Giri di poltrone alla Difesa e Sicurezza, finalmente con norme chiare

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Il clamore mediatico è tutto rivolto verso la legge elettorale eppure in uno dei settori chiave dell’apparato statale, la Difesa e Sicurezza sono cambiate le norme sulle proroghe degli incarichi dei vertici, fissando paletti precisi da non poter essere interpretati e lasciati alla discrezionalità di nessuno. Due anni sono previsti per l’incarico, più eventuale proroga a tre anni, rigorosamente non rinnovabili. Il decreto fiscale approvato in Consiglio dei ministri l’altro giorno, stabilisce i nuovi termini temporali degli incarichi di vertice nelle forze armate, stabilizzandone la durata. Un provvedimento che punta a rendere più sicure ed omogenee le scadenze nelle mansioni apicali della Difesa, eliminando ogni elemento di disparità di trattamento. Della norma non beneficeranno l’attuale comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio del Sette e il capo di stato maggiore dell’Esercito Danilo Errico, che rispettivamente a metà gennaio e a fine febbraio del 2018 arriveranno a scadenza del loro mandato di due anni prorogato di un ulteriore anno. Orizzonti temporali più ampi, invece, per il comandante generale della Guardia di Finanza, Giorgio Toschi, per il capo di stato maggiore della Marina militare Valter Girardelli e per il capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare, Enzo Vecciarelli. Finalmente è stata fatta chiarezza, si è dovuti ricorrere ad un provvedimento di legge per dettare le norme precise. Nel recente passato le proroghe dei vertici sono state fatte in maniera allegra a favore dell’opportunità piuttosto che della coerenza.

Gli attori non protagonisti delle prossime scadenze

Capo di Stato Maggiore della Difesa, Aeronautica e Marina

Il mandato triennale consente al generale Enzo Vecciarelli, 60 anni, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, di proseguire nel mandato che sarebbe scaduto a marzo, ma quasi certamente a novembre 2018 sarà nominato capo di Stato maggiore della Difesa al posto di Claudio Graziano, che sta beneficiando di una lunga proroga decisa nel gennaio scorso per consentirgli di concorrere alla carica di presidente del Comitato militare della Nato e di quello dell’Ue, che dovrà essere deciso il 28 novembre. Fallito il tentativo alla Nato, fonti di Palazzo parlano che per l’UE già sono state presentate le candidature del francese e del tedesco. L’accordo tra Francia e Germania sarebbe di favorire il francese e per poi  far occupare le poltrone di rilievo all’interno del Comitato, lasciate dagli inglesi per effetto della Brexit, ai tedeschi. In questa spartizione strategica, l’Italia dov’è?

Alla guida della Marina resterà l’ammiraglio Valter Girardelli per un altro anno fino al giugno 2019 mentre il generale Carlo Magrassi, nominato segretario generale della Difesa nell’ottobre 2015, resterà fino all’ottobre 2018.

Esercito e Carabinieri

Subiscono la nuova norma i cambi al vertice dei Carabinieri e dell’Esercito. Sia Tullio Del Sette che Danilo Errico hanno avuto una proroga all’inizio dell’anno scorso e quindi a gennaio 2018 chiuderanno il triennio. I candidati  al vertice dell’Arma sono i generali Riccardo Amato, 62 anni, al vertice del comando interregionale Pastrengo di Milano; Ilio Ciceri, 62 anni a dicembre, che guida il comando interregionale Podgora di Roma; Vincenzo Coppola, 63 anni, vicecomandante dell’Arma; Giovanni Nistri, 61 anni, al vertice del comando interregionale Ogaden di Napoli. Amato e Ciceri hanno più chance degli altri, ma non si può escludere nulla.

Al posto del generale Errico come capo di Stato maggiore dell’Esercito concorrono Salvatore Farina, 60 anni a novembre, alla guida del Joint Force Command della Nato a Brunssum, in Olanda, e Claudio Mora, 61 anni, sottocapo di Stato maggiore dell’Esercito. Al posto di Paolo Serra, 61 anni, Senior Security Advisor della missione Onu in Libia e braccio destro dell’inviato delle Nazioni Unite, Ghassan Salamé, che nelle scorse settimane sembrava essere nella rosa, entra il generale Riccardo Marchiò, 62 anni, da un anno alla guida del Comando Forze operative terrestri e del Comando operativo dell’Esercito.

Guardia di Finanza

Il generale Giorgio Toschi, nominato al vertice della Finanza nell’aprile 2016 per due anni, resterà nell’incarico per un altro anno, cioè fino alla primavera del 2019. Ma il suo caso non poteva rientrare nella modifica del decreto legislativo del 2010 essendo le Fiamme Gialle non Forza armata, bensì Corpo di polizia a ordinamento militare. Infatti il decreto legge varato dal Consiglio dei ministri ha modificato anche la legge 23 aprile 1959 n. 189, cioè l’ordinamento della Guardia di Finanza, il cui articolo 4, quarto comma, ora prevede che “il mandato del Comandante generale ha una durata pari a tre anni e non è prorogabile né rinnovabile”. In questo modo tutti i vertici militari avranno pari durata.

Polizia e Agenzie

Franco Gabrielli, 57 anni, capo della Polizia, e Mario Parente, 59, direttore dell’Aisi (Agenzia Informazioni Sicurezza Interna), termineranno nella primavera del  2018 ma avrebbero bisogno di un mandato più lungo. Non si sa quando si voterà e dunque non si sa se in quella data il nuovo governo si sarà insediato, ma non si può giocare con la sicurezza nazionale. Ecco perché, anche grazie alla giovane età, sarebbe opportuno rinnovarli per almeno un altro biennio senza aspettare l’ultimo minuto.

DIS e AISE

Il prefetto Alessandro Pansa, 66 anni, fu nominato direttore del Dipartimento che coordina le Agenzie di intelligence nell’aprile 2016 (anche lui per soli due anni) mentre Alberto Manenti, 65 anni, terminerà alla fine di aprile il quadriennio come direttore dell’Aise.

Va ricordato che la legge del 2007 sui Servizi prevede per i vertici un incarico per un massimo di quattro anni rinnovabile una sola volta. Una tesi basata su norme secretate del comparto intelligence sostiene che entrambi, essendo in età da pensione al momento della scadenza, non possano essere prorogati; un’altra tesi, invece, sostiene che se il rinnovo avviene mentre si è in servizio, l’interessato possa restare a prescindere dall’età.

Per il vertice del Dis come candidati papabili vi sono l’ambasciatore Elisabetta Belloni, 59 anni, così come si parla anche di Luciana Lamorgese, 64 anni, prefetto di Milano e già capo di gabinetto di Angelino Alfano al Viminale. Tra gli eventuali successori di Manenti in evidenza il generale Giovanni Caravelli, 60 anni, vicedirettore dell’Aise e una lunga esperienza nell’intelligence, pur se alcuni rumors inseriscono nella rosa dei papabili anche Enrico Savio, dal dicembre scorso vicedirettore del Dis.

di Emanuela Ricci

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