Caos maggioranza. La lite gialloverde continua. Ok al TAV. No alla flat tax, all’autonomia e forse al decreto sicurezza bis

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Matteo Salvini dopo aver vinto su tutti i fronti per il  Tav, ora vuole la flat tax, in difetto annuncia le elezioni anticipate: “Bisogna sfidare l’Ue perché o riusciamo a tagliare le tasse per tanti con una manovra da decine di miliardi o chiediamo il parere agli italiani. Non ho ancora capito quale sia l’idea di manovra.  Poi Salvini si scaglia contro il ministro dell’economia Giovanni Tria: “Se pensa di fare una manovra economica da robetta”, una manovricchia, “non sarà il nostro ministro dell’Economia“.

Il vice presidente del Consiglio, Matteo Salvini ha così poi rincarato la dose: “Se il ministro dell’Economia del mio governo dice che di taglio delle tasse non se ne parla, o il problema sono io o è lui. Cosa faccio una manovra economica all’acqua di rose? L’Italia ha bisogno di uno choc fiscale forte. Fino a quando penso di riuscire a tenere tranquilli i miei parlamentari della Lega che mi chiedono di andare a elezioni?Fino a quando le cose si fanno e se qualcuno la smette di insultare, attaccare e litigare quotidianamente“.

La flat tax “per me è ancora un mistero, ancora non ho visto le coperture, anche la flat tax volontaria di cui si parlava ieri non ho capito cosa significa”, ha detto il ministro del Lavoro e Sviluppo,Luigi Di Maio, intervistato a Sky Tg24. “Intanto sto lavorando al cuneo fiscale”, una misura “realistica”, ha aggiunto. “Ho trovato 4 miliardi”, per la flat tax “ne servono almeno il triplo”.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio ieri si sono incontrati senza informare il premier Giuseppe Conte. Non si sa di cosa abbiano parlato visto che oggi è guerra aperta sulla Flat Tax, pubblicamente avversata dal Movimento.

Giuseppe Conte sull’incontro dei due suoi vice ha detto: “Dobbiamo lavorare, non chiacchierare. Poi ha precisato: “E’ pura fantasia che io voglia una nuova maggioranza o farmi un partito”. 

Le incognite che gravano sul governo sono ancora molte. Tanto che un dirigente pentastellato ammette: “Non so se sia recuperabile il rapporto con la Lega”. Conte avrebbe chiarito con Di Maio la vicenda dell’uscita dall’Aula dei senatori M5s mercoledì, mentre lui parlava. Ma tra i Cinque stelle montano l’insofferenza e le fibrillazioni dopo il via libera alla Tav: il timore è che il gruppo possa non reggere nel voto al Senato sul decreto sicurezza bis, con una fronda di dissidenti che con il loro No aprirebbero la crisi di governo.

Decreto sicurezza bis. Alla  Camera in 17 non votano e Roberto Fico esce dall’Aula

Assenze che però il Movimento 5 Stelle dice essere giustificate, con l’unica eccezione di Doriano Sarli. La temperatura è rovente però soprattutto tra Conte e il vicepremier leghista. Conte viene descritto parecchio irritato per essere stato accusato di un tentativo di ribaltone e lo dice: in caso di governo “andrei in Parlamento per trasparenza e non per una nuova maggioranza”, bisogna “volare alto” e non ragionare “con i peggiori schemi della prima Repubblica”. Ma Salvini scrolla le spalle. E contrattacca. “Mi interessano meno di zero” le parole di Conte su Savoini, dichiara nelle ore in cui il Pd formalizza la mozione di sfiducia nei suoi confronti. E sul sì alla Tav punge Conte: “Avrà studiato e capito quel che noi sapevamo”.

Il premier Conte incontra per sei lunghe ore a  Palazzo Chigi, Di Maio, Tria e le parti sociali per discutere  della prossima manovra economica.

I lavori “ufficiali” iniziano in questo momento, dice Conte ai sindacati, vanificando di fatto il vertice al Viminale. “Il vero vertice è questo”, afferma  il M5s. Che depotenzia la flat tax con la proposta di un taglio al cuneo fiscale da 4 miliardi e sbandiera il principio di “progressività” come irrinunciabile: “Ho letto che la Lega vuole fare una flat tax volontaria, mi auguro non ci sia una fregatura”, dichiara Di Maio. Ma la Lega, per tutta risposta, boccia l’idea di Di Maio: “Quattro miliardi sono pochi, serve coraggio”.

La crisi di Governo è tutt’altro che scongiurata. Sull’autonomia la prossima settimana si affronterà la questione fiscale ma intanto, dopo un incontro di Conte con Stefani e Bonisoli, non si sciolgono neanche i nodi sui beni archeologici. La Lega è in pressing anche sulla Gronda. E sarebbe ancora lontana la soluzione del rebus commissario Ue.

Ancora aperta la questione del rimpasto

Nel faccia a faccia con Di Maio, Salvini evidenzia le contrastanti dichiarazioni del ministro Danilo Toninelli. Di Maio ha a che dire, invece,  su scuola, agricoltura e turismo – contro quindi i leghisti Bussetti e Centinaio. A quanto pare la crisi di governo è sempre dietro l’angolo. Sicuramente neanche sotto gli ombrelloni si avrà pace. Vittime: gli italiani e l’Italia.

 

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