Enrico Letta, Abertis e Atlantia. L’inchiesta di Dagospia ci lascia tantissimi dubbi su Letta il “piccolo”

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Un’agenzia Ansa ha lanciato la dichiarazione dell’ex premier Enrico Letta fatta su Dagospia, riguardante la controversa vicenda Abertis/Atlantia, società dove il Letta (il piccolo) è approdato dopo la brevissima parentesi di governo.

Enrico Letta ha così chiesto a Dagospia di rettificare la fantasiosa ricostruzione della vicenda.

Su Dagospia sono oggi oggetto di ricostruzioni del tutto false rispetto alle quali chiedo cortesemente la seguente rettifica.

Sono entrato nel Consiglio di Abertis alla fine del 2016, quando questa era una società spagnola, e prima che venisse ventilata l’ipotesi di OPA da parte italiana”. Da Abertis sono uscito, dimettendomi volontariamente, e dandone pubblica notizia nel maggio scorso, esattamente quando è cambiata la proprietà con l’ingresso di Atlantia. Questo, proprio per evitare al massimo possibili conflitti di interesse con le mie precedenti funzioni, ho scelto, una volta lasciato il Parlamento, di esercitare attività professionali fuori dall’Italia. E’ quindi vero proprio il contrario rispetto ai conflitti di interesse di cui, omettendo di raccontare i fatti appena descritti, mi si accusa impropriamente

La  risposta di Dagospia

Ringraziamo il professor Letta della precisazione. Avevamo scritto che era entrato nel cda Abertis mentre era in corso l’Opa di Atlantia (aprile 2017), e invece era lì già dalla fine del 2016. Quindi, ricapitolando, dopo l’annuncio della scalata è rimasto nella società spagnola per più di un anno, in attesa dell’ok delle autorità europee. Arrivato questo fatidico e scontato ”sì”, ha lasciato Abertis ”per evitare conflitti d’interesse con le precedenti funzioni”. Solo una domanda: ma se un ex premier e più volte ministro rischia un conflitto d’interessi perché lavora per un’azienda straniera con forti interessi economici in Italia, come mai si è accomodato nel cda di Abertis anche se questa nel settembre 2016 aveva comprato il 51% di A4 Holding, ovvero la maggioranza assoluta delle italianissime A4 Brescia-Padova e A31 Valdastico (poi sarebbero salite all’85%, sempre mentre lei era nel cda)? Forse riconosce che il conflitto di interessi sarebbe stato più grave con le Autostrade dei Benetton? E come mai?

Abertis Atlanta 

In data 24 dicembre 2013, lo Stato italiano e Autostrade per l’Italia hanno sottoscritto un Atto aggiuntivo alla Convenzione Unica con il quale si è proceduto all’aggiornamento quinquennale del piano finanziario allegato alla Convenzione, come previsto dall’art. 11 della medesima. Il predetto Atto aggiuntivo è stato approvato con decreto interministeriale del 30 dicembre 2013(bilancio 2013 di Atlantia, pubblicato ad aprile 2014). In parole povere, nei 10 mesi di Governo, Enrico Letta ha ”aggiornato” la concessione di Autostrade per altri cinque anni. Il tutto è stato rapidamente approvato con un decreto il 30 dicembre seguente e poi secretato per non far conoscere i dettagli economici della Convenzione. Nel 2017, mentre Atlantia lanciava l’Opa su Abertis, colosso spagnolo delle autostrade, Enrico Letta entrava nel cda di Abertis.

Approfondimento su Abertis

La spagnola Abertis entra nel mercato autostradale italiano assicurandosi il 51,4% di A4 Holding, che controlla le autostradeA4 nel tratto Brescia-Padova e la A31 Rovigo – Piovene RocchetteLa firma era già arrivata nell’agosto 2015, ma i dettagli dell’operazione sono stati resi noti solo il 10 maggio da un comunicato della società iberica. L’intesa raggiunta dal gruppo spagnolo con Intesa SanpaoloAstaldi e famiglia Tabacchi prevede che gli spagnoli paghino un totale di 594 milioni di euro per il 51% della società. La valutazione complessiva, quindi, si aggira su 1,2 miliardi di euro. L’operazione, che verrà regolata nel gennaio del 2023 a parte un anticipo di 5 milioni da pagare “entro i prossimi mesi”, è subordinata al via libera del governo italiano sul prolungamento dell’A31.

A4 Holding gestisce il tratto a tre corsie per lato di marcia dell’autostrada A4 noto come La Serenissima, che collega le città di Brescia e di Padova. Si tratta della terza autostrada per volume di traffico in Italia, con un indice di Traffico Giornaliero Medio di 91mila veicoli. L’autostrada A31 (Autostrada della Valdastico), che si estende per una lunghezza di 89 chilometri, può contare su un traffico giornaliero medio di 12.000 veicoli, si divide in due tratte: la Vicenza-Piovene Rocchette di 36 chilometri e la Vicenza-Badia Polesine di 53 chilometri. Il contratto di concessione di entrambe le autostrade – A4 e A31 – scade nel 2026.

Con l’acquisizione delle due autostrade, il Gruppo Abertis fa, dunque, il proprio ingresso nel settore autostradale italiano e incrementa la sua posizione come leader di settore a livello internazionale, con più di 8.500 chilometri di autostrade in gestione. Dal punto di vista finanziario, l’acquisizione dei due asset consentirà ad Abertis di consolidare nel proprio bilancio circa 610 milioni di euro di ricavi e circa 200 milioni di euro di margine operativo lordo ogni anno.

Per gli spagnoli non è il primo tentativo di entrare in forze nel settore autostradale italiano. Nove anni fa era stata annunciata la fusione con la Autostrade per l’Italia della famiglia Benetton. Il governo Prodi bloccò l’operazione: l’allora ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro si mise di traverso negando l’autorizzazione.

fonte Dagospia

 

 

 

 

 

 

 

 

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