Juncker ha invitato l’Italia a fare marcia indietro, evocando la crisi greca

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Il ministro dell’economia Giovanni Tria a Lussemburgo ha partecipato alla riunione dell’Eurogruppo. Tra i presenti all’incontro anche il commissario europeo agli affari economici Pierre Moscoviti che ha fatto sapere che il “deficit del 2,4%, per i prossimi tre anni, rappresenta una deviazione molto significativa”.

Il minsitro delle Finanze Finlandese ha aggiunto: “Guardo con attenzione a quello che sta acadendo in Italia e certamente sono spaventato ma sono sicuro che il governo Italiano sa quello che deve fare e quindi speriamo nel meglio”.

Un incontro importante questo durante il quale Tria ha detto di voler spiegare come funziona la manovra  invitando  alla calma, ricevendo pacche sulle spalle da tutti. Solidali con lui perchè sanno che il ministro italiano è dalla loro parte.

Pierre Moscovici, Commissario Ue agli affari economici: “Il governo italiano sembra privilegiare la spesa pubblica. Una misura che rende popolari nel breve termine e puo’ portare ad una crescita nei consensi ma alla fine dobbiamo dire la verità agli italiani chi è che paga?”

L’Eurozona solleva dubbi – il vice Presidente della Commissione ha parlato di un budget in collisione con le regole europee, posizione alla quale ha fatto eco quella del ministro olandese.

Juncker ha invitato l’Italia a fare marcia indietro e rivedere la manovra economica, evocando la crisi greca.

Il ministro dell’economia Giovanni Tria, durante il rientro in Italia ha fatto trapelare che se sarà confermata la linea del 2,4% la bocciatura Ue sarà inevitabile. Situazione mai successa nell’Ue. Il motivo è  la violazione della regola di riduzione del debito. Il valore deficit/Pil  1,6% è per la Commissione europea il minimo per assicurare che ci sia una minima riduzione del deficit in termini strutturali. Il presidente Jean Claude Juncker teme il pericolo  altri Paesi possano seguire l’Italia nel fare più debito pubblico. Per questo motivo le forze populiste e nazionaliste sono in agguato, Parigi e Berlino sono in allarme al riguardo.

Colui che ha voluto parlare subito di Italia è stato il responsabile delle finanze francesi Le Maire, “tutti gli Stati devono attenersi agli impegni presi, le regole sono uguali per tutti“.  La Spagna si è allineata  con la ministra spagnola Calvino che ha detto, “nessuno trae vantaggio dall’innescare un episodio di instabilità finanziaria e meno di chiunque altro dall’Italia“. Mario Centeno, il presidente dell’Eurogruppo, “bisogna comunque aspettare quando l’Italia presenterà tutte le cifre, ma la matematica comunque non è difficile“.

 

Juncker ha invitato l’Italia a fare marcia indietro, evocando la crisi greca

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