Il Mediterraneo visto come risorsa per l’Italia, abbiamo il diritto “geografico” di sfruttarlo. “Nuove prospettive per l’industria navale”

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(di Maurizio Giannotti – S.A.I. Ambrosini) Nel settembre scorso è stato inaugurato a Napoli l’Hub della NATO per il Sud, uno strumento importante e piuttosto complesso realizzato per contrastare le innumerevoli minacce ibride alla sicurezza dell’Italia in primis e poi della UE, provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa, soprattutto dalla Libia dopo l’intervento militare del 2011.

È sempre doveroso ricordare che quell’intervento fu fortemente voluto e scatenato dalla Francia “per stabilizzare l’area” con l’appoggio di alcuni paesi aderenti all’ONU il cui Consiglio di Sicurezza, se la memoria non mi inganna, aveva emesso la risoluzione 1973 unicamente per creare una zona d’interdizione al volo sulla Libia.

Sono passati circa 6 anni dalla crisi libica e dall’effetto domino generato sugli altri paesi del Nord Africa, le gravi conseguenze le conosciamo bene come sappiamo bene che in questo lungo lasso di tempo l’Italia è stata a dir poco trascurata dalla UE, in tema di sicurezza e difesa dalle minacce ibride proveniente dal confine sud.

L’Hub per il Sud è stato voluto fortemente dalla NATO per garantire un controllo sul Mediterraneo e rappresenta un primo passo verso una collaborazione NATO-UE, sempre lenta a maturare per i tanti ostacoli generati dalle diverse politiche dei paesi UE.

Il 5 Dicembre la NATO, nel comunicato stampa “Common set of new proposals on the implementation of the Joint Declaration signed by the President of the European Council, the President of the European Commission and the Secretary General of the North Atlantic Treaty Organization”, per quanto riguarda il contrasto alle minacce ibride raccomanda, tra le tante altre cose tutte altrettanto importanti, di tenere in adeguata considerazione i contributi dell’Hub NATO per il Sud.

La struttura di intelligence molto avanzata  realizzata nei pressi del lago Patria (NA) dovrà raccogliere, gestire e condividere informazioni provenienti dall’area mediterranea per la migliore conduzione delle operazioni strategiche necessarie per fronteggiare gruppi criminali di ogni tipo, terroristi e quant’altro al primo insorgere della minima minaccia.

Il contesto marittimo è molto cambiato e la situazione nel Mediterraneo, che con i mezzi di oggi può essere facilmente e rapidamente percorso in lungo ed in largo da chiunque,  ci ricorda, giorno dopo giorno, che la minaccia può apparire ovunque improvvisamente nello spazio compreso tra la costa e il limite della ZEE.

In un’area con queste caratteristiche la minaccia può essere neutralizzata al primo insorgere solo utilizzando piattaforme innovative e proprio un articolo di D.A.R. Palmer Capo della  Sez. Pianificazione nella Divisione Operazioni della NATO, apparso su Nato Review  tempo addietro, ha affrontato l’argomento esprimendo  il  convincimento  di  qualificati  esperti  (NATO)  che  ritengono  sia necessario per gli Stati  “…..spostare il centro di gravità per le operazioni e quindi i loro programmi di  costruzioni navali dalle operazioni nelle acque blu oceaniche verso capacità ottimizzate per le  acque  verdi  e  marroni delle  zone  litoranee  e  costiere  e  le  missioni  di  polizia. ….”.

Le informazioni ci permettono di avere il quadro della situazione necessario per una pianificazione duttile con la possibilità di cambiamenti-adeguamenti in tempo reale, se e quando necessari, finalizzata al contrasto della minaccia, ottenendo il miglior risultato nel minor tempo possibile.

Sono note a tutti le capacità dell’Italia nella realizzazione di mezzi innovativi in genere e  il “naviglio sottile” ideato, progettato e realizzato nel tempo rappresenta un vero e proprio primato.

L’approccio usato nel lontano e recente passato è sempre attuale e in tal senso sono già state studiate soluzioni davvero innovative che consentono la messa a punto, con un investimento più che abbordabile ed in tempi brevi, di un sistema per la difesa e sicurezza basato sulla risposta rapida alle minacce ibride presenti nel contesto mediterraneo.

Ora che il Sw (Hub Nato per il Sud) è stato creato è opportuno, oltre che doveroso, che l’Italia realizzi l’Hw (piattaforme innovative di intervento rapido) del sistema Difesa & Sicurezza del Mare Nostrum.

E’auspicabile che presto l’Italia si doti di naviglio sottile di ultima generazione in buon numero da stanziare in modo strategico lungo i circa 8000 km di coste sfruttando-riattivando le infrastrutture esistenti.

Si tratta di realizzare un mezzo di superficie, un vero e proprio sistema di risposta rapida con elevate caratteristiche di affidabilità e disponibilità sviluppato tenendo conto della necessità di raggiungere la massima modularità indispensabile per soddisfare molteplici requisiti di missione. Tale mezzo è già stato progettato da S.A.I. Ambrosini.

Grazie a questa impostazione lo stesso mezzo può essere configurato per eseguire differenti interventi imbarcando specifici payloads e sensori indispensabili per missioni di neutralizzazione rapida della minaccia, protezione siti e aree sensibili, SOF support, ASW, trasferimento specialisti, intelligence, antipirateria, antiterrorismo, etc..

Per permettere al mezzo di sviluppare performance rilevanti con una velocità di punta elevatissima, un’importante autonomia, la migliore stabilità/assetto di piattaforma, una superiore manovrabilità, una piena operatività anche in condizioni meteomarine gravose, etc.. la scelta progettuale è stata quella di privilegiare una piattaforma multiscafo con particolari linee d’acqua, realizzata con materiali compositi e tecniche di lavorazione di ultima generazione.

Quanto sta accadendo nell’area mediterranea probabilmente sono i prodromi di sconvolgimenti più gravi e profondi che purtroppo si abbatteranno sul/nel nostro meraviglioso mare se non saranno presi drastici provvedimenti.

Abbiamo il diritto-dovere di difendere il Nostro Mare come hanno fatto i nostri padri e prima ancora i padri dei nostri padri e ancora indietro per secoli.

Abbiamo il diritto-dovere di opporci intelligentemente e con tutte le nostre forze a chi vorrebbe fare “strame” del nostro Modus Vivendi, della nostra Millenaria Cultura.

Abbiamo il diritto-dovere, per noi stessi, ma soprattutto per i nostri figli, i nostri nipoti e le generazioni successive di riappropriarci del ruolo che ci compete nella Culla della Civiltà e che la Geografia ci ha designato pretendendo che tutti riconoscano le nostre tradizioni e i nostri  valori, nel pieno reciproco rispetto.

Abbiamo il diritto-dovere di dotarci di tutti gli strumenti necessari e delle migliori guide per il completo raggiungimento del risultato.

Il Mediterraneo visto come risorsa per l’Italia, abbiamo il diritto “geografico” di sfruttarlo. “Nuove prospettive per l’industria navale”