Elisabetta Trenta, maggiore attenzione al mediterraneo

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Nonostante l’emozione della prima uscita da ministro della difesa in un contesto internazionale di altissimo livello, alla ministeriale di Bruxelles,  il nuovo capo della difesa italiana ha subito indicato le priorità per l’Italia, in pieno accordo con le indicazioni sancite dal contratto di governo targato M5S- Lega. E’ “una questione di solidarietà”, ha detto Trenta riferendosi alle missioni internazionali. ” che si rafforzi la volontà di una Nato più attenta al Mediterraneo”, che dia sostegno all’Italia e all’Ue sulle “principali sfide che ci troviamo di fronte: lotta al terrorismo e lotta al traffico di esseri umani”.

L’obiettivo è quello di fare in modo che l’Italia possa continuare a dare il suo contributo anche in un’area di nostro diretto interesse strategico e cruciale per la sicurezza del Paese.

Salvini, ha detto che la Nato è un’organizzazione difensiva. Poiché la minaccia viene dal sud Europa a causa del fenomeno dell’immigrazione e del terrorismo occorre che la Nato intervenga, secondo i dettami dell’art. “5”, della carta atlantica.

In particolare, riguardo al Mediterraneo, il ministro della Difesa ha auspicato che si possano superare i ritardi nella realizzazione dell’hub regionale per il Sud e ha detto che una politica più a sostegno dei propri partner, nella regione mediterranea, rafforzerebbe l’Alleanza stessa offrendo una cornice di sicurezza più solida.

Sul ‘burden sharing’, la cosiddetta condivisione degli oneri, Trenta ha chiesto che la valutazione sia complessiva e non selettiva, perchè l’Italia già dà tantissimo e ha parlato di “adeguata rappresentazione dello sforzo contributivo”.

Infine la ministra ha voluto porre l’accento sulla Cyber Defense, precisando che Roma, ed in particolare l’attuale governo, vuole impostare la propria strategia nazionale in tale settore.

Il segretario generale dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg non si è fatto sfuggire l’occasione per lanciare messaggi di distensione al nostro paese: “L’Italia è un alleato valido ed importante” preannunciando che lunedì sarà a Roma per incontrare il premier Giuseppe Conte, il capo della Farnesina Enzo Moavero Milanesi e di nuovo il ministro della difesa, Elisabetta Trenta.

“Non vedo l’ora di incontrare il premier”, ha detto Stoltenberg, precisando poi che alla riunione di oggi non si è parlato affatto delle sanzioni alla Russia. Un tema, quest’ultimo, su cui aveva già ammonito l’Italia dopo che Conte in Parlamento aveva auspicato una “revisione” del sistema delle sanzioni.

La questione tornerà infatti sul tavolo del Consiglio europeo di fine giugno e, secondo quanto si apprende, dovrebbe seguire il procedimento ordinario, quindi essere discusso direttamente alla cena dei leader che dovrebbe essere aperta da Macron-Merkel. Il nodo centrale riguarda il rispetto degli accordi di Minsk, ha precisato oggi il portavoce della Commissione europea Alexander Winterstein, che ha ribadito la posizione della Commissione: gli accordi di Minsk devono essere rispettati per intero e le sanzioni sono state messe in campo per arrivare all’attuazione di quegli accordi. Toglierle prima, non è attuabile.

La Trenta ha anche sottolineato che l’Italia “rispetta e onora sempre gli impegni presi”, ma “per quel che abbiamo dato finora e vogliamo continuare a dare, ritengo sia arrivato il momento anche di ricevere”. Stoltemberg in risposta ha elogiato l’Italia, dicendo di aver apprezzato il fatto che Roma abbia “iniziato ad aumentare la spesa per la difesa, ma anche che contribuisca alle missioni e alle operazioni della Nato in svariati modi “.

Sulle missioni il segretario generale della Nato ha citato l’Afghanistan, “dove l’Italia è una delle nazioni guida, ma anche nei Balcani, in Kosovo e altrove, dove vediamo che l’Italia contribuisce con personale professionale e impegnato, cosa che apprezziamo davvero”.

Stoltemberg si è poi soffermato sulla questione del 2% del Pil che i paesi membri dovrebbero dedicare alle spese per la difesa. Alcuni paesi alleati stanno spendendo il 2% del PIL del proprio paese in Difesa e la maggior parte degli stati alleati della NATO ha intenzione di raggiungere questo livello di investimenti entro il 2024. I prossimi investimenti, precisa Stoltemberg, sono destinati a migliorare la strategia della difesa delle nazioni già alleate della NATO”, ha proseguito Stoltenberg, che ha aggiunto come dal 2014 ad oggi Europa e Canada abbiano già  speso per la  difesa 87 miliardi di dollari.

 

 

 

 

 

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