I carri armati russi pronti all’attacco con Z, cerchi, triangoli e strisce dipinte sui lati

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Una volta l’intelligence riusciva a prevedere le mosse del nemico in largo anticipo, ora, a quanto pare, non è riuscita a leggere le intenzioni reali della Russia. Ha spesso narrato del bluff di Putin. Si è iniziato a parlare di invasione in Ucraina solo a cose fatte, ovvero quando Mosca ha ammassato oltre 150mila uomini a ridosso dei confini orientali dell’Ucraina, sfruttando l’inerzia dell’Occidente da una parte e l’amicizia di paesi che orbitavano nella sfera d’influenza dell’ex Urss, come la Bielorussia che, senza alcuna esitazione, ospita e si esercita con i russi. Per non parlare delle navi militari che il Cremlino ha inviato nel Mar Nero, con l’intento di accerchiare il nemico impedendogli lo sbocco commerciale verso il mare.

La Nato è certa nell’affermare che le forze d’attacco più importanti russe sono posizionate in Bielorussa, dove ricevono assistenza logistica e continui rifornimenti di cibo e servizi. Proprio da lì nelle prossime ore potrebbero avanzare verso Kiev. Non solo mezzi corazzati, in Bielorussia ci sono anche missili e aerei con i cruise ipersonici Iskander.

Il confine bielorusso è a soli 150 chilometri da quello di Kaliningrad, l’unica terra rimasta russa nel Baltico dove i blindati potrebbero posizionarsi in poche ore, così Lettonia, Lituania ed Estonia, un tempo parte dell’Urss e oggi membri della Ue e della Nato, si ritroverebbero nuovamente circondate dalla Russia.

Putin vuole riprendere in mano l’eredità della storia: l’Armata Rossa ha conquistato Kalingrad nella seconda guerra mondiale e non l’ha abbandonata neppure nella dissoluzione dell’impero sovietico, contando sul sostegno di una popolazione interamente russa. Putin nell’ultimo decennio ha trasformato il porto franco del commercio con l’Occidente in un bastione di sicurezza pieno di missili, pronto a sbarrare a chiunque l’accesso al Baltico. Due settimane fa, l’ha ulteriormente potenziata con i velocissimi Mig-31 dotati di quella che lui stesso ha definito la super-arma invincibile. E da allora l’avamposto della Madre Russia è in stato di massima allerta.

La Nato è in allarme. Il presidente Biden ha promesso di difendere gli alleati e il Pentagono ha ordinato l’invio immediato di venti elicotteri Apache (anti tank) sul Baltico e dodici in Polonia. Altri 800 soldati statunitensi si aggiungeranno nelle prossime ore ai battlegroup atlantici già presenti in quei Paesi, dove ci sono i nostri alpini della Taurinense. Lituania, Lettonia ed Estonia sono piccole nazioni, senza aviazione e la protezione dei cieli ora è affidata a 18 intercettori dell’Alleanza, inclusi sei F15 Eagle americani. E sempre ieri notte è stato deciso lo schieramento di otto F35.

Questo è il momento più pericoloso per la sicurezza europea da generazioni, ci sono i preparativi per un attacco su vasta scala”, ha detto il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. La crisi si è già allargata dall’Ucraina al Baltico, aprendo la strada a una sfida diretta tra Russia e Nato. Il fronte dove si concentra la paura pero resta il Donbass, con i timori di un’imminente offensiva. I tank di Mosca sono ormai sul confine e mostrano alcune Zeta verniciate sulle fiancate (non è ancora chiaro il motivo di tale scelta tattica), ma anche triangoli e cerchi (ricordando il film macabro Squid Game).

Le informazioni dell’intelligence sostengono che quelli con la “Z” punteranno su Kharkiv; quelli con il “triangolo” dirigeranno su Slavyansk e Kramatorsk mentre quelli con il “cerchio” saranno la riserva mobile. In Crimea sui blindati sono apparse strisce orizzontali bianche.

Tutti segnali che non fanno ben sperare ad una soluzione diplomatica della crisi.

I carri armati russi pronti all’attacco con Z, cerchi, triangoli e strisce dipinte sui lati

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