Italia in Niger concorre con la Misin al “programma  di prevenzione alla malaria”.

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La donazione di materiali sanitari e dispostivi tecnici per espletare il servizio di bonifica delle zone ritenute ad alto rischio si è svolta l’ 11 marzo presso il Ministero della Salute Pubblica e degli Affari Sociali di Niamey, a conclusione di un progetto di Cooperazione Civile-Militare (CIMIC), finalizzato a sostenere il settore della salute pubblica nella capitale nigerina.

L’evento è stato presenziato dal Comandante della MISIN, il Colonnello Pilota Davide Cipelletti e dalla Dott.ssa Hazida Jackou, Coordinatrice Nazionale del Programma nazionale di prevenzione alla malaria. 
Tra le autorità intervenute anche l’Ambasciatrice Italiana in Niger, S.E. Emilia Gatto ed il Ministro della Sanità Pubblica, Dott. Idi Illiassou Mainassara.

Il Ministero della Salute è l’organo statale di riferimento per la lotta contro la malaria attraverso il Programma Nazionale di Prevenzione alla malaria. Fonti governative riferiscono che la malaria rappresenta ancora la principale minaccia alla salute in Niger ed ha carattere endemico in tutto il Paese incidendo per il 28% delle malattie registrate, e addirittura per il 50% nei casi di decesso. La percentuale raggiunge il 62% dei casi in bambini al di sotto dei 5 anni. A fronte di una popolazione per l’80% al di sotto della soglia della povertà e in assenza di un vaccino, la prevenzione anti-malarica resta l’unica forma di contrasto all’emergenza.

La collaborazione tra il Ministero della Salute Pubblica tramite il Programma Nazionale di Prevenzione alla malaria e l’Italia, per mezzo della missione italiana in Niger MISIN, ha permesso di individuare le necessità primarie per la bonifica delle zone ritenute focolai di malaria e contribuire fattivamente a ridurre il rischio di contagio. 

Il Ministro nigerino della Sanità Pubblica ha così espresso il proprio ringraziamento per la donazione: “Desidero esprimere il mio apprezzamento per la qualità delle relazioni tra l’Italia e il Niger. Queste relazioni sono caratterizzate, tra l’altro, dal multiforme sostegno di questo Paese a favore del Niger. L’Italia, infatti, ha fortemente sostenuto il Niger nella lotta al colera con kit che hanno salvato migliaia di vite ai nostri concittadini. Più recentemente, l’Italia ha sostenuto la lotta contro il COVID-19. Questi vari gesti illustrano il grande interesse che l’Italia attribuisce al benessere della popolazione del Niger. Ciò significa che gli sforzi dello Stato e dei nostri importanti partner come l’Italia stanno contribuendo in modo significativo a migliorare la salute dei nostri concittadini”.

L’Ambasciatrice Italiana in Niger, S.E. Emilia Gatto, ha ringraziato i “militari della MISIN per l’organizzazione dell’attività di donazione che testimonia ulteriormente l’impegno della missione italiana in Niger, fatta di addestramento ai militari nigerini ma anche di attenzione alla gente ed alla società civile“.

La Missione italiana di supporto in Niger ha instaurato con le autorità e la comunità locale un saldo legame attraverso il quale il personale italiano è impegnato ad affrontare con successo le sfide sulla sicurezza e sulla salute del popolo nigerino.

Dalla TV di Stato in Niger

Dal settembre 2018, la MISIN opera secondo un accordo bilaterale tra Italia e Niger, coerentemente allo sforzo multinazionale volto alla stabilizzazione del Sahel (Niger, Mali, Mauritania, Chad e Burkina Faso). Con i suoi MTT (Mobile Training Team) composti da personale dell’Esercito Italiano, dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri e delle Forze Speciali, la Missione italiana garantisce l’incremento delle capacità nigerine nel contrasto del fenomeno dei traffici illegali e delle minacce alla sicurezza, nella sorveglianza delle frontiere e nel controllo del territorio. La MISIN ha formato, ad oggi, oltre 6.000 militari delle Forze di Difesa e Sicurezza nigerine (Forze Armate, Gendarmeria Nazionale, Guardia Nazionale e Forze speciali della Repubblica del Niger).

fonte: dal sito dello Stato Maggiore della Difesa

Italia in Niger concorre con la Misin al “programma di prevenzione alla malaria”.