Giornalisti italiani sveglia, sono cambiati i tempi, l’editoria  è ferma al medioevo, ma esiste una via d’uscita….

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(di Massimiliano D’Elia) Sembrerebbe una provocazione, ma in effetti non lo è. La crisi dell’editoria in Italia oramai è nota tant’è che migliaia di giornalisti sono diventati precari, ovvero presto lo saranno. Emblematico quello che sta accadendo all’Espresso. Il motivo è semplice ed evidente, ma nessuno del settore lo vuole ammettere. Occorre dare una vigorosa sterzata dal momento che i finanziamenti pubblici sono diminuiti sensibilmente e presto termineranno del tutto. Quei pochi fondi destinati, dai governi che si sono succeduti, sono difficili da intercettare, tanti i paletti burocratici da superare.

La carta stampata, quindi, sta subendo un declino irreversibile e sta cercando di  reinventarsi  nelle versioni digitali. Purtroppo anche nel settore digitale gli editori e direttori vogliono traslare l’esperienza e il “modus operandi” dell’attività redazionale della carta.

“Impossibile”, perché il digitale è diverso. Il digitale è velocità, sintesi,  “scoop” e news a 360°, “occorre stare sempre sul pezzo” visto che il digitale è sul web, dove gli utenti non sono “solo quelli nazionali”, ma possono essere miliardi da tutto il mondo (considerando  i fusi orari ci saranno sempre utenti online). Poi è davvero mortificante notare che durante il week end e i giorni festivi i giornali online italiani girano a marcia ridotta.

L’esempio che meglio può esprimere l’editoria digitale è fornita da Reuters, CNN, BBC e così via. Abbracciano notizie e news da tutto il mondo in maniera puntuale e soprattutto con brevi sintesi, tipo agenzie. Sono sempre “on”, non rallentano mai, perchè chi si ferma è perduto nel mondo immateriale, nel web appunto.

Poi ci sono le scelte editoriali.

In Italia, ad esempio, di ogni evento “politico interno” si riempiono pagine intere, spesso le prime, e per diversi giorni. Un tam, tam da sfinimento che ogni giornale “rimaneggia” e  si rimbalza di ora in ora, spesso, con lunghissimi editoriali. Belli, molto belli che, tuttavia, sfido chiunque a dimostrare di aver letto per intero.

L’ideale sarebbe riportare una notizia in massimo 200 battute, dando l’essenza dell’informazione. Frasi fiorite non hanno più alcun effetto, servono solo a compiacere il direttore e capo redattore di vecchio stampo. Occorre uscire dal “recinto Italia”, fuori dai confini c’è un mondo che si muove e poco interessato alle nostre “querelle” politiche, pettegolezzi di quartiere. Occorre portare gli italiani mentalmente fuori dai confini, solo così l’opinione pubblica potrà avere una nuova “vision” non più drogata dalle faccende domestiche. L’Italia non è al centro del mondo, ma ne fa parte.

La via d’uscita

Non mi resta ora  dimostrare con i fatti un tentativo di svolta, PRP Channel. E’ stata una scommessa editoriale nata per gioco. I soci fondatori con esperienza internazionale, per aver lavorato per lunghi periodi all’estero, hanno deciso di ideare una piattaforma editoriale multilingue (in tutte le lingue del mondo), affidandosi ad un “plug in” evoluto.

La traduzione dei testi è vicino ad una elaborazione umana. Questo è il timore principale degli editori che diffidano e non vogliono  “sbagliare” con il multilingue. Pretendono traduzioni “professionali”, “accademiche”: “impossibile in un contesto veloce come il web,  non c’è tempo”!

PRP Channel, quindi, ha osato e ha lanciato l’esperimento. Il risultato dopo 15 mesi di vita, 66 milioni di contatti da 190 paesi del mondo, 600000 pagine lette al mese, con in testa Francia, Stati Uniti (solo terza l’Italia), Germania, Cina e così via.

Dopo i dubbi iniziali, tantissimi i messaggi di apprezzamento  ricevuti in redazione ed è per questo che un piccolo gruppo di giornalisti volenterosi, editori di loro stessi, ha deciso di andare avanti.

Per continuare a crescere occorrono  altrettanti colleghi volenterosi. Il  sogno è quello di continuare a crescere per proporre un giornale internazionale italiano tipo la BBC.

Caro collega se vuoi condividere l’ambizioso progetto scrivi a redazione@prpchannel.com

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Giornalisti italiani sveglia, sono cambiati i tempi, l’editoria  è ferma al medioevo, ma esiste una via d’uscita….

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