Intelligence Usa politicizzata, una bella grana per Biden

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Il New York Times riporta che l’amministrazione Trump, secondo un esponente della comunità dei servizi segreti, ha politicizzato l’intelligence sull’interferenza elettorale straniera nel 2020. Avrebbe manipolato i rapporti presentati al Congresso e all’opinione pubblica.

Barry A. Zulauf, il difensore civico presso l’Ufficio del Direttore dell’intelligence nazionale, ha riscontrato “una perdita di obiettività” e politicizzazione dell’intelligence nel rapporto sulle minacce elettorali dello scorso anno.

L’analisi sull’interferenza delle elezioni straniere è stata ritardata, distorta o ostacolata per la preoccupazione sulle reazioni dei politici o per ragioni politiche“, afferma il rapporto, che è stato presentato giovedì al Congresso. Il rapporto sarà inviato anche alla Commissione del Senato sull’Intelligence. Tuttavia, poiché lo stesso è stato completato sotto un direttore dell’intelligence visto con scetticismo dai Democratici, è improbabile che venga letto come un rapporto non definitivo su quello che è accaduto.

La Commissione del Senato rivedrà il rapporto e lavorerà con la nuova amministrazione “per fermare qualsiasi accusa di politicizzazione dell’intelligence e rettificare i fallimenti dell’amministrazione Trump”, ha detto Rachel Cohen, portavoce del senatore Mark Warner, rappresentante democratico della Virginia.

Nel rapporto la parte più delicata riguarda un briefing presentato al Congresso a marzo scorso, subito dopo che Richard Grenell, allora ambasciatore in Germania, divenne direttore “ad interim” dell’intelligence nazionale. I punti di discussione di marzo, di cui una versione non classificata è stata resa pubblica, affermavano che il Cremlino non stava aiutando “la rielezione di alcun candidato” – una posizione in contrasto con ciò che i funzionari dell’intelligence avevano detto in precedenza al Congresso, ovvero che la Russia avrebbe appoggiato l’elezione del presidente Trump.

Zulauf ha detto di non essere in grado di determinare chi ha scritto quel briefing, ma ha scoperto che le argomentazioni sono state “plasmate” da Grenell e da altri funzionari nel suo ufficio. Zulauaf ha detto che: “Gli analisti sottolineano che c’erano differenze sostanziali tra i punti di discussione e quello che pensava effettivamente la Comunità d’Intelligence”.

Grenell ha criticato il difensore civico Zulauf per non averlo sentito prima di sparare a zero sul quel rapporto di marzo. Grenell ha quindi detto: Non ho mai fatto una modifica ai rapporti dell’intelligence. Qualsiasi critica alla condivisione di informazioni o al lavoro durante il mio mandato è una critica agli straordinari funzionari del servizio”.

Zulauf ha anche esaminato il modo in cui le agenzie di intelligence hanno analizzato le intenzioni e le attività della Russia e della Cina in relazione alle elezioni del 2020 e sulle interferenze elettorali straniere. Gli analisti ritenevano che il documento riservato – dopo gli interventi di John Ratcliffe, l’attuale direttore dell’intelligence nazionale, per aggiungere l’avvertimento sulla Cina – fosse una “rappresentazione oltraggiosa della loro analisi”, ha riferito. Credevano che durante un lungo processo di revisione, gli alti dirigenti avessero “annacquato” le loro conclusioni sulla Russia per farlo sembrare “non troppo controverso” mentre distoglievano l’attenzione sulla Cina rafforzando la percezione della sua minaccia.

Tuttavia, alcuni funzionari dell’intelligence hanno notato che William R. Evanina, il direttore del National Counterintelligence and Security Center – ha trattato i due paesi in modo diverso. Ha detto, ad esempio, che la Russia stava adottando misure per danneggiare la candidatura di Joseph R. Biden Jr, mentre ha anche affermato che la Cina sperava che il signor Biden vincesse, non ha affermato che la Cina stava prendendo misure analoghe per intervenire nelle elezioni presidenziali. Nella sua lettera al Comitato dei servizi di intelligence del Senato, Evanina ha affermato di aver “trasmesso accuratamente le informazioni e il pensiero della comunità dell’intelligence, aggiungendo: Non ho mai politicizzato l’intelligence durante la mia carriera”.

L’indagine del difensore civico Zulauf sembrava essere strettamente focalizzata sulla gestione delle informazioni e analisi sulle azioni russe e cinesi relative alle elezioni del 2020. L’indagine, tuttavia, non ha mai affrontato altri casi in cui h l’amministrazione Trump ha mosso accuse di politicizzazione dell’intelligence. Non fa riferimento, ad esempio, al caso sollevato dal New York Times dove si evidenziava che la Russia offriva segretamente ricompense in denaro a miliziani afghani per incentivare attacchi più frequenti alle truppe americane.

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