il  reddito, la pensione di Cittadinanza e Quota 100. A questo proposito, il governo potrebbe presentare una seconda tranche di proposte ma, almeno per quanto riguarda le pensioni, è probabile che alla fine si decida di rinviare tutta l’operazione alle decisioni del Senato.

Nel frattempo i lavori della commissione alla Camera continuano –  500 le proposte di modifica presentate dai gruppi – con l’obiettivo di arrivare a licenziare il provvedimento domani e consentire l’arrivo in Aula già mercoledì. La velocità è essenziale per poter dare a Giuseppe Conte ulteriori elementi di dissuasione nella trattiva con Bruxelles.

L’Eurogruppo oggi riunisce i 19 ministri dell’Economia dei Paesi aderenti all’euro per discutere della manovra italiana, con la conferma della linea della Comnissione.

Il 19 dicembre ci sarà l’ ultima riunione dela Commissione per il 2018 ma è essenziale il vertice Ue del 13 e 14 dicembre  poichè il premier Conte incontrerà Juncker ( si erano già visti al G20 a Buonos Aires). L’Eurogruppo ha avuto anche il sigillo di Ecofin, giovedì scorso, che confermava “in toto” le considerazioni della Commissione Ue sulla manovra italiana, avallando la procedura di infrazione per deficit eccessivo. L’Ecofin (composta dai ministri dell’economia e finanze dei paesi membri) non solo confermava le affermazioni della Commissione sulla deviazione troppo ampia dei conti italiani, ma aggiungeva una dura critica alla riforma delle pensioni, perché da sola mette i conti a rischio sostenibilità nel medio-lungo periodo. E va contro tutte le riforme fatte finora, che invece hanno messo in sicurezza le finanze pubbliche. L’idea di Bruxelles è quella di aspettare il vertice europeo del 13-14 dicembre per avere anche il sostegno politico di tutti i paesi. A quel punto, il 19 potrebbe partire la procedura con la richiesta di correzione dei conti entro sei mesi, e un calendario delle correzioni successive fino al rientro della deviazione contestata.

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