Incredibile nel cuore di Roma, “Monte dei Cocci”

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II monte dei Cocci, si trova nel cuore di Roma nel quartiere Testaccio, si tratta di una collina, alta 54 metri; con una circonferenza di 1 Km, formata esclusivamente dall’accumulo dei cocci, di 86 milioni di anfore olearie, che non potevano essere più riutilizzate, praticamente dei “vuoti a perdere”, in quanto non essendo smaltate all’interno risultavano troppo porose e quindi soggette al deterioramento. Inoltre non era conveniente riportare le anfore nei luoghi di origine in quanto i costi di trasporto erano troppo elevati rispetto ai costi di produzione.
In questo modo fu risolto il problema dello smaltimento delle anfore, che venivano scaricate dal vicino porto fluviale sul Tevere, svuotate, spezzate e sistemate secondo un ordine ben preciso: le pance da una parte, i manici da un’altra e i colli con dentro le basi da un’altra ancora; questa attività fu svolta tra il periodo augusteo e la metà del III secolo d.C.
Sui frammenti veniva disposta della calce che permetteva di eliminare gli inconvenienti causati dalla decomposizione dell’olio.
Su alcune anfore venivano impresse i marchi di fabbrica, mentre sulle altre si apponevano a pennello o a calamo delle note scritte in cui venivano riportati il nome dell’esportatore, le indicazioni sul contenuto, i controlli eseguiti durante il viaggio.
In epoca romana su questo Monte, una volta cessata la sua funzione di discarica, furono organizzate delle feste di carnevale, il “Ludus Testaccie” che consistevano nel lancio di maiali, tori e cinghiali giù dal monte che poi i giocatori dovevano contendersi uccidendoli con la spada.
Il 24 maggio 1914 è stata collocata in cima al colle una croce che ricorda che questo luogo era il punto di arrivo di una celebrazione religiosa la “Via Crucis”.
È stato emozionante passeggiare sopra i cocci alla ricerca, tra i vari frammenti delle anfore, del marchio di fabbrica, ma purtroppo non sono stata così fortunata, la delusione del mancato ritrovamento è stata ripagata, una volta arrivata sulla cima della collina, dalla splendida vista della città a 360°, da una angolazione veramente insolita, che consiglio ai romani e non, di ammirare.
Nei secoli successivi alla base della collina vennero scavate delle grotte, dove si organizzavano banchetti, si beveva e si conservava il vino, l’olio e le derrate alimentari, anche perché la terracotta manteneva costante la temperatura, garantiva la ventilazione mantenendo il luogo asciutto; condizioni ideali per la conservazione degli alimenti.
Oggi, queste grotte, sono sede, di ristoranti e pub, che animano la movida al Testaccio. Entrando in questi locali, davvero particolari, le pareti sono costituite dai frammenti delle anfore protetti da una teca di vetro che danno al locale un’atmosfera davvero insolita.

di Paola Urbani

Incredibile nel cuore di Roma, “Monte dei Cocci”

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