Asso Ventotto riporta i migranti indietro. L’Italia rischia condanna Commissione Ue. Toninelli, “tutto regolare”

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La Commissione europea vuole indagare e ha chiesto chiarimenti al Governo italiano.

Il rimorchiatore italiano Asso Ventotto ha soccorso poco più di 100 persone e poi ha virato a 360° verso Tripoli.  “Rivoluzione”, tutti hanno gridato allo scandalo, “è vietato dalle norme, la Libia non è un porto sicuro”, così sinistra, ong e Unhcr. Immediata la risposta del ministro Salvini a cui a fatto sponda il ministro Toninelli, “tutto regolare”. La Guardia costiera italiana ha anche evidenziato che l’intervento è stato gestito in autonomia dai libici. Nicola Fratoianni, che era sulla nave Open Arms ha detto, “abbiamo contattato il Centro di coordinamento della Guardia costiera di Roma per segnalare due gommoni in difficoltà a nord di Sabratha, “non ci hanno dato indicazioni”. Poi abbiamo interessato i libici, “interveniamo noi”. A soccorrere uno dei gommoni è intervenuta, nel frattempo, Asso Ventotto che afferma, “su indicazione dei libici, ma subito dopo si contraddicono, ‘stiamo seguendo le indicazioni della piattaforma per cui lavoriamo’, cioè quella dell’Eni”.

Salvini ha detto, invece, che la Guardia Costiera italiana “non ha coordinato e partecipato a nessuna” operazione. E dal comando di Roma aggiungono che le attività “si sono svolte sotto il coordinamento della Guardia costiera libica”.  L’Eni dal canto suo “smentisce qualsiasi coinvolgimento nella vicenda che sarebbe stata gestita dalla Guardia Costiera Libica”. L’armatore, infine, ha riferito, “la richiesta di soccorrere un gommone a circa 1,5 miglia dalla piattaforma” è arrivata dal Marine Department di Sabratah” e le attività “si sono svolte sotto il coordinamento della Guardia Costiera libica”, difatti vi era a bordo un loro rappresentante. Asso Ventotto ha quindi recuperato i migranti e si è diretta a Tripoli, dove poi ha effettuato il trasbordo su una nave  libica.

Dal 2012, i rimorchiatori come Asso ventotto hanno soccorso in mare circa  24.000 persone. Le novità apportate dal governo gialloverde stanno facendo cambiare lo scenario, poiché  si riconosce e soprattutto si  rispetta la zona di ricerca e soccorso (Sar) della Libia. Quindi il centro operativo della guardia costiera di Roma non coordina più  le operazioni di soccorso in mezzo al Mediterraneo. Nelle acque Sar libiche interviene, come previsto,  il centro di  coordinamento e soccorso di Tripoli e la Guardia costiera italiana, tutte le volte che riceve segnalazioni, le invia all’autorità libica, unica autorità competente sulla propria zona Sar e che assume il coordinamento dei soccorsi.

L’unica variante è che la Libia non è considerata porto sicuro e la Corte europea nel 2009 ha già condannato l’Italia per aver riportato indietro migranti a bordo di navi militari.

 

Asso Ventotto riporta i migranti indietro. L’Italia rischia condanna Commissione Ue. Toninelli, “tutto regolare”

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