Gerusalemme capitale, argomento al centro dell’incontro tra Macron e Netanyahu

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Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a  margine dell’incontro avvenuto all’Eliseo con il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato :“è assurdo che all’Unesco e nelle Nazioni Unite ci sia una tendenza a negare i legami millenari tra Israele, il popolo ebraico e Gerusalemme”. Gli attacchi contro Israele “sono inaccettabili”, ha detto Netanyahu, sottolineando come la storia degli ebrei sia da sempre intrecciata con Gerusalemme. “Gerusalemme è la capitale di Israele, proprio come Parigi è la capitale della Francia”, sottolineando che ogni tentativo di pace “deve essere basato sulla verità” per potere avere una possibilità di successo, e che la verità è questa. “Gerusalemme è sempre stata la nostra capitale, prima si accetterà questa realtà, prima si arriverà alla pace”, ha aggiunto sottolineando che a Gerusalemme si trovano la Knesset, il governo, la Corte suprema di Israele. “Noi dobbiamo dare alla pace una possibilità, aprendo una nuova possibilità ai negoziati. E per la pace, non solo dobbiamo riconoscere la realtà, ma anche porre fine alle aggressioni”

Macron, da parte sua, ha condannato “con la più grande fermezza tutte le forme di attacco contro Israele”. Il capo del’Eliseo ha tuttavia espresso la sua “disapprovazione” nei confronti della scelta presa dal presidente statunitense Donald Trump di trasferire l’ambasciata Usa da Tel Aviv a Gerusalemme, definendola “pericolosa”. Macron ha affermato che la mossa di Washington, a suo giudizio, “non è conforme al diritto internazionale”. Prima della partenza per Parigi, il primo ministro israeliano aveva duramente criticato l’Unione Europea per la presa di posizione sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Netanyahu ha scritto su Twitter di nutrire “rispetto” per l’Europa, ma che non intende “accettare doppi standard” dall’Ue.

“Ho sentito voci criticare la storica dichiarazione di Trump, ma non ho sentito alcuna condanna dei razzi lanciati contro Israele e dell’orribile campagna di incitamento contro di noi”, aveva detto il premier israeliano. “Non sono preparato ad accettare questa ipocrisia”, aveva aggiunto il capo del governo israeliano, annunciando l’intenzione di “presentare la verità di Israele senza paure e a testa alta”. Venerdì scorso, 8 dicembre, sono stati lanciati tre razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele, uno dei quali ha colpito la città meridionale di Sderot senza causare vittime. I militari israeliani hanno risposto con dei bombardamenti aerei che hanno distrutto dei presunti depositi di armi dei militanti palestinesi a Gaza e provocato la morte di almeno due persone.

Netanyahu a seguito dell’incontro, ha poi risposto alle dichiarazioni fatte dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, dicendo: “(Erdogan) non può permettersi di dare lezioni di morale a Israele, dal momento che il leader di Ankara ha bombardato persone innocenti”, ha poi continuato puntando il dito verso il premier turco accusandolo di aver “attaccato Israele” con le sue recenti dichiarazioni. Durante un discorso tenuto a Sivas, nel centro della Turchia, 350 chilometri a ovest di Ankara, Erdogan aveva definito Israele uno “stato terrorista” e “assassino di bambini”. Il premier israeliano ha sottolineato che a ritardare le trattative di pace “è stato spesso il rifiuto di sedersi al tavolo con Israele”, invitando il presidente palestinese Mahmoud Abbas a riprendere i negoziati diretti “se vuole davvero la pace”.

Non si fermano intanto le violenze, le proteste e gli scontri. Micky Rosenfeld, portavoce della polizia israeliana ha reso noto che una guardia di sicurezza è stata accoltellata nei pressi della stazione centrale degli autobus di Gerusalemme. La vittima, di trent’anni, colpita nella parte superiore del corpo, è stata subito soccorsa e condotta in ospedale ed è in gravi condizioni. L’aggressore è stato arrestato.

Gerusalemme capitale, argomento al centro dell’incontro tra Macron e Netanyahu