Israele: “Bollettino di Guerra”

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Le ostilità tra Israele e Hamas sono aumentate in questi ultimi giorni con con almeno 35 morti a Gaza e cinque in Israele.

Israele ha effettuato centinaia di attacchi aerei a Gaza, mentre il gruppo islamista e altri militanti palestinesi hanno sparato più raffiche di razzi su Tel Aviv e Beersheba.

Un edificio residenziale a più piani a Gaza è crollato e un altro è stato gravemente danneggiato dopo essere stato ripetutamente colpito dagli attacchi aerei israeliani.

Israele ha riferito che i suoi jet avevano preso di mira e ucciso molti leader dell’intelligence di Hamas mentre altri bombardamenti hanno colpito siti di lancio di razzi, uffici e case dei leader di Hamas.

È stata l’offensiva più pesante tra Israele e Hamas dalla guerra di Gaza del 2014 suscitando la preoccupazione internazionale sulla situazione che di ore in ore potrebbe andare fuori controllo.

L’inviato di pace delle Nazioni Unite per il Medio Oriente Tor Wennesland ha twittato: “Spegnete immediatamente il fuoco. Stiamo andando verso una guerra su vasta scala. I leader di tutte le parti devono assumersi la responsabilità della riduzione dell’escalation. Il costo della guerra a Gaza è devastante e viene pagato dalla gente comune. L’ONU sta lavorando con tutte le parti per riportare la calma. Fermate la violenza ora”.

Le case degli abitanti di Gaza hanno tremato mentre il cielo si è illuminato per gli attacchi aerei israeliani, per i missili di Hamas e per i colpi della difesa aerea israeliana.

Gli israeliani, colti di sorpresa, hanno cercato riparo gettandosi per terra sui marciapiedi nelle comunità lungo la costa nel sud di Israele.

Nella città arabo-ebraica di Lod, vicino a Tel Aviv, due persone sono morte dopo che un razzo ha colpito un veicolo nella zona.

L’ala armata di Hamas ha detto di aver lanciato 210 razzi verso Beersheba e Tel Aviv in risposta al bombardamento delle torri di Gaza City. L’esercito israeliano afferma che circa un terzo dei razzi di Hamas non hanno colpito i bersagli cadendo a Gaza.

Le violenze sono seguite dopo settimane di tensione a Gerusalemme durante il mese di digiuno musulmano del Ramadan, con scontri tra polizia israeliana e manifestanti palestinesi dentro e intorno alla Moschea di Al-Aqsa, nel complesso venerato dagli ebrei come Monte del Tempio e dai musulmani come Nobile Santuario.

Questi scontri si sono intensificati negli ultimi giorni in vista di un’udienza – ora rinviata – in un caso che potrebbe concludersi con famiglie palestinesi sfrattate dalle case di Gerusalemme Est rivendicate dai coloni ebrei.

La violenza è esplosa anche nella Cisgiordania occupata, dove un palestinese di 26 anni è stato ucciso da colpi di arma da fuoco israeliani durante gli scontri in un campo profughi vicino alla città di Hebron.

Non sembrava esserci una fine imminente alla violenza. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che i militanti palestinesi avrebbero pagato un prezzo “molto alto” per i razzi, che hanno raggiunto la periferia di Gerusalemme.

Lo scoppio delle ostilità ha portato gli oppositori politici di Netanyahu a sospendere i negoziati sulla formazione di una coalizione di partiti di destra, di sinistra e di centro-sinistra dopo l’elezione del 23 marzo scorso.

Il leader dell’opposizione Yair Lapid ha ancora tre settimane per istituire un governo, con una nuova elezione – e un’altra possibilità per Netanyahu di mantenere il potere.

Hamas ha chiamato il suo attacco missilistico “Spada di Gerusalemme”, cercando di emarginare il presidente palestinese Mahmoud Abbas e di presentarsi come i guardiani dei palestinesi a Gerusalemme.

Il leader del gruppo militante, Ismail Haniyeh, ha detto che Israele ha “acceso il fuoco a Gerusalemme e Al-Aqsa e le fiamme si sono estese a Gaza, quindi è responsabile delle conseguenze”.

Haniyeh ha detto che il Qatar, l’Egitto e le Nazioni Unite sono attive per portare la calma, ma il messaggio di Hamas a Israele è: “Se vogliono intensificare, la resistenza è pronta, se vogliono fermarsi, la resistenza è pronta”.

La Casa Bianca ha detto che Israele ha il diritto legittimo di difendersi dagli attacchi missilistici, ma ha esercitato pressioni su Israele per cercare la pace con i palestinesi, dicendo che Gerusalemme deve essere un luogo di comune convivenza.

Gli Stati Uniti stavano ritardando gli sforzi del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per rilasciare una dichiarazione pubblica sull’escalation delle tensioni. Si starebbe lavorando dietro le quinte per porre fine alla violenza. Nel frattempo il portavoce del Dipartimento di Stato Ned Price ha esortato alla calma e alla “moderazione da entrambe le parti”, dicendo: “La perdita di vite umane, la perdita di vite israeliane, la perdita di vite palestinesi, è qualcosa di cui ci rammarichiamo profondamente”.

Israele ha comunicato ai media di aver inviato 80 jet per bombardare Gaza e inviato la fanteria al confine, evocando i ricordi dell’ultima incursione terrestre israeliana a Gaza per fermare gli attacchi missilistici nel 2014.

In quell’occasione morirono più di 2.100 abitanti di Gaza insieme a 73 israeliani, mentre migliaia di case a Gaza furono rase al suolo dalle forze armate israeliane.

Le riprese video di martedì hanno mostrato tre pennacchi di fumo nero e denso che si alzavano da un edificio residenziale di 13 piani a Gaza, poi crollato inesorabilmente.

L’esercito israeliano ha detto che l’edificio, nel quartiere Rimal di Gaza City, ospitava uffici di Hamas, compresi quelli per la ricerca e lo sviluppo militare e l’intelligence militare.

L’esistenza di un ufficio di Hamas, utilizzato da leader politici e funzionari che si occupano dei mezzi di informazione, era ampiamente nota a livello locale.

I residenti nel blocco e nell’area circostante sono stati avvertiti per tempo evacuando l’area prima dell’attacco aereo.

Un secondo edificio residenziale e per uffici nello stesso quartiere è stato gravemente danneggiato negli attacchi israeliani poco prima delle 2 del mattino di mercoledì. Residenti e giornalisti che lavoravano nell’edificio erano già partiti.

I leader politici israeliani e le forze armate hanno affermato di aver ucciso “dozzine” di militanti e di aver colpito gli edifici utilizzati da Hamas.

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