Giappone incidente F-35, il pilota aveva chiesto di interrompere la missione. Tokyo: pronti per l’F 22 aggiornato

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Il pilota dell’F-35A dell’aeronautica giapponese, disperso in mare nella serata di martedì 9 aprile, durante un volo di esercitazione al largo delle coste del Giappone settentrionale, aveva chiesto di interrompere la missione poco prima che la Base aerea di Misawa perdesse il contatto con il velivolo. Lo riportano i media giapponesi.

Il velivolo era scomparso dai radar dopo il decollo dalla base aerea di Misawa, nella prefettura di Aomori; l’aereo monoposto, pilotato da un pilota esperto stava volando assieme a quattro altri aerei da combattimento a circa 135 chilometri dalla base, quando gli altri velivoli e la base hanno perso i contatti. Le forze militari impegnate nei soccorsi hanno rinvenuto rottami del velivolo nella prima mattinata di ieri, mentre il pilota risulta tuttora disperso. I primi F-35A, dal costo unitario di 90 milioni di dollari, sono entrati in servizio in Giappone  lo scorso anno, sostituendo i velivolo F-4. Tokyo intende schierare in tutto 105 F-35A, in aggiunta a 42 F-35B, per un totale di 147 velivoli di sesta generazione.

Il Giappone intende modernizzare anche la propria flotta di intercettori, in sostituzione dei velivoli Mitsubishi F-2 ed F-15J, vicini alla fine vita operativa, nel 2030.

Nei mesi scorsi Lockheed Martin ha formalizzato la proposta al Giappone per un futuro velivolo intercettore che dovrebbe combinare le tecnologie dei velivoli statunitensi di quinta generazione F-22 Raptor, di cui gli Usa hanno sinora vietato l’esportazione, e l’F-35 Lighting II.

Il progetto di Lockheed, che coinvolgerà tecnologie militari altamente sensibili, metterà alla prova l’impegno del presidente Usa Trump ad agevolare le esportazioni di armamenti verso i paesi alleati. Il nuovo aereo “combinerà l’F-22 e l’F-35 e potrebbe essere superiore ad entrambi”, affermano le fonti. Tokyo è in attesa di ricevere offerte anche da parte di Boeing e di BaE Systems.

Stando a fonti della Difesa giapponese, Lockheed Martin ha anche proposto che le aziende giapponesi del settore aerospaziale e tecnologico siano responsabili di oltre la metà dello sviluppo e della produzione del futuro caccia intercettore di quinta generazione. Il futuro aereo da combattimento, che Tokyo vorrebbe introdurre in servizio a partire dal 2030, sarebbe in sostanza una versione ammodernata e aggiornata dell’F-22, specie per quanto riguarda la dotazione elettronica e avionica.

 

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